Il vice presidente della Provincia di Perugia sottoscrive l'iniziativa della Lav in favore degli scoiattoli d'origine extra europea che minacciano di sterminare quelli, rossi, locali
scoiattoli

Solo il tempo dirà se la scelta della Provincia di Perugia di salvare lo scoiattolo grigio, che rischierebbe di “mangiarsi” prima quello rosso e poi importanti colture, sarà stata quella giusta oppure non sia stato solo un andar dietro alle campagne più  rumorose e ricche di consensi elettorali.

Il Vicepresidente della Provincia di Perugia ha infatti affermato che “La soppressione degli scoiattoli grigi a tutela di quelli rossi – ha affermato il vicepresidente –  è una delle sciocchezze che il nostro paese avrebbe potuto risparmiarsi, soprattutto in un momento di crisi dove le risorse potrebbero essere spese in maniera molto più utile, agli animali e alla comunità.
La Provincia negli anni precedenti – ha ricordato Rossi – aveva aderito a un progetto che ha portato alla soppressione di circa sessanta scoiattoli nell’intero territorio.
Non si può pensare che l’estinzione della specie “scoiattolo rosso” sia salvabile sopprimendo poche decine di unità di scoiattoli grigi concentrate nei parchi perugini.
Per questo motivo abbiamo subito interrotto la collaborazione al progetto dichiarando che come Ente non avremmo mai più aderito a iniziative analoghe

In Umbria, Liguria, Lombardia e Piemonte si starebbe attuando il progetto EC-SQUARE per l’eradicazione totale degli scoiattoli grigi, di origine americana, ritenuti una minaccia per quelli rossi.
In vero solo da poco s’è concluso, nell’ambito del progetto, il monitoraggio della consistenza dello scoiattolo americano fase ancora preliminare ad ogni decisione sulle modalità del controllo dell’invasione grigia

Tale monitoraggio consiste nell’attrarre gli animali dentro tubi (hair tube, o trappole per peli) contenenti un’esca, all’ingresso dei quali sono fissati pezzi di nastro biadesivo.
Quando l’animale entra nel tubo, si appoggia contro il nastro lasciandovi attaccati dei peli che possono essere prelevati per le successive analisi di laboratorio che porteranno all’identificazione della specie che ha esplorato il tubo.
La tecnica non è invasiva, non arreca alcun disturbo alla fauna e permette di verificare su campo nuove segnalazioni.
In base ai risultati del monitoraggio verrà prodotto un piano generale di gestione (General Management Plan, Azione A.5) che fornirà indicazioni relative alla migliore strategia d’azione da adottare in ciascun sito di presenza dello scoiattolo grigio per arrivare alla rimozione o quantomeno al controllo delle sue popolazioni 

Intanto è  iniziata e proseguirà per tutto il mese di settembre, la campagna di raccolta firme lanciata dalla Lav (Lega Anti Vivisezione onlus) per fermare il presunto sterminio degli scoiattoli grigi.
 

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