Con un comunicato, sobrio e scevro quasi del tutto di accenti polemici, che il più delle volte ai “normali” lettori fanno subito interrompere la lettura, il gruppo consiliare Aria Nuova per Todi ed il suo consigliere comunale Claudio Serafini, hanno reso noto di aver inviato agli organi competenti, come previsto, una serie di osservazioni ed incongruenze normative sulla individuazione del sito per la costruzione del nuovo impianto centralizzato di depurazione in località Cascianella.
Nel comunicato sembra che il gruppo consiliare abbia “tirato fuori dal cilindro un coniglio” bello pasciuto: “il sito B della Cascianella è inserito all’interno del perimetro di vigilanza della zona in frana del colle di Todi, vincolata ai sensi dell’art. 61 D.P.R. 380 del 6/06/01. “
La conseguenza sarebbe che “in quell’area risultino ammissibili esclusivamente demolizioni e ricostruzioni di opere presenti e ampliamenti (di modesta entità) di strutture presenti, ammesso che non influiscano negativamente sulla stabilità globali dei terreni consolidati.
Pertanto, per il detto vincolo, non sono ammissibili nuove costruzioni come depuratori comprensivi di vasche ed edificazioni che potrebbero creare un ulteriore impatto ambientale dannosissimo per l’instabilità della porzione di terreno interessata.”
“Essendo Aria Nuova per Todi – continua il comunicato – un’ associazione di proposta e non di protesta, ha già depositato presso il protocollo del Comune di Todi, con un ordine del giorno, due proposte alternative per la costruzione dell’impianto di depurazione. Si tratta di soluzioni su terreni prevalentemente agricoli senza vincoli, che per di più restano lungo la linea della condotta principale, nel rispetto del riferimento al documento ufficiale denominato ALLEGATO SUB “1/A” – INTERVENTI ZONA TODI .
Per essere più precisi i siti in oggetto si trovano specificatamente nel foglio catastale n. 116, particella n.64 e nel foglio catastale n.116, particella n. 60. “
Il Comunicato si conclude con un appello “ un paese civile necessita di infrastrutture e di servizi annessi, l’importante è costruirli senza che arrechino costi esorbitanti, disfunzioni alla propria popolazione, tutelando l’assetto del territorio ed in particolare la pubblica incolumità, evitando come in questo caso, esposizioni ad un probabile rischio sia a breve che a lungo termine con inevitabile interessamento anche della parte alta del versante stesso dove insistono abitazioni.
Sulla base di queste idee abbiamo pensato di proporre questi due nuovi siti alternativi, che -ripetiamo – spero colgano l’interesse delle altre forze politiche comunali. “










