Dopo il consigliere Giorgi anche il comitato civico Aria Nuova per Todi interviene di nuovo sull’ “affaire depuratore di Todi”, parlando di un “forse” tentativo di cambiare le regole nel corso di una partita.
Al di là del caso specifico, una cosa del genere è in grado di distruggere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la cosa è ben più grave del posto in cui si dovrà fare il depuratore.
Con un comunicato il Comitato Aria Nuova per Todi afferma che” dopo essersi impegnato in maniera esemplare su tale tematica, impegno che ha portato il comitato ed in particolar modo il proprio consigliere comunale Claudio Serafini a individuare due siti alternativi alla localizzazione della località Cascianella prossima al “Quartiere Cappuccini” di Todi….. Come già riportato da un comunicato stampa precedente, da una attenta valutazione della procedura di Vas e della proposta di Variante al piano d’ambito del servizio idrico integrato, evidentemente espletati con troppa leggerezza, risultano totalmente assenti due atti fondamentali per l’attuazione della scelta, segnalati in dettaglio nelle osservazioni tecniche. Inoltre, nel documento preliminare ambientale di procedura di VAS, si é evidenziato come il sito di località Cascianella è “zona agricola, area instabile del colle di Todi, categoria A1.”
Sulla base di quanto detto, il centro-sinistra tuderte non ha ancora offerto delle risposte in merito, un silenzio fin troppo assordante che ha fatto giungere alle finestre del comitato di Aria Nuova per Todi delle notizie da un “piccione viaggiatore” molto ben informato dai palazzi dei poteri forti, il quale ha riportato un fatto un po’ strano.
Probabilmente tale silenzio è dovuto al fatto che si stiano mobilitando per ottenere un “parere in estensione” della famosa norma: legge 64/74, art. 2 – Delibera di Consiglio Regionale n. 721 del 06/06/1988 e la Delibera n. 902 del 13/03/1989. Il comma in oggetto è il secondo e la lettera vagliata è la “f”; questo è il testo che vi ritroviamo:all’interno del perimetro di vigilanza le opere pubbliche relative a servizi quali: acquedotti, fognature, linee elettriche, linee SIP, gasdotti, cabine ENEL, percorsi stradali e simili possono essere autorizzate in base alle verifiche di fattibilità di cui ai DD.MM. 12 dicembre 1985 e 11 marzo 1988, sempre nel rispetto dei vincoli idrogeologico, sismico e ambientale se e in quanto esistenti.
Detto ciò, già da stamattina il consigliere comunale Claudio Serafini, forte della propria tenacia e combattività, andrà ad incontrare i consiglieri regionali dell’Umbria per capire come stanno realmente le cose.
“Siamo stufi di tale situazione: non è possibile che operazioni, a dir poco ambigue come questa, che i politici-politicanti della nostra zona stanno per coronare, debbano prevalere sui diritti dei cittadini”, conclude Claudio Serafini









