L’accusa è pesante: associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa dopo le indagini di carabinieri e Nas.
Ad orchestrare il tutto, secondo la Procura, il titolare di una nota officina sanitaria che non avrebbe lesinato ingenti somme di denaro ai medici della ex Usl 2 che avrebbero certificato falsamente, negli attestati di avvenuto collaudo degli ausili protesici, di aver accertato la rispondenza degli ausili protesici forniti alle persone assistite con quelli prescritti.
Peraltro taluni medici avrebbero indirizzato gli assistiti presso la detta officina, riepilogando i nominativi in liste poi distrutte al momento della consegna in busta di “ricompense” da parte dell’officina
Finiti sotto inchiesta anche gli impiegati dei distretti sanitari di Panicale, Bastia, Marsciano e Gubbio per percentuali tra il 4 e l’8 per cento del fatturato procacciato.












