L’assessore regionale umbro esprime soddisfazione , ma non tutti la pensano così perché pensano, con molta fondatezza nonostante le reticenze di Rometti, che dietro ci sia la trasformazione della superstrada in autostrada.
Un’autostrada che fu negata all’Umbria quando era il tempo di quella "del Sole" e che ora verrebbe imposta anche se, il prcorso più lungo, farà fuggire il traffico interegionale che ora c’è sulla superstrada sol perchè non si paga pedaggio, il quale resterà per gli umbri
Un’autostrada che fu negata all’Umbria quando era il tempo di quella "del Sole" e che ora verrebbe imposta anche se, il prcorso più lungo, farà fuggire il traffico interegionale che ora c’è sulla superstrada sol perchè non si paga pedaggio, il quale resterà per gli umbri
Il Cipe, nella seduta odierna, ha approvato il progetto preliminare e la proposta del promotore per l’adeguamento e ammodernamento della E45.
“Si fa così concreta la realizzazione di un’opera importantissima per l’Umbria, che collega da nord a sud tutto il territorio regionale verso le grandi direttrici europee e che, in concorso con le trasversali in fase di realizzazione, porterà alla costituzione di un moderno e più efficiente sistema infrastrutturale.
La decisione del Cipe – sottolinea Rometti – non significa solo adeguamento della E45, ma anche via libera alla realizzazione del primo tratto del nodo di Perugia, da Madonna del Piano a Collestrada, che rappresenta una priorità rispetto alla esecuzione complessiva dei lavori.
Con questa decisione potrà dunque essere finalmente avviato il percorso per definire l’iter esecutivo, condizione indispensabile per l’effettiva realizzazione di un’opera che risolverà le criticità di traffico legate alla qualità ed alla sicurezza del servizio e fornirà un’alternativa concreta all’attuale sistema autostradale di collegamento.
Un apprezzamento – ha concluso Rometti – va anche all’impegno del governo che ha inserito questa infrastruttura fra quelle ritenute strategiche a livello nazionale”.
L’opera rientra nell’ambito della realizzazione del corridoio di viabilità autostradale da Orte (svincolo d’interconnessione con l’A1) a Mestre (svincolo d’interconnessione con l’A4 e con il Passante di Mestre) attraverso il potenziamento degli attuali itinerari serviti dalle infrastrutture E45, appunto, ed E55, per un percorso di circa 400 chilometri complessivi.
Il potenziamento della E45 è dunque finalizzato a rispondere a nuovi standard di funzionalità e sicurezza stradale e alla realizzazione ex novo dell’itinerario autostradale denominato E55 “Nuova Romea”.
L’investimento complessivo è stimato in 9 miliardi di euro, una cifra che certo fa gola a molti, ma che quantifica i disagi per gli umbri, salvo quelli che devono frequentare il nodo scorsoio che Perugia s’è messo al collo
Il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni interviene in merito alla deliberazione del Cipe definendola una scelta senza valore per l’Umbria e i suoi cittadini;
L’esponente del Carroccio umbro ha rimarcato come invece sarebbe più opportuno, invece di avere una autostrada, poter disporre di una superstrada moderna, sicura e senza
pedaggio.
Magari – propone – prendendo ad esempio quanto previsto per la strada di grande comunicazione, senza pedaggio, Firenze-Pisa-Livorno, gestita da un consorzio formato da Regione Toscana e Province interessate.
Così per la E45, affidandola ad un consorzio tra le Regioni Umbria, Toscana ed Emilia
Romagna con la nostra Regione nel ruolo di capofila.
pedaggio.
Magari – propone – prendendo ad esempio quanto previsto per la strada di grande comunicazione, senza pedaggio, Firenze-Pisa-Livorno, gestita da un consorzio formato da Regione Toscana e Province interessate.
Così per la E45, affidandola ad un consorzio tra le Regioni Umbria, Toscana ed Emilia
Romagna con la nostra Regione nel ruolo di capofila.
Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) definisce tutto ciò un “frutto avvelenato di un Governo senza idee, che continua a gettare al vento risorse che avranno come unico risultato quello di devastare l’Umbria senza alcun ritorno in termini di sviluppo e competitività”.
Come non bastassero le decine di opere incompiute che continuano a divorare denari
pubblici – rimarca Dottorini -, il governo inaugura un altro progetto, che non porterà alcun vantaggio economico per il cuore verde d’Italia, ma solo devastazione e sperpero di capitali.
Il tutto – aggiunge – per gettare fumo negli occhi ai cittadini che continueranno a dover fare i conti con una E45 che rappresenta un’autentica vergogna nazionale e che avrebbe bisogno, questo sì, di essere messa in sicurezza, attraverso corsie d’emergenza e asfalto drenante”.
“Ma, ormai è chiaro a tutti – conclude Dottorini -, quando in Italia non si sa che pesci pigliare si mette in cantiere una grande opera, un cantiere che non vedrà mai la fine e che impedirà il completamento di altre infrastrutture iniziate da decenni e che rappresentano ormai un monumento alla furbizia e all’inconcludenza di governi, assolutamente incapaci di cogliere le sfide della modernità
Come non bastassero le decine di opere incompiute che continuano a divorare denari
pubblici – rimarca Dottorini -, il governo inaugura un altro progetto, che non porterà alcun vantaggio economico per il cuore verde d’Italia, ma solo devastazione e sperpero di capitali.
Il tutto – aggiunge – per gettare fumo negli occhi ai cittadini che continueranno a dover fare i conti con una E45 che rappresenta un’autentica vergogna nazionale e che avrebbe bisogno, questo sì, di essere messa in sicurezza, attraverso corsie d’emergenza e asfalto drenante”.
“Ma, ormai è chiaro a tutti – conclude Dottorini -, quando in Italia non si sa che pesci pigliare si mette in cantiere una grande opera, un cantiere che non vedrà mai la fine e che impedirà il completamento di altre infrastrutture iniziate da decenni e che rappresentano ormai un monumento alla furbizia e all’inconcludenza di governi, assolutamente incapaci di cogliere le sfide della modernità











