Prevista una ulteriore forte contrazione rispetto al 2012, stimabile, oggi, con un meno 38 per cento, dopo quella quasi uguale negli anni 2008-2010
miniera-marna

Quanto sia in regressione l’attività edilizia in Umbria e dintorni risulta evidente dalla relazione predisposta dalla Giunta regionale ed illustrata in Seconda Commissione del Consiglio regionale dell’Umbria, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, dal responsabile regionale della Sezione ‘cave e miniere’, Michele Cenci.
Nella relazione si parla dell’estrazione della marna di cemento, cioè di un qualcosa che viene prodotto a partire dalla marna: il cemento, che non può o non dovrebbe mancare in una qualsiasi attività edile.

Ebbene, dopo una forte contrazione che si è manifestata nel periodo 2008-2010, stimabile in un meno 40 per cento, attestandosi su valori pari a circa 2milioni 300mila ton/anno (valori inferiori alla produzione del 2003) e dopo che tale produzione è sostanzialmente rimasta costante nel triennio 2010-2012, i dati relativi all’anno in corso (ancora in fase di acquisizione) fanno comunque ipotizzare una ulteriore forte contrazione rispetto al 2012, stimabile, oggi, con un meno 38 per cento.

Quindi, dai  4milioni 76mila ton dell’anno 2007, si è passati a valori intorno a 1 milione e 400mila ton all’anno.
Cinque miniere per la produzione del cemento insistono nel territorio del comune di Gubbio. La sesta concessione riguarda invece il comune di Foligno dove la coltivazione è finalizzata alla produzione di cemento a pronta presa

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