Mi astengo!”
È stata questa la scelta di molti dei genitori degli alunni del primo circolo della scuola primaria di Marsciano che, in occasione del rinnovo del Consiglio di interclasse, hanno disertato le urne
facendo registrare, nel capoluogo, un’affluenza al voto di poco superiore al 15%. Su 607 aventi diritto, a votare sono stati solo in 100, cioè il 16,74%.
Contro, ad esempio, il 33,6% della frazione di S. Biagio della Valle, il 33,9% di Cerqueto e il 45% di quella di Spina.
Il confronto poi con i dati di uno dei comuni limitrofi, Montecastello di Vibio, dove la percentuale è stata dell’84,3%, rende il tutto ancora più avvilente.
E le sollecitazioni della scuola, che ha esortato i genitori a recarsi al voto, non erano certo mancate, anche perché non si trattava di eleggere un organo qualunque, bensì il principale organo collegiale scolastico.
E’ questo infatti, nel triennio in cui è in carica, ad esercitare funzioni di indirizzo politico-amministrativo nell’organigramma e a definire obiettivi e operazioni da attuare, verificandone poi la rispondenza dei risultati.
Tutto ciò che riguarda l’ambito economico e organizzativo viene infatti filtrato da questo organo, su cui poggia l’impianto funzionale scolastico.
Per quanto riguarda il Primo Circolo di Marsciano, si dovevano eleggere 8 genitori (tra cui si nomina il presidente del Consiglio), 8 docenti (6 della scuola primaria e 2 dell’infanzia) e 2 membri Ata.
Un organo quindi composto da un gruppo di persone che si rendono disponibili a prendersi un impegno gravoso, sia dal punto di vista del tempo da dedicare alle riunioni, che delle responsabilità.
Quali possono essere quindi le ragioni di tale disinteresse nei confronti di un appuntamento così importante? Un fallimento della scuola? Degli organi collegiali? Oppure (come qualcuno ha mormorato proprio di fronte all’ingresso della scuola) la certezza che comunque la scuola del capoluogo non ‘chiuderà mai’ dà il diritto all’assenteismo?
E così fosse, non sarebbe forse legittimo pensare che l’indifferenza per l’istituzione scolastica porterà al decadimento di un valore sociale notevole e la non partecipazione toglierà sempre di più la libertà.








