Rigettata dalla Commissione consiliare regionale umbra la petizione, con 10mila firme di elettori, con cui si chiedeva di commisurare i "vitalizi" ai consiglieri regionali ai soli contributi versati senza integrazioni a carico dei contribuenti
astensionismo

Se c’era bisogno è arrivata la conferma che la politica e l’amministrazione della cosa pubblica Non E’ un Servizio, come tanti continuano a tentare di far credere, attraverso il rigetto da parte del Consiglio Regionale dell’Umbria, (l’apposita commissione) della petizione presentata da Libera, Cittadinanzattiva, Legambiente, CISL Regionale Umbria  supportata da oltre 10.000 (diecimila firme) di elettori ed elettrici della nostra regione
Con la petizione si chiedeva che i vitalizi percepiti dai consiglieri regionali umbri fossero commisurati ai contributi versati senza alcuna integrazione a carico dei bilancio regionale e quindi dei contribuenti umbri.

Ex consiglieri regionali che oltre al vitalizio percepiscono anche le pensioni maturate “in aspettativa” dal posto di lavoro:  durante l’aspettativa il lavoratore matura l’anzianità di servizio e l’accredito figurativo dei contributi previdenziali rapportati alla retribuzione goduta prima dell’aspettativa.

La conseguenza quasi sicuramente sarà che alle prossime tornate elettorali calerà ancora il numero dei votanti, ma questo fatto – che dovrebbe interessare chi si dovrebbe preoccupare della sopravvivenza della democrazia – non sembra minimamente interessare la politica, umbra e nazionale: tanto il numero dei posti nei consigli regionali non cala in proporzione al numero dei votanti
 
“Un atteggiamento di insensibilità da parte di tutte le forze politiche presenti in Commissione”, dicono le associazioni promotrici che così continuano: “Questo responso non è accettabile.
Non abbiamo chiesto cose impossibili.
Altre Regioni  si sono poste il problema.
Dal 9 agosto 2013 in Friuli gli ex consiglieri regionali percettori di vitalizi sono rientrati nella normalità dei cittadini di questo paese, cioè riceveranno soltanto le somme spettanti dai contributi versati e non una somma aggiuntiva che pagavano tutti i cittadini di quella Regione come continua ad accadere da noi.
Anche la Puglia si è posta il problema, ha incominciato, intanto, a toglierlo a chi è stato condannato definitivamente e, da quello che si apprende, l’intervento non si limiterà a tale casistica.
Abbiamo citato solo due esempi, ma sappiamo che all’interno di diverse Regioni c’è un dibattito aperto sull’argomento vitalizi.

Occorre ricordare cosa chiedevamo e il perché abbiamo raccolto in pochissime settimane oltre 10.000 firme di cittadini elettori ed elettrici del Consiglio Regionale:
– L’obbiettivo è di riportare il vitalizio ai valori effettivamente spettanti dai versamenti compiuti dai Consiglieri Regionali.
Oggi non è così: i percettori attuali e futuri di vitalizi oltre a quanto loro spetta di diritto, percepiscono e percepiranno una cifra mensile pagata con il Bilancio Regionale, quindi a carico di tutti noi contribuenti.
Non è né corretto, né giusto, è un privilegio di una casta.
– Le somme di risparmio reale di cui stiamo discutendo, sono milioni di euro;  noi  abbiamo anche suggerito come dovrebbero  essere spesi e indirizzati: verso la non autosufficienza, verso il supporto all’occupazione  giovanile, ecc..
– La legge emanata dal nostro Consiglio Regionale riguarda i futuri Consiglieri e non i vitalizi già in essere o quelli relativi alle passate legislature.
Non sana l’ingiustizia, non fa risparmiare nulla, anzi aumenta la spesa di molto per molti anni.
– Il vitalizio non è  in ogni caso  un diritto acquisito.

Non rinunceremo pertanto a perseguire l’obbiettivo che abbiamo posto; vogliamo portare all’attenzione nazionale perché siamo convinti che siamo sulla strada giusta. Cercheremo di coinvolgere altre realtà Regionali, ricorrendo se necessario ad altri livelli istituzionali per superare quello che è ritenuto da moltissimi cittadini un odioso privilegio.

Noi ci auguriamo che ci sia, nel ceto politico regionale, attenzione per equità e disuguaglianze: i Consiglieri attuali e passati, se “sensibili” ai problemi sociali, potrebbero rifiutare il privilegio del vitalizio con una lettera di rinuncia.
Essi darebbero forza a una battaglia sacrosanta.
Aspettiamo con speranza ma, essendo un po’ disillusi, porteremo avanti con impegno e coerenza le nostre idee, con il sostegno dei cittadini sempre più stanchi di ingiustizie e privilegi.”
 

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