“Il biennio 2006-2007 presenta un buon andamento. Nel 2007 il PIL regionale crescerà intorno al 2,3% – un risultato eguagliato soltanto dalla Lombardia – e nel triennio 2008 – 2010 si prevedono incrementi stimati tra l’1,7 e l’1,8%, oltre la media delle altre regioni dell’Italia centrale. Nel 2006 la base imprenditoriale ha continuato ad espandersi: nello scorso anno sono nate nella nostra provincia 4.569 imprese, contro le 4.035 che hanno cessato l’attività. Lo stock di imprese iscritte nel 2006 al Registro della Camera di Commercio di Perugia è pari a 72.525 di cui 63.397 attive.La provincia di Perugia conferma la sua forte caratterizzazione artigiana. A fine 2006 sono presenti, infatti, oltre 19 mila imprese artigiane: circa il 27% del totale delle attività imprenditoriali della provincia. In termini di peso percentuale i settori più rilevanti sono le costruzioni, che rappresentano il 39% delle imprese registrate al 31.12.2006; seguite dalle attività manifatturiere, con il 30%.”.
La puntualizzazione per quanto riguarda i dati Unioncamere relativi all’Umbria arriva dalla Camera di Commercio di Perugia che ha scorporato i dati regionali e provinciali da quelli del Centro Italia. Tra gli «aspetti di debolezza e criticità» dell’economia locale, il gap infrastrutturale generale, il limitato grado di apertura ai mercati internazionali, l’insufficiente rapporto tra ricerca e sistema delle imprese e le carenze di un sistema creditizio al servizio del territorio». Le imprese assumono, ma diminuisce la domanda di figure professionali di livello elevato, ulteriore dimostrazione della ritrosia a confrontarsi sui mercati internazionali per i quali la presenza di personale di livello culturale elevato è indispensabile. I dati per il 2006 evidenziano un fabbisogno limitato di professioni intellettuali e tecniche espresso dalle imprese della provincia di Perugia: solo il 9,6 per cento delle assunzioni previste dalle imprese perugine per il 2006 riguardava le professioni a più elevato contenuto professionale.
Nel 2006 la base imprenditoriale ha continuato ad espandersi, seppur a ritmi più contenuti. Nei 12 mesi del 2006 sono nate nella provincia di Perugia 4.569 imprese, contro le 4.035 che hanno cessato l’attività. Il saldo, positivo per 534 unità, è peraltro inferiore al valore dello scorso anno (più 938)». Le imprese iscritte al registro della camera di commercio di Perugia al 31 dicembre 2006 sono 72.525, di cui 63.397 attive. Ulteriore diffusione in provincia delle attività economiche gestite da titolari immigrati. Gli imprenditori di origine extracomunitaria dal 2000 al 2006 sono più che raddoppiati, passando da 2.281 a 4.640 e nell’ultimo anno sono cresciuti del 9,3 per cento. Circa il 12 per cento degli imprenditori extracomunitari è nato in Albania, il 10 per cento in Romania e il 26 per cento negli altri paesi europei extra Ue. Importanti quote sono rappresentate anche dall’Africa settentrionale con il 21 per cento e dall’America Centrale e Meridionale, con il 9. Il 30 per cento degli imprenditori extracomunitari opera nelle costruzioni, mentre il 20 per cento nel settore del commercio al dettaglio. Costante l’aumento delle donne imprenditrici: le imprese la cui percentuale di partecipazione femminile è superiore al 50 per cento sono un quarto del totale-. Non va troppo bene nel commercio con l’estero, che cresce ma meno della media nazionale e anche di quella delle altre regioni centrali. Nel 2006 il valore delle esportazioni è stato di 1,6 miliardi di euro, con un incremento del 5,2 per cento rispetto al 2005, ma inferiore al più 9 per cento nazionale ed al più 13,4 del Centro. Il 44,8 per cento delle esportazioni proviene dal settore metalmeccanico, il 20,5 dal sistema moda, il 12,9 dall’alimentare. Il baricentro delle esportazioni perugine è ancora rappresentato dall’Europa: il 51,8 per cento delle esportazioni provinciali è destinato all’Unione europea a 15, il 15,1 per cento dai Paesi europei non appartenenti all’Ue ed il 14,5 per cento all’America Settentrionale. Nella graduatoria per paesi di destinazione i primi posti sono occupati da Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Le importazioni perugine nel 2006 sono state pari a 1,2 miliardi di euro (il saldo della bilancia commerciale è dunque positivo di 0,4 miliardi di euro) con un incremento del 6,3 per cento rispetto al 2005 (più alto di quello dell’export), al di sotto del più 12,6 nazionale e del 13,4 del Centro Italia.
- Redazione
- 11 Maggio 2007








