Secondo i pendolari tra le attività lavorative usuranti, così come individuate ai fini della riforma pensionistica su “scalini” e “scaloni”, dovrebbero essere prese in considerazione anche le condizioni in base alle quali si accede e si torna dal lavoro.
Per questo il coordinamento umbro insieme ad altri – Associazione Pendolari Aprilia; Abbonati Intercity Genova-Milano; Comitato Spontaneo Pendolari Torino-Milano; Comitato Pendolari Biellesi; Comitato Pendolari Milano-Lecco; Coordinamento Dei Pendolari Del Levante Ligure – ha inviato una istanza al premier Prodi ed alle organizzazioni sindacali.
In tale missiva viene sottolineato come “essere lavoratori pendolari sia una condizione usurante certa, una condizione altrettanto certamente subita e non scelta dal lavoratore, una condizione, peraltro è bene non dimenticare, per così dire stimolata anche dalla spinta delle politiche incentivanti la mobilità del lavoro.”
Il dito viene in particolare puntato sul sistema ferroviario e chi è salito qualche volta su un treno locale o regionale non può non condividere l’accusa. “Il pendolarismo ferroviario, ad esempio, si caratterizza tra l’altro per la scomodità delle sedute nei vagoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettrici e magnetici, i venefici umori dei freni e delle toilette, i filtri dell’aria condizionata insalubri, i vagoni che d’estate, a scelta, si possono trasformare o in celle frigo o celle sauna, solo per elencare alcune di quelle che crediamo siano a lungo andare quantomeno concause, se non spesso cause primarie, di molti acciacchi e patologie dei pendolari: torcicolli, raffreddori, bronchiti, sinusiti, influenze, mal di schiena, cervicale, lombalgie, colpi della strega… ciò non considerando gli stress psicologici causati da ritardi, dalle coincidenze saltate che possono ritardare per ore gli spostamenti, la scarsa igiene del materiale, dal senso di viaggiare in uno stato di precaria sicurezza (basti pensare ai recenti disastri ferroviari). Il tutto ampiamente documentabile dal materiale raccolto in questi anni dai Comitati pendolari”.
- Redazione
- 23 Luglio 2007








