30 aprile 2013

Libertà di informare, diritto sacrosanto costituzionalmente garantito e dovere

Il 13 Aprile 2013, nel pieno del mio ruolo di Consigliere Comunale, ho distribuito presso i bar di Pian di Porto, Ponterio, Pantalla, Pian di San Martino e presso le abitazioni di quest’ultima frazione un Comunicato per informare in merito ai fondi stanziati per i danni dell’alluvione e sulla possibilità di presentare domanda per accedere a contributi da parte delle imprese agricole.
Nei giorni successivi si sono succeduti un comunicato del PDL, un comunicato del Direttivo del Comitato ed in ultimo una lettera della Pro-Loco.
Il comunicato del PDL, che da quello che ho appreso da un articolo di giornale, è stato scritto da Pizzichini F., non merita neanche di essere preso in considerazione vista l’inesattezza del contenuto e le innumerevoli offese e insulti che mi si rivolgono e che evidenziano ancora una volta chi si esprime con rispetto da chi invece, irrispettosamente sia sotto il profilo politico che personale, supera anche i limiti della decenza.
Certo è che visti i toni non so per quante altre volte riuscirò a far fede a quel principio che induce chi si muove all’interno del dibattito quotidiano a riportare le posizioni, anche se dure, a livello politico non ricorrendo alle vie legali.
Non molto diverso dai toni utilizzati dal PDL è il comunicato del Direttivo del Comitato che è da considerarsi del tutto fuori luogo.
Mi invitano ad astenermi “da puerili e sterili ricerche di visibilità e consenso” considerando la mia lettera un tentativo maldestro “di emancipare il comitato offrendosi come referente per le domande relativi ai primi aiuti”.
Non può essere di certo addossata a me la questione della visibilità, credo di essere stato uno dei pochi Consiglieri Comunali che nei giorni dell’alluvione, quando tutti ne cercavano, ero impegnato a fare altro sul posto.
Inoltre visto e considerato che mi sento responsabile di quello che dico e quello che scrivo e non di quello che in forma deviata si cerca di far intendere nell’interesse di creare confusione nei miei confronti, non può essere addossata a me la questione della politicizzazione del Comitato dato che non ne ho ne mai scritto ne mai parlato.
Infatti il mio ruolo non è quello di giudicare se l’attività del comitato flette verso le indicazioni della destra o di altri ma è quello di perseguire, pur non essendone iscritto visto che non è condizione necessaria per esprimere opinioni, il comune obiettivo della messa in sicurezza della zona di Pian di San Martino e degli altri territori del Comune di Todi soggetti a rischi futuri oltre che al ripristino delle infrastrutture.
Per di più visto che in Consiglio Comunale, dove di Pian di San Martino non sono l’unico, non sono io che ho dichiarato (che se ne dica ci sono le registrazioni che tutti possono richiedere) che i soldi ai cittadini devono essere dati solo se si fossero accertate le presunte responsabilità di qualcuno, sto facendo di tutto per mettere a conoscenza i cittadini delle possibilità, realmente esistenti, di percepire qualche contributo per i danni che hanno subito.
Questa libertà di informare, diritto sacrosanto costituzionalmente garantito che nessuno può permettersi di ledere prefigurandoselo come esclusivo, è da me esercitata oltre che come dovere che in qualità di Consigliere Comunale ho verso i cittadini tutti, come dovere che sento di dover svolgere da cittadino che ha vissuto quell’evento.
Perciò al Direttivo del Comitato dico che se loro o qualsiasi altro, forza politica e non, hanno intenzione di dissuadermi da questo mio diritto/dovere, si preparino ad avere molto tempo libero a disposizione per scrivere, come questa volta hanno già fatto, comunicati contro questa mia legittima azione, perché finché avrò possibilità di farlo, continuerò ad informare i cittadini tutti.
Rimanendo sempre a disposizione per qualsiasi collaborazione e confronto, ribadisco con forza un concetto: non sono disposto a cedere di un passo rispetto al diritto di informare i cittadini sulle questioni a loro care, questo è il mio ruolo, questo è quello che mi sento di fare.
Simone Mattia Berrettoni – Consigliere  Comunale PD

29 aprile 2013
Todi e le sedi di giustizia. Ma

Sono soddisfatto di quanto l’amministrazione comunale ha fatto e si accinge a fare in merito alla permanenza a Todi degli Uffici del Giudice di Pace .
Accolgo altresì con soddisfazione quanto hanno deciso i Comuni della Media Valle del Tevere
che consentiranno la permanenza a Todi del medesimo ufficio. Del resto avevo sostenuto sempre questa ipotesi perché era l’unica percorribile. Mi pare che il problema nella sua essenza e nella sua interezza sia stato esplicitato molto bene dal sindaco di Montecastello i Vibio, che ne ha ampliato gli orizzonti intravedendo una collaborazione più ampia con tutti i Comuni.
Francamente l’adesione del Comune di Marsciano ,alle condizioni poste,mi lascia più di qualche perplessità. Evidentemente non si è colto il segno di quelle che saranno le Unioni dei Comuni ormai di prossima costituzione. Infatti o la logica è quella di un interesse generale
dei Comuni che ne faranno parte . Diversamente non riusciranno ad esprimere le potenzialità che possono generare. Rimango invece meravigliato delle posizioni contrarie sia del Comune di Collazzone che di quello di Deruta. Due Comuni che semmai nella logica della unitarietà delle politiche e della organizzazione dei servizi delle Unioni dei Comuni ne potrebbero trarre il maggior utile. Non e certamente questo un buon inizio. Ora si tratta di ridiscutere con Marsciano nella convinzione che un accordo lo si trovi e nel frattempo valutare la possibilità che altri Comuni che tendenzialmente gravitano su Todi possano aderire al progetto , sia con i Comuni che sono rimasti fuori che altri limitrofi nell’ottica della prossima Unione dei Comuni. Forse per questa via potrebbe avere ulteriore soddisfazione per tutti ed una formazione di una Unione che possa avere un ruolo nell’ambito della politica Regionale e forse anche oltre. In particolare in questa cornice non mi pare certo fuori luogo immaginare che ci si possa battere per avere per ora per altri cinque anni vedere presente a Todi anche la Sezione distaccata del tribunale nei modi previsti dalla legge. Uno sforzo che l’amministrazione Comunale insieme agli Avvocati della Media Valle del Tevere e coinvolgendo anche altre categorie sicuramente interessate dovrebbe a mio giudizio tentare di mettere in campo. Allora si potrà dire di aver fatto tutto il possibile e di essere certi che tutti potranno apprezzare fortemente questo tentativo inquadrato in questa ottica.
Diversamente è qualcosa comunque ,ma non è quello che serve a Todi e ai Comuni limitrofi.
Ottavio Nulli Pero

29 aprile 2013
Precisazione sul progetto del Mercato Vecchio

Spett.le Redazione,
ho letto sul numero di aprile 2013 del vostro mensile “Tam Tam” che la Sovrintendenza ha espresso parere negativo al progetto per la realizzazione della struttura interrata destinata a parcheggio in località Mercato Vecchio.
Nell’articolo si legge testualmente: “La notizia del sopraggiunto parere della Sovrintendenza, arriva in seguito all’interrogazione del Consigliere Moreno Primieri, sull’attuazione del PUC 2 con riferimento all’area del Mercato Vecchio e la riqualificazione dell’area di Porta Romana …”. È del tutto evidente che, messa in questo modo, sembra che la mia interrogazione riguardasse il progetto del parcheggio interrato del Mercato Vecchio che, invece, non è minimamente interessato dai finanziamenti del PUC 2.
In verità la mia interrogazione, sulla quale per rispetto di cronaca riferisco che non ho avuto nessuna risposta ufficiale da parte dell’Amministrazione, riguardava la riqualificazione della zona di porta Romana e del piazzale del parcheggio del Mercataccio che, seppure connessa con il parcheggio, è tutt’altra cosa. Peraltro, visto il parere della Sovrintendenza, il progetto iniziale può sempre essere riadattato in fase di esecuzione.
Tuttavia, quello che mi premeva evidenziare era la necessità di dare inizio a lavori di riqualificazione già finanziati nel PUC 2, per evitare di perdere l’opportunità.
Invece, per quanto attiene il parcheggio interrato non mi stupisce affatto il parere della Sovrintendenza, essendo stato sempre critico, sia nelle sedi istituzionali, sia pubblicamente, sulla fattibilità e la necessità di tale opera. Forse qualcuno avrebbe fatto bene ad ascoltare!!!
Moreno Primieri – Consigliere Pdl

26 aprile 2013
Non denigrate Todi…

È ormai consuetudine per alcuni esponenti politici tuderti riempire le proprie bacheche facebook con una serie di post che denigrano Todi. Buche su buche, erba alta ovunque, frane rovinose e il tutto corredato da frasi tipo: "povera Todi" e via dicendo.
Ora non vorrei affrontare questo da un punto di vista politico, anche perchè credo che la politica non si fa con le foto, ma dal punto di vista semplice del tuderte.
Quello che mi viene da chiedere è una cosa semplicissima: ma non vi rendete conto che cosi fate male a Todi?
Dico questo perchè qualche giorno fa mi trovavo con un collega di lavoro umbro e, finito un sopralluogo, l’ ho accompagnato a vedere un negozio di abbigliamento in centro: lui, dopo avermi fatto i complimenti per la bellezza della nostra Piazza (era la prima volta che veniva a Todi), mi ha fatto notare quanto su facebook la nostra città fosse denigrata e quanto ciò non corrispondesse a quanto vedeva in realtà.
Io credo che molte volte neanche ci si renda conto di che forza hanno mezzi di comunicazione come facebook e che, per semplici dispute politiche interne, denigriamo agli occhi di molti la nostra amata città.
Secondo voi chi legge continuamente su facebook note negative ( a volte veramente singolari e molto distanti dalla realtà) su Todi e deve decidere se venire a fare una passeggiata domenicale, verrà o andrà magari, chessò, ad Orvieto o Gubbio?
Io credo che chi denigra la propria città solo per scopi meramente politici e quindi strumentali non ama veramente Todi.
Andrea Vannini

20 aprile 2013
Asilo di Pantalla invaso dalle formiche

Sembra una domanda assurda, ma per l’infanzia di Pantalla questo è un dato di fatto, infatti, la scuola, ormai da qualche tempo, è invasa dalle formiche, fino al punto da rendere difficile la normale attività didattica e il consumo dei pasti nell’ addetto refertorio.
I bambini sono costretti a mangiare nell’atrio dell’edificio, perchè parte di esso è chiuso per la disinfestazione e così anche tutto il giardino esterno, ormai transennato da alcuni giorni,fra l’altro, sembra, senza un apprezzabile risultato.
Tutto ciò rende difficile poter svolgere il programma didattico stabilito e fa sì che gli alunni si nutrano in locali non adatti per questo scopo e a volte pericolosi per la loro stessa incolumità.
Questo ci collega ad un altro importante problema che affligge l’infanzia di Pantalla e cioè la mancanza di un addetto al primo soccorso, come previsto per legge, che abbia frequentato apposito corso e che sia in possesso del diploma richiesto.
Alla luce di tutto ciò,credo che sia ora che le istituzioni apposite prendano seriamente in mano la situazione e che trovino per tutto una rapida ed efficace soluzione per far si, che, il bene prezioso che viene loro affidato, cioè i bambini, siano in totale sicurezza e in un’ ambiente pulito,a norma di legge e accogliente.
Lettera firmata

19 aprile 2013
E’ Primavera! Fioriscono le bio masse e le centrali

E’ primavera: prosegue senza sosta la fioritura di c.d. centrali a biomasse in Umbria.
Mentre il Paese ha già una potenza installata pari al doppio dell’effettivo fabbisogno di energia, alcuni speculatori, talvolta di incerta individuazione e provenienza (caso Arrone), sfruttando grassi incentivi pubblici colgono al volo la possibilità di arricchirsi alle spalle del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale, con pesanti conseguenze a carico dell’ecosistema, dalle acque agli animali da allevamento, presumibilmente ammorbati ancor di più rispetto a oggi.
Accade dunque che, nella sola provincia di Terni, le cavie, cioè la popolazione residente, combattano –totalmente inascoltate da gran parte della politica- contro gli impianti di Arrone, Avigliano Umbro e, ora, anche Guadamello/San Vito, quest’ultimo fortunosamente non ancora autorizzato. E per un giorno non parliamo di quel che si registra nella Conca ternana: siamo circa 150.000 cavie dell’intollerabile inceneritore Acea e, perché no?, presto anche del redivivo Printer. Al riguardo, un avviso ai naviganti: stavolta vi chiederemo i danni.
Del resto, da tempo, siamo al “Cade il mondo? E io mi scanso!”: è questa la dozzinale filosofia che anima molte amministrazioni locali, silenti perché non di rado corresponsabili nel favorire soggetti che producono solo frutti avvelenati, a sfavore dei territori presi di mira per tali affari.
Allo stesso modo tacciono quasi tutti i politici della Regione, omertosi così come richiede il codice di compagni & compari.
Tacciono molte associazioni dei rappresentanti delle attività economiche e dei lavoratori, che non riescono a discernere le vere opportunità imprenditoriali e occupazionali da quelle totalmente fittizie, nonché temerarie a livello sanitario, a voler tacere degli effetti che tali ignobili iniziative avranno sul fronte turistico, manipolative, quali sono, del profilo identitario storico dell’Umbria.
Dinanzi a un atteggiamento generale di stile non dissimile da quello tipicamente mafioso, Italia Nostra dell’Umbria sta doverosamente alzando la voce, come è stato dimostrato lo scorso sabato con la manifestazione nazionale di Orvieto. I files aperti, anche in provincia di Terni, restano molti:
1) vogliamo sapere chi si nasconde dietro la società lussemburghese che ‘brucerebbe’ supposto olio di colza nella verde Valnerina ad Arrone. Vogliamo conoscere i soggetti –anche italiani- che hanno messo in piedi quest’idea assurda, ma anche sapere dove costoro, dopo aver intossicato il nostro territorio, pagherebbero le tasse: in Lussemburgo, per caso?
2) Che dire delle bugie sul teleriscaldamento che partirebbe con la centrale di Avigliano Umbro, eco delle stesse menzogne pronunciate quasi venti anni fa per ammantare di presentabilità l’inceneritore Terni En.A.?
3) Sulla centrale di Guadamello/San Vito, Italia Nostra apprezza l’idea di quelle forze che, attraverso una petizione, intendono coinvolgere i Consigli Comunali di Narni e di Otricoli per evitare che tale area, tuttora integra, della sponda umbra del Tevere sia compromessa per sempre, a dispetto delle emergenze archeologiche della zona e dell’esondabilità dei lotti interessati. Intanto i valori immobiliari locali saranno in prevedibile picchiata.
L’assessore regionale Rometti, competente per materia, è ormai un interlocutore dimezzato sia per Italia Nostra che per il Coordinamento umbro dei 47 Comitati civici a tutela dell’ambiente.
Tutti insieme ne abbiamo giustamente richiesto le dimissioni: lui è ancora lì. Perché questa Regione, con i suoi ridicoli padrini, difende opachi interessi di pochissimi, conculcando i diritti di cittadini ridotti a cavie che sarebbero la gioia del dottor Mengele?
Andrea Liberati Italia Nostra Terni

18 aprile 2013
Sulle nomine all’Etab intervento singolare e privo di veridicità
Risulta alquanto singolare e privo di veridicità il comunicato stampa a firma dei consiglieri PDL Primieri, Serafini e Pizzichini, relativo alle nomine ETAB la Consolazione.
Dopo quasi un mese di silenzio da parte dell’opposizione sulle nomine, segno evidente che non hanno trovato elementi a cui attaccarsi per polemizzare come al solito, parte dell’opposizione (la frangia anti Ruggiano) lamenta fantomatici conflitti di interesse e cerca di affibbiare appartenenze politiche ai membri del Cda nominato dal Sindaco Rossini.
Come al solito si cerca di generalizzare per nascondere ai cittadini la verità e far sembrare le cose come non sono: nessun passo indietro è stato fatto dal Sindaco e dalla maggioranza sull’unificazione degli enti.
Come anche un bambino riesce a capire, il processo di unificazione deve avvenire secondo le disposizioni normative e con il coinvolgimento degli organismi dei due enti e della Regione. Bizzarro pensare che tutto questo si possa realizzare con un Consiglio di Amministrazione vacante risultato dalla non-nomina. Non vediamo nessun motivo per il quale il nuovo Consiglio di Amministrazione non debba seguire le linee di indirizzo approvate dal Consiglio Comunale tra le quali quella di studiare e predisporre, entro giugno 2013, una proposta tecnica di unificazione amministrativa degli Enti Veralli-Cortesi e ETAB la Consolazione.
Sul punto, i nostri colleghi di “metà opposizione” dormano sogni tranquilli: nessuna retromarcia, anzi, passi avanti rispetto a quanto fatto dell’ex sindaco che in cinque anni non è riuscito ad imporre la tanto sbandierata unificazione.
Sui fantomatici conflitti di interesse tra ETAB ed Istituto Agrario teniamo a sottolineare il fatto che la legge disciplina le incompatibilità e regolamenta i conflitti di interesse, prevedendo meccanismi di controllo e tutela, tanto che le nomine di tutti i membri sono regolari e conformi alla legge.
Altro aspetto che ci fa sorridere e misura lo spessore politico del PdL è che, pur di trovare qualche “magagna” ai membri del nuovo consiglio, affermano che uno dei nuovi nominati è stato un ex UDC e Forza Italia. In realtà questo è proprio un carattere distintivo della scelta del Sindaco Rossini che ha preferito privilegiare competenza e professionalità alle lottizzazioni partitiche.
L’uscita pubblica dei consiglieri di parte dell’opposizione, a fronte del silenzio fino ad ora manifestato sulle nomine, renda attuale il famoso detto: anche sta volta hanno perso un occasione per evitare di aprire bocca.
Gruppo Consiliare Partito Democratico

18 aprile 2013
Consiglio Comunale nè di venere…..
Anche questa volta, il Presidente del Consiglio Comunale, d’intesa con il Sindaco ha deciso di convocare il Consiglio Comunale alle 9 di mattina.
Per la terza volta consecutiva, alle 9 del venerdì mattina.
E così, alle spalle ed in barba di chi deve lavorare per poter andare avanti, così facendo si è trovata la scappatoia di poter fare la settimana cortissima ai dipendenti pubblici o similari anche da noi.
In pratica, i dipendenti pubblici presentano un bel certificato di partecipazione al Consiglio Comunale ed hanno il permesso retribuito per non lavorare.
Ne consegue che si fanno il Venerdì, Sabato e Domenica a casa.
Tanto pagano sempre gli italiani
E tutti gli altri, il popolo delle partite IVA? Chi vive di libera professione? Chi è artigiano? Chi è commerciante?
O semplicemente chi è dipendente di un privato, medio o piccolo, che non si può permettere di perdere giornate di lavoro ?
Insomma chi non è garantito dal lavoro dipendente, soprattutto pubblico, che cosa può fare? Niente.
A Todi, anche la partecipazione al Consiglio Comunale è diventata un lavoro.
D’altro canto il Sindaco ce lo aveva detto: la politica per me è una professione.
La cosa che più dispiace è che il Presidente lo assecondi così, convocando il Consiglio senza nemmeno la convocazione della conferenza dei capigruppo.
E’ uno scandalo che non può essere sottaciuto.
Non se lo merita la città e non se lo meritano i cittadini.
La nostra richiesta è sempre la stessa: se davvero si vuole dare il buon esempio, si possono benissimo fare i Consigli Comunali il Sabato Mattina, il Sabato pomeriggio o anche la Domenica.
La politica deve essere impegno e sacrificio, non privilegi, vantaggi e favori.
Avv. Antonino Ruggiano

17 aprile 2013
Il Pdl contesta le nomine all’Etab

Il Gruppo del PDL, preso atto delle nomine del nuovo CDA dell’ETAB, sottolinea l’ennesimo strappo provocato dal Sindaco e dall’amministrazione che, contro quanto predicato dalla sinistra per anni, non ha inteso aprire il dibattito sull’unificazione con l’Ente Veralli Cortesi, facendo perdere ancora un’occasione importante per razionalizzare la gestione e risparmiare risorse.

A fronte di ciò, a differenza di quanto dichiarato dal gruppo del PD, va evidenziato che le scelte fatte dal Sindaco rappresentano invece una chiara spartizione politica, facendo, tutti i nuovi membri, riferimento a partiti politici a cominciare dal Presidente Prof. Frongia già candidato con SEL alle primarie e poi in lista, per finire con la Prof. Gabusi militante prima nell’UDC e poi in F.I.
Forse, pertanto, quando il PD indicava qualcuno che è rimasto a bocca asciutta si riferiva ai suoi compagni di maggioranza, quali ad esempio i socialisti.
Tuttavia, quello che meraviglia è l’estrazione tutta proveniente dall’Istituto Agrario di 4/5 del CDA. Al momento non è dato capire se le scelte sono state determinate da spinte unilaterali provenienti dalla stessa direzione dell’Istituto, fatto sta che non possiamo non notare una certa contraddizione.
Infatti, come è risaputo, i terreni dell’azienda agraria, nonché gli immobili della cittadella dell’Istituto sono a questi concessi in comodato d’uso gratuito dall’ETAB che ne è proprietaria.
Ora, come possa conciliarsi la circostanza, almeno sotto l’opportunità politica, che chi è chiamato ad un ruolo di controllo sia anche amministratore è una cosa che chiederemo al Sindaco e che ci faremo spiegare dalla magistratura.
Noi notiamo una netta incompatibilità e siamo preoccupati che ancora una volta beni pubblici possano essere destinati solo in una direzione.
Comunque, tutto questo ci spronerà ad alzare la nostra attività di vigilanza tenendo sotto controllo l’attività di governo con accesso sistematico agli atti. I cittadini stiano pur tranquilli che non permetteremo che un’Ente risanato economicamente dopo anni di buon governo si ritrovi disastrato per far comodo a qualcuno.
Gruppo Consiliare del PDL: Moreno Primieri, Floriano Pizzichini, Antonio Serafini
 

17 aprile 2013
Dei 340mila euro che vengono dallo Stato per il progetto"Nansen"

Mentre la città muore, chiudono le aziende e l’amministrazione tiene bloccati progetti già finanziati come quelli del PUC 2 dobbiamo anche assistere al vanto per essere stata scelta tra i comuni umbri per il progetto "Nansen, percorsi di integrazione socio-economica". Addirittura il progetto presentato dal comune di Todi è arrivato primo ed ha come obiettivo generale quello di promuovere un piano regionale di interventi volto a favorire l’integrazione socio economica dei rifugiati e, nello specifico, vuole qualificare il sistema relazionale di rete a livello territoriale e dei servizi per dare effettività ai diritti sociali, migliorare i percorsi di autonomia delle persone accolte, valorizzarne le competenze, accrescere la consapevolezza delle proprie capacità, favorire un positivo inserimento sociale.
Ebbene, già in passato avevo avuto modo di essere critico con tale politica che a tutti i costi vuole integrare con i soldi dei cittadini salvo poi, finita la spartizione, lasciare tutti con il cerino in mano, primi fra tutti i cittadini e i poveri rifugiati, che si ritrovano a gestire, oltre alla crescente crisi, anche problematiche sociali create ad arte.
Superata la fase dell’emergenza la Regione o altre istituzioni non possono imporre l’inserimento e l’integrazione forzata nelle comunità locali. I flussi migratori vanno seguiti e curati con politiche accorte ma mai forzati contro natura. Se l’Umbria e le sue città non hanno il tessuto sociale ed economico pronto ad assorbire questi percorsi non si possono indurre a tutti i costi, altrimenti il rischio è di creare situazioni pericolose ed ingestibili con il tempo. Il Sindaco mi dovrebbe spiegare come, una volta esauriti i soldi del progetto, questi immigrati immessi a forza sul territorio dovrebbero integrarsi. In quale azienda o ditta potrebbero trovare lavoro ? A meno che non voglia fare come l’attuale Presidente della Camere on. Boldrini che, pur vantando tanta esperienza come portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU , poco sa della effettiva situazione economica in cui versano le famiglie italiane, fino a stupirsi di fronte a gesti eclatanti provocati dalla disperazione.
Ma se già dal rapporto sull’immigrazione in Umbria emergono forti scompensi rispetto al resto d’Italia, come si può pensare ad un inserimento socio-lavorativo di queste persone ?
Mettere in campo questi progetti e queste risorse in una regione come l’Umbria o in una città come Todi significa solo aumentare un problema ai cittadini, con uno spreco di risorse pubbliche che la nostra società non si può permettere.
Quei 340.000,00 euro forse sarebbe stato meglio investirli diversamente. Ma la mia è solo una riflessione !
Moreno Primieri Capogruppo PDL

 
17 aprile 2013
Intorno all’ADSL a Fratta Todina

Si è conclusa con il raggiungimento di quota 500 firme la petizione da me avviata qualche settimana fa, insieme alla collaborazione di Marco Paolini Paoletti, per richiedere a Telecom Italia l’attivazione su tutto il territorio comunale della rete internet a banda larga, anche in considerazione del fatto che la metà del territorio comunale confinante con Marsciano già ne dispone da anni, mentre restano scoperti il capoluogo con la maggior concentrazione di attività e servizi, la zona industriale e le località di Stazione e Spineta. E’ incredibile come nel 2013 non sia ancora possibile usufruire dell’Adsl in tutto il nostro Comune, penalizzandone così la crescita sociale, culturale ed economica. Tale battaglia, per l’ottenimento di questo importante servizio, prende avvio dalla consapevolezza che esiste uno specifico piano che prevede il finanziamento e la realizzazione di una rete di cablaggio a banda larga sulla base di uno schema che prevede il superamento del digital divide e che Infratel Italia ha da tempo provveduto alla posa nel nostro territorio comunale delle fibre ottiche, approntando quindi le infrastrutture che poi dovranno essere utilizzate da Telecom o altro operatore  per abilitare l’accesso alla rete Adsl. Partendo proprio da questa situazione e ritenendo doveroso, nel rispetto del lavoro svolto e delle risorse investite, compiere gli ultimi passaggi per ottenere l’attivazione dell’Adsl, presentai una mozione al Sindaco e all’Amministrazione comunale per chiedere l’impegno a mettere in campo tutte le azioni che avessero consentito di ottenere il servizio auspicato. Purtroppo, anche in questo frangente, l’Amministrazione ha dimostrato tutta la propria inerzia e il proprio disinteresse, senza avere la premura, in un anno e mezzo di tempo, di intraprendere alcuna azione concreta né iniziativa per risolvere il problema. Proprio per questo è stata promossa una petizione popolare che ha visto la collaborazione di molti cittadini volenterosi e sensibili al problema, ai quali rivolgo un sentito ringraziamento, per richiedere a Telecom Italia di rendere disponibile su tutto il territorio comunale  l’attivazione della rete internet a banda larga, mettendo cittadini e  aziende interessate nella condizione di poter sottoscrivere un abbonamento. Solo con questo provvedimento il nostro territorio riuscirà a recuperare un gap di competitività che oggi assume proporzioni difficilmente superabili.
Cinzia Moriconi- consigliere comunale di Fratta Todina

 
 
17 aprile 2013
Impianto a biomasse a Massa Martana, società disponibile a chiarimenti

Ci sembra opportuno fare alcune precisazioni in merito a quanto dichiarato da Stefano Salustri al "Corriere dell’Umbria" il 16 aprile 2013, rispetto alla proposta di progetto presentata da 3N s.r.l., una delle società promotrici dell’impianto, al Comune di Massa Martana.
In primo luogo per non confondere i cittadini occorre precisare che l’impianto oggetto della consultazione online non e’ un inceneritore di scarti industriali e immondizia. Inoltre l’idea progettuale non è stata ancora presentata in Comune poiché l’amministrazione vuole sentire cosa ne pensano gli esperti. La società intende sottolineare che l’impianto è progettato per trattare esclusivamente materiale ligneo cellulosico vergine, di determinate specie arboree. La tipologia di impianto proposto, infatti, non potrebbe mai essere utilizzato per il trattamento dei rifiuti non essendo predisposto a questo tipo di utilizzo.
Risulta altrettanto incredibile sentir dire che un impianto che andrebbe ad impattare positivamente sull’ambiente venga frettolosamente etichettato come un pericolo per la salute. L’impianto proposto che comporterebbe lo spegnimento della caldaia Gpl, che attualmente fornisce calore agli impianti di Archimede Solar Energy, Gruppo Angelantoni, porterebbe esclusivamente benefici ambientali per la salute e per il territorio. Da un punto di vista probabilistico, per porre la questione nei termini in cui la pone lo stesso Salustri, le emissioni a cui sarebbero esposti i cittadini in seguito all’installazione dell’impianto sarebbero comunque inferiori a quelle a cui sono sottoposti adesso.
La società, ad ogni modo, si adeguerà alle legittime decisioni dell’amministrazione deputata al rigoroso controllo del rispetto della normativa in materia. Rimaniamo comunque disponibili a incontri, approfondimenti e controlli al fine di permettere ai cittadini e ai comitati di comprendere meglio le questioni di cui sopra.
Media Relations 3N

14 aprile 2013
Legge Rifiuti zero: sosteniamo la raccolta firme

Rifondazione comunista sostiene la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare "Rifiuti zero", un obiettivo rispetto al quale ci sentiamo impegnati nei territori e nelle amministrazioni in cui siamo presenti. Intendiamo portare il nostro contributo al raggiungimento del quorum affinchè il Parlamento possa finalmente discutere ed esprimersi su un’organica proposta legislativa di gestione del ciclo dei rifiuti. Infatti la gestione dei rifiuti, la loro riduzione e la raccolta differenziata sono elementi prioritari da mettere al centro della discussione politica per il diritto alla salute e per un nuovo modello di sviluppo. In questo senso ci mettiamo a disposizione anche per stimolare una maggiore coscienza civica ed ambientale. Rifondazione comunista aderisce quindi all’iniziativa ed impegnerà le sue strutture a partecipare alla raccolta delle firme insieme ai comitati e alle associazioni che su questo sono attivamente impegnate da tempo nei nostri territori.
Enrico Flamini – Segretario Provinciale Prc Perugia

14 aprile 2013
Todi deve iniziare a pensare ai nuovi assetti istituzionali endoregionali

Al di la dei singoli problemi che affliggono la città e che sono oggetto di polemiche abbastanza continue tra maggioranza ed opposizione, del resto abbastanza normali , rimane il fato che:
1-Il depuratore non viene alla luce nonostante sia finanziato.
2- una linea che marchi le decisioni dell’attuale amministrazione non si riesce a vedere.
3- Non attendo investimenti ,che nella situazione attuale si capirebbero anche male, ma almeno le normali manutenzioni delle strade andrebbero comunque garantite. Ormai veramente la vedo difficile anche nel recuperare il tempo perso. Su alcune strade la manutenzione ordinaria ormai non basta più. Ci vuole ben altro.
4-Non potendo fare opere almeno l’ordinario decoro andrebbe curato al meglio.
Ma lascio subito questi argomenti per dedicarmi a ciò che sento ancora più urgente.
Ormai abbiamo tutti appreso che la regione dell’Umbria fatica a tenere il passo delle Regioni limitrofe. A suon di statistiche stiamo andando indietro più velocemente della media nazionale.
Sempre secondo le statistiche siamo tra le Regioni dove le prospettive di sviluppo, sono comunque anche nel medio periodo più difficili perché è venuto a mancare anche il modello di sviluppo possibile. Siamo la Regione dove le difficoltà di famiglie e imprese è più forte che altrove. Certamente non siamo più quella che un tempo altri chiamavano l’isola felice. Siccome non mi piace fare “dietrologia” non accenno nemmeno alle ragioni e i torti di ieri . Mi interessa parlare di domani. Posto questo senza equivoci, mi piacerebbe sapere dall’amministrazione comunale , come è messa la nostra città ed il suo territorio nel panorama regionale.
Credo che siano dati che esistano tutti, si tratta solo di lavorarci un po’ sopra per disaggregarli dove ce ne è bisogno. Questo per capire, altrimenti non sappiamo dove andare, ne siamo in grado di partecipare ad un dibattito regionale che affronti i temi dello sviluppo. Un ragionamento analogo mi pare che andrebbe fatto per quanto riguarda gli assetti istituzionali. Il dibattito sugli uffici di giustizia mi pare che abbia registrato questo limite e lo sta ancora registrando; anche perché è stato impostato male.
Cari amministratori le Unioni dei comuni si fanno con il tempo, con la passione e con il convincimento di sapere che tutti ci debbono trarre qualche vantaggio. Non si possono cercare i Comuni vicini solo per discutere il come affrontare la spesa che ciascuno dovrebbe sostenere. Già qualcuno se è sfilato, anche per questa logica, ed altri è probabile che lo facciano. E non saprei nemmeno fargliene una colpa. La vecchia logica dei comuni della media valle del Tevere è superata e da parecchio. Se poi le Province dovessero scomparire , mi sembra ancora più logico seguire altri percorsi. Se la logica del Federalismo va avanti con speditezza lo è ancora di più. Todi è stata sempre considerata un laboratorio avanzato di discussione e confronto politico e questo ruolo deve riprendere.
Ma con la legge in itinere che prevedibilmente farà chiudere finalmente i consorzi di Bonifica e le competenze verranno trasferite alla Unioni dei Comuni non sarà il caso di incominciare a capire come muoversi? Sul testo unico sul Commercio,già in itinere non abbiamo da dire nulla?
Se per tutte le materie è così ,forse ci sarebbe da pensare se sopravvivere o chiudere.
Todi si può anche farlo morire , ma almeno non aiutiamolo a farlo. Non lo merita.
Ottavio Nulli Pero

14 aprile 2013
Il Pdl lamenta il poco attivismo dell’Amministrazione di Todi

Il PDL è solidale con i commercianti, gli imprenditori e i professionisti che lamentano la totale assenza di attenzione per la cura della città. Il centro storico è ridotto a discarica, le zone periferiche ancora peggio e le frazioni sono completamente abbandonate al loro destino.
In tutto questo non si può che richiamare l’attenzione sul Sindaco e la sua latitanza. Rossini in questo primo anno ha fallito su tutta la linea a cominciare dal mancato coinvolgimento dei cittadini per finire alla presunzione di pensare che i progetti messi in campo dalla precedente amministrazione fossero da abbandonare. In questi mesi sono state portate avanti delle iniziative e fatte delle scelte come l’abbandono del progetto di riqualificazione del parco della Rocca, l’insabbiamento di progetti come la riqualificazione di Porta Romana, la realizzazione del depuratore cittadino di Porchiano, fortemente penalizzanti per la città che, oltre a scontare la crisi finanziaria ed economica, si ritrova a fronteggiare un’amministrazione inefficace e sorda ad ogni tipo di appello.
Sul fronte delle manutenzioni è sotto gli occhi di tutti come sono ridotti gli spazi verdi, i parchi e le strade; situazione sicuramente ascrivibile più ad una mancanza di programmazione dei lavori di intervento che alla carenza di fondi di spesa. D’altra parte mi resta anche difficile ricordare quale sia l’assessore competente per il settore, stante la quarantena che sembra essere stata imposta ai vari responsabili politici, sempre meno rinvenibili ai "posti di comando".
Altra nota dolente sulla quale va fatta una riflessione è il taglio drastico alle manifestazioni cittadine a partire dalla Rassegna Antiquaria d’Italia con la pretesa di pensare che ciò non abbia una ripercussione negativa sul turismo e l’economia della città.
In una situazione del genere il PDL, insieme alle altre forze politiche ed associazioni del territorio che vi aderiranno, metterà in cantiere delle iniziative volte a coinvolgere i cittadini per l’elaborazione di un piano di governo della città. Come sempre la nostra sarà un’attività propositiva nelle istituzioni, per il bene della città e dei cittadini, ma con la pretesa di produrre un programma che dia almeno delle risposte ai cittadini.
Pur sapendo attendere, l’auspicio per Todi è che presto si torni alle urne per eleggere un Sindaco ed un’amministrazione comunale capace davvero di ascoltare le esigenze del nostro territorio.
Moreno Primieri – Capogruppo PDL

13 aprile 2013
Subito una commissione parlamentare d’inchiesta sui Pesticidi in Italia 
 
Abbiamo tutti i dati disponibili sui responsabili del fallimento delle politiche agroambientali europee in Italia, miliardi di € che finanziano (dal 1992 e in forma obbligata e prioritaria dal 2000) la sostituzione dei pesticidi chimici in agricoltura (ovvero la loro reale riduzione, quale obiettivo dei regolamenti comunitari in materia agroambientale) e la coltivazione biologica, con previsto  pagamento agli agricoltori dei mancati ricavi, maggiori costi, più un 20% per i costi di transazione al metodo biologico (pratiche burocratiche), più fino a un 30% per azioni d’area collettive, che possano comportare un beneficio territoriale …ad esempio al Lago Trasimeno, area di interesse naturalistico europeo strategico, che poteva godere anche di sussidi aggiuntivi ulteriori… mai utilizzati…
Soldi che, purtroppo, hanno sostenuto una falsa riduzione dei Pesticidi e una falsa Agricoltura Integrata, senza obbligo di utilizzo dei prodotti biologici sostitutivi dei pesticidi… come previsto dalla decisione CE del 30-12-1996 in materia di Produzione Integrata. Con disciplinari che prevedono trattamenti chimici molto superiori al normale uso in agricoltura convenzionale… Una truffa comunitaria, denunciata dagli agricoltori Umbri alla Corte dei Conti dell’Umbria, nel 2001 (procuratore Minerva) e alla Corte dei Conti UE nel 2007, al MIPAAF e alla Commissione UE, con uno studio inviato dal sottoscritto dopo la relazione durissima della stessa corte dei Conti UE sulla spesa agroambientale (Rel. n. 3/2005) e al Comando NAC, gia nel lontano 2001-2002, alle Trasmissioni Report e ad Ambiente Italia  negli stessi anni 2001-2002 e in svariate denunce pubbliche e convegni… fino ai giorni nostri, laddove le colline in primavera invece che verdi diventano arancio, per l’uso dissennato dei disseccanti totali, che prima non si utilizzavano in agricoltura ed ora sono inseriti nei disciplinari di Agricoltura Integrata con cui si prende il pagamento europeo agroambientale, con conseguenze disastrose sulla distruzione dell’humus dei terreni e le conseguenti alluvioni per mancanza di trattenimento dell’acqua…
L’Italia, in tal modo, ha costantemente aumentato le vendite di pesticidi chimici di sintesi negli ultimi 20 anni, acquistati spesso a scontrino, da agricoltori che hanno percepito e continuano a percepire pagamenti agroambientali,mentre l’agricoltura biologica ha visto ridurre i terreni a fine conversione (certificati) di oltre il 20% negli ultimi 10 anni !!! …mentre il mercato del bio in Italia si è decuplicato
con importazioni dall’estero spesso di dubbia certificazione come confermano gli scandali recenti (Operazione Gatto con gli Stivali)..
E necessario passare dalla certificazione privata a quella di stato. Non è possibile che chi è certificato paghi l’ente certificatore… tanto più che le spese di certificazione vengono oggi rimborsate dai fondi europei (mis. 132 dei PSR regionali)….
Gli enti privati possono essere utilizzati dal Ministero per fare le ispezioni e i controlli, ma non per certificare e vengono assunti dallo stato che utilizza i fondi  europei ad hoc.
Mentre i Sindacati Agricoli continuano a vivere un conflitto di interessi, essendo partecipi dei Consorzi agrari che vendono pesticidi chimici, mentre concertano le politiche regionali in materia agroambientale… invece di riconvertire i consorzi all’Agroecologia e vendere mezzi tecnici biologici, supportati dai pagamenti agroambientali comunitari (Convergenza di interesse per il bene collettivo, obiettivo della politica agroambientale europea, ndr). E manca ancora la necessaria assistenza tecnica specialistica nella difesa delle coltivazioni, mentre i tecnici divulgatori agricoli han finito per diventare burocrati dei sindacati stessi per le pratiche di contributi europei, in concorrenza (sleale?) nei confronti degli agronomi preposti e non adeguatamente difesi dagli albi professionali, in materia agroambientale. Agroecologi che dovevano essere invece da guida per le politiche agroambientali europee prioritarie ed obbligatorie…assistendo in maniera indipendente gli agricoltori nella riconversione alle tecniche biologiche. Mentre i consorzi stessi e i venditori di pesticidi in generale, abusano della loro professione, prescrivendo direttamente agli agricoltori l’uso dei agrofarmaci chimici di sintesi, senza un consulto con agronomi indipendenti dalla vendita dei pesticidi chimici di sintesi, come previsto dalla circolare MIPAAF sull’atto fitoiatrico…
…e gli albi professionali stanno a guardare… mentre per comprare un semplice antibiotico bisogna andare dal veterinario.
Insomma mi pare ce ne sia abbastanza per un’indagine parlamentare e una commissione d’inchiesta in materia, che metta un pò di ordine… oltre che per una denuncia alle Procure della Repubblica. Intanto, sono in corso ricorsi ai TAR (degli agricoltori biologici della Toscana) e appelli al Consiglio di Stato sulla materia agroambientale…
…e i nostri figli italiani hanno raggiunto il record mondiale dei tumori dell’infanzia (OMS), con allergie su oltre 2 milioni di bambini e l’aspettativa di vita sana Italiana è crollata di 10 anni dal 2003 ad oggi (Eurostat)… e la spesa sanitaria incide per oltre l’80% dei bilanci regionali (100 miliardi minimo per malattie degenerative all’anno, con conseguenze purtroppo spesso mortali)
I Pesticidi sono definiti dalla Dir. in materia di Uso sostenibile come Pericolosi per la salute e rappresentano concausa aggravante della maggior parte delle patologie degenerative gravi, come dimostrano autorevoli entità di ricerca (IARC Lione, Ist Oncologico Ramazzini , Bologna, ecc)
prof Giuseppe Altieri

12 aprile 2013
No, non è la Fiat! Solo Perugia in un negozio di scarpe

E’ vero che un po’ dappertutto c’è aria di crisi, che i licenziamenti aumentano e le chiusure aziendali anche, ma ci sono anche casi in cui piccoli e grandi imprenditori ignorano qualsiasi tutela sindacale.
E’ accaduto in un negozio del centro storico di Perugia che vende scarpe da qualche decennio: 4 lavoratrici sono state licenziate dalla sera alla mattina, per aver deciso di iscriversi ad un sindacato, nella fattispecie l’UGL, per chiedere una consulenza sui loro diritti contrattuali.
In seguito a questa decisione, è arrivata la lettera di licenziamento, dopo ripetute discussioni e minacce di revoca delle ferie ad agosto, e nonostante vertenze legali in corso al fine di ottenere una bonaria transazione, proprio perché l’attività sindacale deve essere finalizzata alla tutela dei diritti dei lavoratori ma anche del loro posto di lavoro.
Morale: l’imprenditore-padrone, per altro in franchising, convinto che con la crisi in atto può trovare personale disposto a subire qualsiasi vessazione pur di lavorare, ha spedito contestualmente le raccomandate con il licenziamento per 4 dipendenti su sei, e guarda caso, sono state “punite” proprio le quattro che erano iscritte al sindacato.
Ora la questione sarà a giorni sul tavolo del Giudice del Lavoro, l’Ugl di Perugia tutelerà le lavoratrici attraverso l’avvocato Filippo Calabrese del foro perugino. A dar manforte a quanto sostenuto dal sindacato e dai lavoratori ci sarebbero alcune registrazioni che dimostreranno le vessazioni e intimidazioni fatte dal datore di lavoro attraverso frasi dette durante l’orario di attività: “O si fanno le cose come dico io, senza se senza ma, o ve ne andate a casa.
Perché chi va dai sindacati per me ha chiuso…. non so chi vi ha dato questa dritta ma avete fatto una toppata allucinante scordatevi da adesso le ferie e i permessi, perché io lo posso fare….Voi qui rompete solo i coglioni tutto quello che fate si rovina con queste stronzate per ripicca quest’anno non fate le ferie a luglio ed agosto cosi vi imparate ad andare a parlare co’ ste teste di cazzo di sindacato.
E da adesso in poi avrete una raffica di lettere di richiamo per ogni cazzata non potete capi quante è un attimo fate attenzione mi avete proprio fatto incazzare e da sti sindacati non ci si va…”
Fortunatamente ad oggi sono pochi i casi, sostiene il sindacato Ugl, dove il rapporto datore di lavoro-dipendenti è fortemente vessatorio e antisindacale, comunque è sempre necessario un’attenta e scrupolosa attività di vigilanza e di vicinanza a tutti i lavoratori al fine di garantire che casi di questo tipo, e non solo, non si verifichino più.
Annalisa Palumbo Ufficio stampa Ugl Umbria

10 aprile 2013
Fratta Todina: occorre fare il possibile per salvare il Giudice di Pace di Todi

Occorre fare tutto il possibile per salvare l’Ufficio del Giudice di Pace di Todi: il mantenimento di questo servizio di giustizia di prossimità rappresenta un’importantissima battaglia a cui nessun territorio coinvolto può sottrarsi. La soppressione di tale ufficio, previsto dal decreto legislativo 156/2012 , costituirebbe un danno enorme per l’intero territorio della Media Valle del Tevere, in quanto verrebbe a mancare un importante punto di riferimento in ambito giudiziario e un presidio fondamentale per l’amministrazione della giustizia a livello locale, depauperando così un territorio che avrebbe piuttosto bisogno di essere esaltato per la propria unità e specificità. La mancanza di tale servizio, inoltre, andrebbe inesorabilmente a gravare sui cittadini, determinando un notevole incremento del tempo e del costo sociale del ricorso alla giustizia per le piccole controversie, poiché i cittadini si ritroverebbero costretti a rivolgersi in altre sedi ben più lontane e ben più scomode da raggiungere. Tutto ciò senza considerare, poi, il congestionamento dei processi che la soppressione degli uffici verrà a creare, con tutti i rallentamenti e le lungaggini nello svolgimento della giustizia ordinaria che ne conseguono. A fronte dell’imminente scadenza concessa dal Ministero della Giustizia per salvare gli uffici di cui è stata prevista la soppressione, auspico vivamente che il Sindaco di Fratta Todina proceda, come annunciato, in tale direzione e provveda, al fine di rafforzare tale scelta sul piano politico ed istituzionale, a sottoporre il provvedimento per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Todi all’attenzione del Consiglio Comunale. Mi auguro, nell’interesse dei cittadini, che tutti i territori coinvolti si impegnino a salvaguardare questo importante servizio per la comunità, attraverso l’assunzione degli oneri derivanti dalla gestione associata del servizio insieme agli altri Comuni interessati.
Cinzia Moriconi – consigliere comunale Fratta Todina

10 aprile 2013
Ruggiano: cosa si aspetta ad intervenire sulla frana di Rosceto?

Continuano i problemi per le nostre frazioni, letteralmente abbandonate dalla Giunta Rossini.
L’ultima brutta notizia, in ordine di tempo, è il grave smottamento franoso che si è verificato a valle della frazione di Rosceto, che ha costretto alla chiusura della strada che collega la frazione con la Provinciale sottostante.
Da oltre una settimana la situazione è come nella fotografia che vi si mostra, con la completa chiusura della strada comunale e senza che nessuno abbia fatto alcunché di concreto per riaprirla.
Al di là dei disagi per la popolazione, è opportuno segnalare come si rischi davvero che vi siano dei gravissimi problemi per la pubblica incolumità.
Un movimento franoso come quello che si è verificato, infatti, necessita di una celere azione di consolidamento, in quanto ogni secondo che passa potrebbe causare un aggravarsi della situazione.
La frazione di Rosceto, come è noto, è stata oggetto negli anni scorsi di una grandiosa azione di consolidamento che ha messo in sicurezza tutto il castello e trovato soluzione al problema della staticità del borgo, che non era stato risolto da decenni.
Mancano adesso i lavori complementari che, al di là delle chiacchiere e della false promesse preelettorali, sembrano essere stati completamente dimenticati dalla amministrazione Rossini.
Non se ne sa nulla di nulla.
E dire che il desaparecido Assessore alle frazioni (prossimo alla defenestrazione a sentire i rumors della città), viene proprio dal territorio dei Cinque Castelli e quindi conosce bene la zona.
Quello che non conosce, insieme al Sindaco che lo ha nominato, è come fare amministrazione ed intervenire concretamente.
le domande che ci poniamo sono sempre le stesse.
Cosa stanno facendo gli assessori alle frazioni ed alle opere pubbliche ?
A cosa pensa il Sindaco ?
Possibile che a quasi un anno dalle elezioni ancora non abbia messo in campo una sola iniziativa?
Di certo, ogni giorno la situazione va peggiorando, e non si vedono alcune serie prospettive all’orizzonte.
Anche in questo caso, per avere delle risposte concrete ho provveduto a depositare una formale interrogazione al Sindaco ed agli Assessori competenti, sperando che questo possa servire da stimolo e da sprone.
Antonino Ruggiano, Pdl Todi

10 aprile 2013
Umbria Mobilità sotto inchiesta della Magistratura

Sommersa dai debiti, ed ora anche sommersa da guai giudiziari: non c’è pace per Umbria Mobilità, l’azienda dei trasporti di una regione dove improvvisamente non tornano più i conti per decine e decine di milioni. Oggi la polizia giudiziaria si è presentata in tre sedi, Minimetrò Spa, Sipa e Umbria Mobilità e ha fatto man bassa di documenti contabili allo scopo di volerci vedere chiaro. L’allarme -come affaritaliani.it ha anticipato qualche settimana fa – è scattato con il mancato pagamento della 14° mensilità ai 1500 dipendenti e  dopo che le difficoltà di ripianare i debiti erano apparse subito insormontabili, tenuto conto di un credito difficilmente esigibile dal trasporto pubblico effettua nella regione Lazio e comune di Roma sono oltre 60 milioni di euro.
Alla luce dell’inchiesta giudiziaria scattata in queste ore, una soluzione di ingresso di partner privati sembra allontanarsi. Ovviamente tutti i manager delle aziende oggetto di indagini assicurano che “ è tutto in regola”, ma a capire che forse solo la Magistratura a questo punto può dare una svolta alla azienda pubblica di trasporti in crisi, sono i sindacati ed in particolare l’UGL.  Il nostro sindacato era stato tra i più tenaci oppositori alla politica scellerata della vecchia gestione.
E’ un brutto momento per la nostra azienda oltre che eventi di calamità naturale di ieri con il deragliamento di un convoglio ferroviario anche la magistratura s’interessa a Umbria Mobilità, siamo preoccupati per le sorti degli oltre 1500 lavoratori, auspichiamo che la magistratura svolga efficientemente e velocemente suo operato senza lungaggini che danneggerebbero il sistema azienda e soprattutto le maestranze.  
Roberto Perfetti, segretario regionale Ugl Tpl

5 aprile 2013
L’ex Sindaco Ruggiano: le strade di Todi ridotte a carrarecce!

 

Lo sfacelo di Todi, cui sta conducendo la gestione amministrativa della giunta Rossini, comincia davvero a diventare preoccupante.

In questi giorni , abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni relative alle condizioni pietose in cui versano le strade comunali, mancanti di qualsivoglia manutenzione ordinaria e tantomeno straordinaria.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Dalle frazioni al centro storico, dalla strade vicinali a quella che dalla Consolazione porta in Piazza.
E’ tutta una buca, tutto un disastro, tutto un rischio.
La gravissima situazione sta causando gravi danni alla popolazione, agli utenti della strada e, da ultimo, rischia di essere un boomerang per il nostro Comune.
Al di là della vergogna di tipo amministrativo – politico cui stanno esponendo la città, la giunta Rossini rischia ora di esporre il Comune ad una serie di azioni giudiziarie per il risarcimento dei danni causati dalla incuria e dalla negligenza degli amministratori.
Cosa stanno facendo gli assessori alle frazioni ed alle opere pubbliche?
A cosa pensa il Sindaco ?
Possibile che a quasi un anno dalle elezioni ancora non abbia messo in campo una sola iniziativa?
Per avere delle risposte concrete ho provveduto a depositare una formale interrogazione al Sindaco ed agli Assessori competenti, sperando che questo possa servire da stimolo e da sprone.
Di certo Todi non merita di essere trattata così.
La nostra città, da sempre considerata esempio virtuoso di vivibilità, non può continuare a subire la umiliazione di strade comunali ridotte a squallide carrerecce.
Avv.  Antonino Ruggiano

5 aprile 2013
Castrini su strada Cimitero Montemolino: intervenire su allargamento della carreggiata

Correva l’anno 2003 quando il sottoscritto in qualità di consigliere comunale interrogava il Sindaco, in merito la strada che porta al cimitero di Montemolino. Sono trascorsi oramai circa 10 anni e la situazione non è per niente cambiata. Credo a mio avviso di riprendere in mano la questione, da semplice cittadino, interessato anche per motivi familiari, cui sono costretto a transitarci frequentemente. Capisco i bilanci comunali sempre più ridotti. Le condizioni della strada sono legate, in primo luogo, alle dimensioni della carreggiata, assolutamente insufficiente alla percorrenza contemporanea nei due sensi di marcia e inoltre dal fondo breccioso e malmesso, notevolmente peggiorato in questi ultimi anni. Transitare sulla strada, soprattutto nelle giornate festive, diventa un vero e proprio problema, in quanto non è percorribile da due vetture contemporaneamente nei due sensi di marcia. Credo che vada fatta un’indagine sul territorio, coinvolgendo in particolare i diretti interessati (confinanti dei terreni limitrofi), o perlomeno fare un’accordo con degli impresari del luogo, avendo anche essi necessità di risolvere quanto prima l’annoso problema. Il mio comunicato sia di stimolo, penso che con la buona volontà, si riesca a soddisfare le esigenze di un’intera popolazione.
Giancarlo Castrini

5 aprile 2013
L’acqua pubblica non si stacca!

Nonostante gli esiti referendari Umbra Acque SPA, con il consenso dell’Assemblea dei Sindaci dell’ATI 1 e 2, applica una tariffa illegittima mantenendo la remunerazione del capitale investito abrogata.
Ciò è stato riconosciuto dal Consiglio di Stato e dal Tar della Toscana con sentenza del 22 marzo 2013.
Ma umbra acque spa continua a far pagare in bolletta la remunerazione del capitale investito, corrispondente dal 2012 al 15,82%, abrogata con il referendum del 2011.
Nel rispetto dell’esito referendario molti utenti Umbri hanno aderito alla campagna di Obbedienza Civile, consistente nell’autoriduzione di tale quota non dovuta.
Per tutta risposta Umbra acque spa, oltre al disconoscimento degli esiti referendari, alla non restituzione della remunerazione del capitale investito, è arrivata ora all’estremo della negazione del diritto all’acqua,
con la minaccia di distacco!
Il comitato umbro Acqua pubblica ha chiesto un incontro con il Prefetto di Perugia, per informarlo della situazione che si è venuta a creare e degli eventuali rischi di ordine pubblico e igienico-sanitari che possono derivare dalla minacciata sospensione del servizio idrico.
Il comitato umbro acqua pubblica continuerà a diffondere la campagna di obbedienza civile contestando le bollette e praticando l’autoriduzione.
In attesa di essere ricevuti dal Prefetto, come richiesto il 27/3/2013, presidio sotto la prefettura per venerdi 12 aprile alle ore 11, P.zza Italia – Perugia
Il Comitato Umbro Acqua Pubblica


4 aprile 2013
La buona sanità veterinaria

Scrivo per segnalare la mia esperienza di "buona sanità" veterinaria in un momento in cui in Italia ci lamentiamo di tutto e di tutti, quando esistono italiani ed italiane che, nonostante le difficoltà, esercitano la propria professione con responsabilità e tanta passione.
Al mio cane, un meticcio trovatello di 14 anni e mezzo con una grave patologia cardiologica, è cresciuta  nella cavità orale una massa tumorale: è stato necessario asportarla chirurgicamente, con tutte le difficoltà che può comportare un intervento del genere in un cane cardiopatico anziano.
L’operazione è andata a buon fine, anche se il tumore probabilmente ha già fatto molta strada. In questo percorso sono stata assistita dalla Dott.ssa Silvia Perugini di Pantalla, che ha seguito il cane con professionalità ed affetto, rendendosi sempre disponibile per suggerimenti e consulti e dal Prof. Francesco Porciello dell’Università di Perugia, che ha dato massimo supporto dal punto di vista cardiologico (è grazie alle sue cure che al cane continua a battere il cuoricino!) ed umano, garantendo la sua supervisione prima e dopo l’operazione. Il Prof. Bellezza, infine, è colui che ha avuto la responsabiilità di decidere se e come operare l’animale in una situazione clinica generale abbastanza delicata, intervenendo fin dove è stato possibile.
A queste persone ed ai loro collaboratori va la mia profonda gratitudine, sarebbe bello se più spesso si incontrassero medici per "umani" animati da altrettanta attenzione per il paziente.
Carla Arpago – Perugia

4 aprile 2013
Piscina comunale di Fratta Todina: la Moriconi interroga il Sindaco

Due mesi fa ho presentato un’interrogazione al Sindaco di Fratta Todina per conoscere la situazione della piscina comunale e l’orientamento dell’Amministrazione Comunale in merito, considerata l’importanza di tale importante struttura per il nostro territorio comunale. La richiesta di adeguamento discende dalle prescrizioni contenute nel Regolamento Regionale n.2 dell’1 aprile 2008, in attuazione alla Legge Regionale n.4 del 13 febbraio 2007.
Il Regolamento infatti, prevede, per tutte le piscine già esistenti che non presentano caratteristiche strutturali conformi alle prescrizioni previste, un termine massimo di cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento stesso per procedere all’adeguamento, quindi con scadenza proprio nel corrente anno.
Con Delibera di Giunta n.6 del 10/01/2013 è stato approvato un progetto preliminare che prevedeva inizialmente la separazione degli spogliatoi per maschi e femmine, un ampliamento di superficie di 80 mq e l’integrazione dell’impianto di depurazione dell’acqua di entrambe le vasche, per un importo stimato in 180.000/200.000 €, dopodiché tale previsione iniziale è stata rivista ed è stato stabilito di procedere con un intervento più limitato, con la riduzione del numero di utenti giornalieri e un conseguente ridimensionamento della spesa a 85.000 €.
Anche in considerazione della sopraggiunta scadenza del mandato di gestione della piscina e dell’imminente arrivo della stagione estiva, si richiede innanzitutto al Sindaco se sono state richieste delle deroghe alle autorità competenti, oltre alla riduzione del numero massimo dei bagnanti giornalieri, in maniera tale da poter riaprire la struttura e derogare così al termine previsto per l’effettuazione dei lavori di adeguamento. Inoltre si chiede di conoscere il motivo per cui l’Amministrazione, pur essendo consapevole dal 2007 della necessità di dover eseguire i lavori di adeguamento entro il termine del 2013, a tutt’oggi non abbia ancora provveduto ad eseguire gli interventi necessari; quindi se dispone della somma necessaria per effettuare i lavori e, in caso contrario, se si sta adoperando per rendere concreta la possibilità di esecuzione dei lavori in regime di project-financing.
Infine se viene valutata positivamente la possibilità di prorogare l’incarico di gestione appena scaduto, in maniera tale da poter consentire di riaprire la struttura in breve tempo. L’auspicio è che l’Amministrazione prenda a cuore il problema e si adoperi per garantirne la risoluzione, consentendo la riapertura della piscina per la stagione estiva oramai alle porte, allo scopo prioritario di garantire un importante servizio alla cittadinanza ed evitare ripercussioni negative in termini d’immagine ed economici, legati anche all’indotto ad essa collegato.
Cinzia Moriconi- consigliere comunale Fratta Todina

3 aprile 2013

Aria Nuova per Todi bacchetta il Movimento 5 Stelle

Al peggio non c’è mai fine, la scorsa settimana il Consiglio Comunale di Todi ha approvato all’unanimità la proposta di Aria Nuova per Todi di trasmettere in diretta streaming i contenuti e gli argomenti di cui tratterà in futuro il Consiglio Comunale tuderte, una proposta ricordiamo datata luglio 2012, quando fu il comitato civico stesso con il suo massimo esponente, il consigliere comunale Claudio Serafini a presentare una mozione in tale riguardo.
Cosa accade ora di così tanto sconcertante, il Movimento 5 stelle tuderte sembra, anzi se ne è appropriato indebitamente di tale successo riportato a casa da Aria Nuova per Todi, ma la cosa più sconcertante è che tale appropriazione indebita provenga da un movimento che ha fatto della trasparenza e della giustizia un suo cavallo di battaglia.
Senza stare a dibattere ulteriormente il comitato civico Aria Nuova per Todi richiede che vi sia anche da parte della stampa locale che è stata tratta nel tranello da questa vicenda, rettifichi prontamente tali sciocchezze sostenute dai Tuderti 5 stelle che farebbero bene d’oggi in avanti a proporre questioni serie anziché semplici video denunce e comunicati stampa farsa con argomenti come quello sopra citato.
Aria Nuova per Todi

1 aprile 2013
La diretta dei Consigli comunali attuazione del programma del centrosinistra

Durante il Consiglio comunale dello scorso mercoledì 27 marzo è stata approvata, all’unanimità, una mozione proposta dal Gruppo Consiliare Aria Nuova Per Todi, avente per oggetto la trasmissione in diretta su internet delle sedute del Consiglio Comunale.
Tale mozione aveva l’obiettivo di sollecitare la realizzazione di un opportuno sistema audio/video, impegnando la Giunta a fare quanto necessario per metterlo in funzione.
Il Gruppo consiliare del PD esprime piena soddisfazione per l’esito unanime della votazione che favorirà la realizzazione di uno dei progetti del programma elettorale del centrosinistra in linea con quanto previsto anche dall’art. 53 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.
Appare molto singolare e bizzarro che la stampa locale e qualche comunicato politico abbiano voluto creare un nesso diretto tra la richiesta di ripresa del M5S dello scorso Consiglio comunale e la successiva approvazione della mozione di Aria Nuova per Todi.
Fa sorridere come ormai la cultura dominante si sia omologata contro i partiti e la loro politica a prescindere dai contenuti e dalle persone. Crediamo che tutto questo non aiuti nessuno, soprattutto la nuova generazione di amministratori della città che, oltre alle complesse difficoltà dovute alla situazione di crisi che non ha precedenti nella storia della Repubblica, si trova a dover fronteggiare attacchi spesso gratuiti e mistificatori.
Invitiamo pertanto tutti i cittadini a guardare le cose con i propri occhi, cercando di non fare di tutta l’erba un fascio e apprezzare, senza dietrologia, quello che di buono si sta cercando di fare, soprattutto quando tutte le forze politiche concorrono al raggiungimento di obiettivi utili per la città.
La proposta del Sindaco Carlo Rossini, che ha avuto il favore della cittadinanza con il voto espresso a maggio 2012, è una proposta seria di cambiamento e rinnovamento. Nessuno degli attori dell’attuale maggioranza di centro sinistra ha desiderio di smentire gli impegni presi con la cittadinanza e sta lavorando con serietà ed impegno per risolvere i molteplici problemi da molti evidenziati: insieme, con il contributo disinteressato di tutti, la città che è nei pensieri di tutti noi diventerà finalmente realtà.
Gruppo Consiliare Partito Democratico – Todi

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