L'Italia è in ritardo nella riduzione delle emissioni di Co2 ed il Governo corre ai ripari
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La situazione attuale italiana rispetto al protocollo di Kyoto non è affatto rosea, considerato che, nonostante la ratifica del Protocollo abbia imposto al nostro Paese una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 6,5% rispetto ai valori del 1990, i gas serra emessi sono aumentati del 13%.
Ciò significa che nel periodo 2008-2012 si dovranno tagliare complessivamente 98 milioni di tonnellate di CO2 l’anno.
Gli interventi indicati nel DPEF 2008-2011, approvato al Senato
, integrati alle misure previste nel Piano Nazionale di Assegnazione per il periodo 2008-2012, mirano a una riduzione complessiva di 70 milioni di tonnellate.
Questi gli obiettivi
, che però dovranno avere seguito con provvedimenti legislativi di attuazione dei principi enunciati.

Trasporti
– Predisposizione di un Piano Nazionale sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane volto al potenziamento del trasporto pubblico;
– Parametrazione della tassa di circolazione in base alle emissioni di CO2 per km;
– Promozione di soluzioni come il car-sharing e il car-pooling;
– Realizzazione di infrastrutture per il trasporto collettivo elettrificato e conversione del trasporto pubblico a trazione elettrica e/o a carburanti a basso tasso di emissioni di CO2 (metano, biocarburanti, GPL, ecc.);
– Diversificazione del trasporto merci su lunghe tratte a favore del trasporto su rotaia, cabotaggio e promozione dell’intermodalità;
– Agevolazione alla conversione dei mezzi di trasporto privati a trazione elettrica e/o a carburanti a basso tasso di emissioni di CO2;
– Incentivi alla conversione della flotta circolante agli standard Euro 5;
– Istituzione di un mercato di scambio regionale di quote di emissione per interventi in settori non regolamentati dall’ordinamento comunitario.

Energia termoelettrica

– Promozione impianti di piccola trigenerazione diffusa e di cogenerazione;
– Graduale adeguamento della rete di distribuzione alle necessità della produzione energetica diffusa;
– Graduale programmazione della sostituzione di fonti fossili ad alta emissione di CO2.
Fonti rinnovabili
– Revisione dei meccanismi di incentivo alla produzione elettrica da fonti rinnovabili attraverso l’erogazione di certificati verdi e conto energia;
– Stabilizzazione degli incentivi in conto energia per sostenere la produzione di energia da fonte solare fotovoltaica e termodinamica a concentrazione;
– Realizzazione di almeno 500 MW installati di energia da solare termodinamico a concentrazione;
– Stabilizzazione degli incentivi volti alla promozione del solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento;
– Promozione del teleriscaldamento per grandi utenze da solare termico;
– Interventi di autoimprenditorialità nel comparto della produzione di componenti e tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
– Sviluppo della piattaforma nazionale per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili;
– Sviluppo del potenziale da fonte eolica, da moto ondoso e forze maremotrici, nonché definizione delle competenze per interventi off-shore;
– Incentivazione e semplificazione autorizzativa dell’uso del micro e piccolo eolico e del microidroelettrico;
– Promozione dell’uso della geotermia a bassa entalpia.

Efficienza e risparmio

– Realizzazione del Piano nazionale di efficienza energetica degli edifici della PA;
– Semplificazione dell’accesso da parte della PA a meccanismi di finanziamento tramite terzi, anche con assunzione della posizione di garanzia;
– Promozione del mercato dei servizi energetici e prolungamento dei certificati bianchi;
– Realizzazione del Piano Nazionale dell’Illuminazione pubblica, nonché promozione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza;
– Istituzione di un mercato di scambio regionale di quote di emissione per interventi in settori non regolamentati dall’ordinamento comunitario;
– Consolidamento delle politiche atte a rinnovare il parco degli elettrodomestici a vantaggio di prodotti in classe ad alta efficienza;
– Coinvolgimento del sistema delle PMI per l’adozione di misure di contenimento della domanda di energia primaria e del suo uso efficiente, anche attraverso modifiche alla legislazione in materia di appalti pubblici per beni e servizi.

Edilizia
– Promozione di misure nel settore edile per la riduzione della domanda di energia primaria;
– Stabilizzazione degli interventi fiscali volti al miglioramento energetico degli edifici;
– Introduzione di parametri di risparmio energetico e idrico tra i criteri prioritari di accesso a finanziamenti e contratti pubblici nel settore edile.
Agricolture e foreste
– Incremento della microcogenerazione da biomasse legnose, da scarti e residui agricoli e della trasformazione alimentare;
– Interventi di promozione di fonti rinnovabili per il riscaldamento delle serre;
– Promozione della produzione di biocarburanti da filiera corta.

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