“Secondo le più recenti classifiche dell’Organizzazione mondiale di sanità (Oms), che ha misurato l’efficienza dei vari sistemi sanitari, gli Usa si ritrovano solo al 37esimo posto, mentre la tanto bistrattata Italia è in cima alla lista, assieme alla Francia”.
E’ quanto sostiene il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale dell’Umbria, Stefano Vinti, il quale polemicamente afferma che “dalla privatizzazione del nostro sistema sanitario, invocata dai neoliberisti nostrani i soli a guadagnarci sarebbero, come negli Usa, le assicurazioni e gli imprenditori che si ripromettono di fare affari sulla nostra pelle. Non certo i cittadini, in specie quelli più poveri.
Di tutto questo – aggiunge – si dovrà tener conto nella formazione del nuovo piano sanitario, ed ogni ipotesi di ristrutturazione e di ammodernamento che verrà formulata dovrà tenere in assoluto conto la necessità di mantenere pienamente il carattere pubblico del nostro sistema”.
Vinti sostiene che i dati dell’Oms indicano che un maschio americano vive mediamente 75 anni e 4 mesi, tre anni meno di un italiano, e due meno della media dei paesi del G7. Una donna americana vive invece mediamente 80 anni e 6 mesi, 4 anni meno di un’italiana e 3 anni in meno della media dei paesi del G7.
Alla luce di ciò la vita media dei cittadini Usa è in assoluto la più bassa di tutta l’area G7, malgrado possano beneficiare di una ricerca scientifica che è la migliore al mondo in campo biomedico.
Gli americani poi sono ancora in testa nel G7 per la mortalità dovuta a malattie non comunicabili (460 casi per ogni 100 mila abitanti, contro una media di 398), primi per incidenza del contagio da Aids fra persone adulte (508 casi ogni 100mila abitanti, contro una media al di sotto di 230).
Né va meglio per loro dal punto di vista delle strutture, considerato che anche per posti letto in ospedale fanno una bruttissima figura nel G7: 33 ogni 1.000 abitanti, contro i 40 dell’Italia, i 75 della Francia, gli 84 della Germania e i 129 del Giappone.
E l’alternativa – aggiunge Vinti – non può essere un sistema che si basa essenzialmente sulle polizze assicurative che dovrebbero coprire l’intera spesa sanitaria: negli Usa sono circa 50 milioni di cittadini, pari al 17% del totale, che non possono permettersi economicamente questa possibilità, rimanendo così privi di assistenza”.
”Il sistema sanitario statunitense – dice Vinti – è inoltre assai più oneroso degli altri, impegnando ogni anno il 15,4 percento della ricchezza prodotta (contro il 10,6 percento della Germania, il 10,5 percento della Francia, il 9,8 percento del Canada, l’8,7 percento dell’Italia, l’8,1 percento del Regno Unito e il 7,8 percento del Giappone). E l’onere annuo dei contribuenti americani è di 2.725 dollari, contro i 2.440 dei tedeschi, i 2.382 dei francesi, i 2.215 dei canadesi, i 2.209 degli abitanti del Regno Unito e i 1.864 dei giapponesi, mentre i contribuenti italiani, con un onere pro-capite di 1.812 dollari, sono quelli che nel G7 spendono di meno”.
- Redazione
- 14 Settembre 2007








