Da uno studio di un'Università americana arriva la conferma che i media moderni possono provocare danni gravi

Il “Grande Fratello” ipotizzato e temuto da Orwell c’è ed è all’opera. Forse neppure tutti coloro che manovrano questo strumento se ne rendono conto, ma appare improbabile che non ci sia nessuno che lo ha scoperto e lo sta utilizzando per i suoi scopi.
Da uno studio dell’Università del Missouri-Columbia, è dimostrato che i media moderni, come la tv e i videogiochi, cambiano il nostro cervello: più li usiamo più cambiamo.
Ci rendono più intelligenti e migliori in alcuni compiti, ma ci peggiorano in altri. Basta mezz’ora di violenza, vista su uno schermo, per avere pensieri aggressivi, infliggere punizioni e ridurre la predisposizione alla cooperazione
Trenta minuti di videogiochi violenti riducono l’attività del lobo frontale, deputato al controllo degli impulsi e alla concentrazione, mentre aumentano l’attività dell’amigdala, che invece collabora al controllo emotivo e accumula i ricordi nella memoria a lungo termine.
Se i bambini fanno molto sport o giocano con amici invece di passare tutto il tempo davanti alla tv o al videogioco, i benefici saranno probabilmente superiori agli inconvenienti.
Per chi passa il tempo a giocare a sparare, invece, il risultato potrebbe essere drammatico.

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