Dopo lo lo sciopero della polizia urbana, l'Amministrazione comunale ha diffuso un comunicato nel quale chiarisce la propria posizione

Lo sciopero dei Vigili Urbani di Marsciano sembra abbia colto di sorpresa l’amministrazione Chiacchieroni.
In risposta all’astensione dal lavoro del 24 settembre scorso il Municipio Marscianese ha diffuso una dichiarazione con la quale afferma di non capire sostanzialmente i motivi dello sciopero, ma che in alcuni passi finali potrebbe rinfocolare le polemiche.
I Vigili Urbani si sarebbero astenuti, così recita il comunicato, “a seguito di alcune richieste che da tempo erano state poste all’attenzione dell’Ente, riguardanti in particolare l’organico ridotto, la mancata nomina di un sostituto del Responsabile di Settore, i mancati passi in avanti nell’adeguamento della struttura organizzativa, nella stabilizzazione, entro il 2007, dei precari e nell’individuazione di un percorso relativo all’assunzione di operatori di Polizia Municipale nel Piano Triennale delle Assunzioni 2008-2010.
L’accordo che è stato sottoscritto lo scorso 10 agosto con tutti i rappresentanti delle tre Sigle Sindacali, oltre all’Ospol (Organizzazione Sindacale delle Polizie Locali), va proprio in questa direzione.
Ci rendiamo perfettamente conto della carenza, da parte nostra, dal punto di vista dei tempi e rispettiamo il legittimo diritto di sciopero, derivante da una situazione di difficoltà oggettiva dovuta alla insufficienza di personale da parte del Corpo dei Vigili, ma riteniamo comunque che la scadenza del dicembre 2008, quale data per il completamento delle misure previste, possa essere già un ottimo risultato”.
La dichiarazione termina con un appello che taluno ritiene un po’ ambiguo e minaccioso “Abbiamo bisogno di persone motivate e attaccate all’Ente per il quale opera. Per quanto riguarda il personale del Comune, abbiamo disegnato e costruito un percorso ben preciso, proprio per dare garanzie di stabilizzazione a chi è già inserito nell’organico: chi non si riconosce in questo percorso ha tutto il diritto di fare le proprie considerazioni e prendere le conseguenti decisioni”.

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