Intervento della candidata a coordinatore regionale del Partito Democratico dell'Umbria

Si moltiplicano in questi giorni le critiche al basso cabotaggio della politica italiana e si chiede a gran voce una radicale riforma del sistema politico che porti ad un rinnovamento della classe dirigente. L’opinione pubblica democratica sta elaborando, in modo pragmatico e a vari livelli, una critica radicale al sistema politico della quale i partiti attuali devono prendere atto. La distanza tra responsabilità degli eletti e la voce degli elettori è evidente ed occorre lavorare per ridurla. Ed è per questo che due grandi soggetti politici del nostro paese hanno intrapreso un cammino difficile e sofferto per dare vita ad un partito nuovo in grado di interpretare le reali esigenze dei cittadini.
Dopo un lungo periodo di riflessione e di confronto Democratici di Sinistra, DL – Margherita e soggetti della società civile stanno raggiungendo il comune obiettivo di dare vita ad una forza plurale attraverso non un semplice accostamento, ma una creazione nuova. Non un nuovo partito, ma un partito nuovo popolare, radicato nel territorio, aperto al contributo e alla partecipazione di uomini e donne e ha l’obiettivo di promuovere una nuova classe dirigente per contrastare ogni concessione oligarchica della politica. Il partito democratico sarà la grande forza riformista che il paese non ha mai avuto perché sintesi delle migliori esperienze delle forze popolari e riformatrici della storia politica italiana.

Pari opportunità
Meno immobilismo e più opportunità: questa sarà una delle grandi sfide del partito democratico. La nostra società deve infatti recuperare il dinamismo economico e sociale – ed un più elevato grado di giustizia sociale – ispirandosi ai valori universali di solidarietà e uguaglianza.
La democrazia è per definizione paritaria. Più giovani e donne in politica e nei luoghi dell’economia vuole anche dire privilegiare la discontinuità nei modelli di comportamento, di relazione e di uso del tempo.
Oggi, in una società immobile, a pagare il prezzo più alto sono i giovani. La lotta al precariato, l’impegno per una piena e buona occupazione, un sistema educativo e formativo adeguato, una rete di protezione e di tutela per tenere i giovani della nostra regione e delle nostre città lontano dalle molteplici forme di devianze che potrebbero ostacolare la loro piena inclusione sociale. Vogliamo che il figlio dell’operaio e il figlio del professionista abbiano le stesse opportunità: vogliamo che siano uguali non nel punto di arrivo ma in quello di partenza. Vogliamo che sia premiato il merito, il sacrificio, le capacità. Crediamo in una scuola inclusiva, sempre più integrata in un sistema europeo della formazione, che garantisca effettivamente le pari opportunità, che valorizzi le differenze.
È nella scuola che si innestano le radici della cultura democratica e civile indispensabile ad una convivenza sempre più multiculturale. Anche con la scuola si previene la violenza, il razzismo e il teppismo. Vogliamo sostenere un sistema scolastico pubblico integrato che garantisca una elevata soglia di qualità ai percorsi formativi. Intendiamo incentivare l’istruzione tecnica e professionale, valorizzando e sostenendo attività dei numerosi istituti superiori del nostro territorio. L’Università degli studi e l’Università per stranieri, costituiscono un patrimonio culturale e storico della nostra Regione.
Nel nostro impegno c’è l’idea di un welfare inclusivo e solidale che ha l’ambizione di ricostruire la cultura delle relazioni e di promuovere il rispetto e la dignità di ogni persona. Siamo convinti che senza coesione non c’è sviluppo. Per questo non smetteremo mai di lottare per l’uguaglianza dei diritti, contro la povertà e l’emarginazione. Per noi ogni persona ha diritto ad una buona formazione, alle cure migliori, ad un reddito adeguato. Per noi il lavoro è il cardine di una vita attiva e autonoma, strumento di realizzazione e di liberazione dal bisogno. Pensiamo ai lavori al plurale, a quello nella produzione e nei servizi, al lavoro di cura e a quello volontario; al lavoro che assorbe, che manca, che si perde e diventa troppo spesso dramma umano e familiare.
Vogliamo rifondare il nostro stato sociale, che offre tutele solamente a chi ha o ha avuto un lavoro stabile lasciando gli altri indifesi, in primo luogo i giovani e le donne. Vogliamo ridisegnarlo in funzione del lavoro, delle giovani generazioni e della mobilità sociale. Vogliamo uno stato sociale universalistico, quanto alla platea dei destinatari; selettivo, in base ai bisogni, nelle prestazioni; equo, in base ai redditi familiari, nella contribuzione. Per la realizzazione di un benessere sociale diffuso occorre lottare contro ogni forma di povertà ma al tempo stesso creare nuove ricchezze. La povertà oggi assume varie forme e guardando oggi al nostro paese, alla nostra regione non possiamo non vedere che i nuovi poveri sono i pensionati, le famiglie con “disabili” a carico, le famiglie monoreditto che nonostante un entrata fissa non riescono ad arrivare alla fine del mese per la perdita del potere di acquisto degli stipendi. Nuovi poveri sono i lavoratori precari e saltuari, che per la sporadicità dei contratti e per la scarsa tutela previdenziale ed assistenziale non riescono a guardare serenamente al futuro.
Nella società che il partito democratico si propone di costruire deve mutare a fondo l’atteggiamento culturale verso le donne. Per questo ci impegniamo a dare valore alle differenze, a realizzare compiutamente le pari opportunità, rendendo effettivo quanto finora è rimasto spesso scritto sulla carta. Dobbiamo dare possibilità alle donne di conciliare il tempo per il lavoro e il tempo per la famiglia, potenziando le forme di tutela a sostegno della maternità ampliando nel contempo la rete dei servizi per l’infanzia. La competenza e la capacità dovranno essere sempre più valorizzate con programmi finalizzati ad agevolare e sostenere la libera iniziative singola o associata delle donne. Il partito democratico intende dare ampio spazio alla presenza della soggettività femminile nella vita delle istituzioni e del partito.

Sviluppo economico
Il tessuto produttivo ha anche bisogno di una pubblica amministrazione più efficiente, meno farraginosa e complicata.
E’ necessario un profondo cambiamento del nostro sistema produttivo, sia incentivando l’innovazione e la crescita delle imprese, sia valorizzando i talenti custoditi nelle pieghe del nostro variegato territorio, nel fitto tessuto delle comunità locali che da sempre alimentano la nascita di nuove imprese e la nostra grande tradizione artigianale, sia facendo decollare la vocazione turistica della nostra regione.
Le imprese però non devono essere assistite, protette o guidate: ciò le deresponsabilizza e le espone a rapporti opachi con la politica. Hanno bisogno di buoni servizi, di energia a costi ragionevoli, di un carico fiscale non superiore a quello degli altri paesi europei, di reti infrastrutturali moderne. Intendiamo sostenere gli investimenti e l’innovazione delle imprese, con particolare riguardo alle piccole e medie, di qui il nostro territorio regionale è ricco. Ci impegneremo affinché a livello regionale siano messe in campo opere infrastrutturali, rete di collegamento e comunicazione, che permettano alle imprese di acquistare maggior competitività sul mercato italiano e internazionale.
Una riorganizzazione delle agenzie regionali (es. Riforma della Comunità Montane) finalizzata ad una maggiore efficienza, efficacia ad una razionalizzazione delle risorse ed una semplificazione delle strutture già avviata ha ed avrà sempre il nostro pieno appoggio.
Con l’approvazione del regolamento sull’applicazione dei principi della sussidiarietà orizzontale dalla regione si è fatto un grande passo avanti per favorire la collaborare tra cittadini e pubblica amministrazione.
La politica deve fare un passo indietro, deve accogliere non ostacolare, sostenere non impedire, assecondare non boicottare, mettere a disposizione strumenti, mezzi materiali e incentivi finanziari per la realizzazione dell’autonoma iniziativa dei cittadini (singoli o associati). Un modo per renderli sovrani tutti giorni anziché una volta ogni tanto. Il potere sussidiario che viene attributo ai cittadini non sostituisce i poteri e le responsabilità preesistenti della pubblica amministrazione ma lo arricchisce.

Sicurezza
La sicurezza è un diritto fondamentale che non ha colore politico, che non è né di destra né di sinistra. Chi governa ha il dovere di fare di tutto per garantirla. Avendo ben presente il presupposto che integrazione e legalità, multiculturalità e sicurezza vivono insieme.
Sono necessari un sistema di programmazione degli ingressi realistico e una politica repressiva efficace per contrastare l’immigrazione illegale, per reprimere gli sfruttatori e per punire chi si arricchisce con il lavoro nero. Chi viene da lontano per scappare dalla fame e dalla guerra non può non essere accolto in maniera dignitosa. Ma per chi ruba ai cittadini quel bene prezioso che è la serenità c’è solo una risposta: la severità e la fermezza del rispetto della legge e pagare il giusto prezzo quando questo non accade.
Bisogna pensare ad un modo nuovo di assicurare alti livelli di tutela della sicurezza delle persone e delle imprese. Pensiamo di adottare le forme di collaborazione utili per rendere i nostri spazi pubblici della collettività, come i parchi e i giardini, non più luoghi di spaccio di droga e ritrovo dei delinquenti ma spazi dove i cittadini possono passeggiare tranquillamente, i bambini giocare serenamente.
La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è un’ altro tema sul quale siamo da sempre impegnati in concerto con i sindacati e le imprese. Ogni “ MORTO” nei luoghi di lavoro è una sconfitta per l’insieme delle istituzioni che sono chiamate a legiferare, a vigilare, affinché ciò non accada. Lanceremo una forte campagna di formazione nei luoghi di lavoro, un premio alle imprese che attuino le normative previste. Lavoreremo per una maggior conoscenza e l’estensione del DURC ( Documento Unico di Regolarità Contributiva) alle imprese ancora non coinvolte.

Ambiente
I cambiamenti climatici sono ormai una drammatico dato di fatto: fermarli non è solo un dovere etico verso le generazioni future, ma è un interesse profondamente concreto. In cima alle priorità della politica e dell’azione pubblica non può non esserci l’attenzione e la cura per il futuro ambientale del nostro paese.
Il partito democratico intende investire in dosi massicce sulle infrastrutture e sulle tecnologie per la mobilità ecosostenibile, espandere l’uso delle risorse rinnovabili, potenziare le azioni di risparmio energetico. Il partito democratico intende utilizzare le immense possibilità della tecnologia e della ricerca per difendere il nostro prezioso patrimonio ambientale perché questo vuol dire difendere la nostra salute e il futuro dei nostri figli.
Come Partito Democratico dell’Umbria, terra di S. Francesco e Aldo Capitini, saremo sempre capofila delle iniziative di pace e di solidarietà fra popoli.

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