Le accuse dei cacciatori umbri all’Istituto per la Fauna Selvatica hanno portato male all’istituto stesso ma non pare che adesso le cose potranno andare meglio, dal punto di vista dei cacciatori, in tema di caccia al passero ed al fringuello.
A causa di dimissioni ed annullamenti di nomine, è venuto meno il numero legale del Consiglio di amministrazione ed il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha nominato Aldo Cosentino, direttore generale del ministero, commissario dell’Infs, l’Istituto nazionale di fauna selvatica.
L’Associazione Animalisti Italiani plaude al commissariamento dell’Istituto nazionale fauna selvatica (Infs) da parte del ministro Pecoraro Scanio. L’Infs, ha dichiarato l’Associazione, ha consentito, in base a ricerche scientifiche e studi sul campo di suggerire l’ individuazione di preziose zone di tutela per la biodiversità del nostro Paese.
“L’opera dei ricercatori è stata importante per dare informazioni sul reale stato delle popolazioni selvatiche, tanto in crisi nel nostro paese, ed è apprezzata a livello internazionale e rappresenta inoltre uno strumento insostituibile di conoscenza”.
Le dimissioni scatenanti il commissariamento sono state “sofferte” ma “maturate nell’impossibilita” di gestire l’Istituto da un punto di vista finanziario. Così il direttore dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs), Silvano Toso, il giorno dopo essersi dimesso dall’incarico.
“Il contributo così come attualmente in discussione nella Finanziaria – ha detto Toso – copre il 75% delle sole spese del personale, 2,2 milioni di euro. Tutto il resto rimane fuori, per non parlare della ricerca. A queste condizioni non potevo far altro”.
La situazione dell’Istituto “è di grave sofferenza finanziaria dovuta alla riduzione continua, negli ultimi 5-6 anni, delle risorse e al blocco della capacità di spesa, quindi pur avendo i soldi non potevamo spenderli”. “
Per non parlare – ha aggiunto Toso – del blocco delle assunzioni. Siamo in 40 su una pianta organica approvata di 103 persone”. Toso ha parlato anche di un debito con la banca di mezzo milione di euro “e stando così le cose non riuscirò a pagare le tredicesime. In sofferenza anche la biblioteca: “Siamo fermi. Da 4-5 anni non riusciamo più a comprare libri ne’ a fare abbonamenti a riviste scientifiche”.
- Redazione
- 25 Ottobre 2007









