L'artista bulgara, da quindici anni a Todi dove ha aperto il suo studio d'arte, espone per tre settimane a Perugia nella Galleria "Artemisia"

“Il mondo perduto” è il titolo della mostra di pittura inaugurata sabato 27 ottobre a Perugia presso la galleria d’arte “Artemisia” (in Via Alessi 16). Si tratta di una personale dell’artista Valia Novakova, bulgara di nascita e di nazionalità ma ormai tuderte di adozione, visto che risiede a Todi da quindici anni e che qui, in un locale lungo la centrale Via Roma, ha il suo studio artistico.
Il ciclo “Il mondo perduto”, presentato anche attraverso un raffinato catalogo in italiano e in inglese, nasce dal racconto di “un mondo misterioso, dagli schemi contradditori lontani dalla vita moderna, pur centrando argomenti del tutto attuali”. “Mi sono liberata – scrive Valia nella presentazione – dal rigore della prospettiva logica, creando ambienti di sana inquietudine che accogliessero comodamente i personaggi nell’atrio del conflitto. Indagando sul passato ho trovato ‘le prove del delitto’ che si prospetta nel nostro futuro, di tutte le paure e contraddizioni dove la schizofrenia quotidiana della sopravvivenza diventa arte suprema”.

Il catalogo ospita anche una presentazione, sotto forma di lettera aperta, di Gabriele Simongini, il quale scrive: “Nelle opere di Valia Novakova non c’è mai la minima traccia di un lirismo dolcemente trasognato, dalle armi spuntate, anzi c’è spesso una feroce e sacrosanta durezza che si riflette anche nelle forme incisive dai contorni nettamente delineati con precisione chirurgica”.
La personale di Perugia rimarrà aperta per tre settimane, fino al 17 novembre (orario 10.30-13 e 16-20).

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