Da ormai dieci giorni si dibatte sulla vicenda che ha portato alla mancata convocazione del Consiglio comunale di Todi sull’argomento “Ato-gestione dei rifiuti”: il centrodestra accusa l’opposizione, l’Ulivo rigetta qualsiasi responsabilità, Caprini e Giorgi chiedono chiarimenti ed Epifani continua ad “indagare”.
L’unico finora a non essersi espresso, con il rischio di diventare presso l’opinione pubblica il principale indiziato, era il presidente del Consiglio comunale Floriano Pizzichini, il quale ha deciso oggi di fornire la sua versione ufficiale e definitiva.
Stanco probabilmente di essere “tirato per la giacchetta”, Pizzichini dunque, a differenza del “Mosè” di Michelangelo non resta di pietra e dopo l’ennesima martellata, parla.
“Intendo fare alcune precisazioni – scrive Pizzichini – con il solo scopo di evitare ulteriori polemiche e ritenendo necessario, tanto sul piano istituzionale, che su quello personale, chiarire come alla base di quella scelta vi siano considerazioni fatte nell’interesse generale e del Consiglio comunale, piuttosto che, come qualcuno ha rilevato, ‘pressappochismo ed improvvisazione’.
Al fine di chiarire il percorso seguito ricordo che:
1) in data 21-09-2007 (come verificabile dal verbale della Conferenza dei capigruppo) era stato dato mandato al Presidente del consiglio di contattare l’assessore regionale Bottini ed il presidente dell’ATO Arcudi e quindi, data la loro disponibilità, convocare quanto prima un Consiglio comunale, non subordinando tale decisione ad ulteriore Conferenza dei capigruppo.
2) nella mattina del 19 ottobre, tramite fax al protocollo del Comune di Todi, indirizzato al Presidente del Consiglio, è pervenuta la disponibilità dell’assessore Bottini e del presidente Arcudi a partecipare ad una seduta del Consiglio Comunale in data 24 ottobre.
3) ottenuta la disponibilità di Bottini ed Arcudi per il 24 ottobre si è verificata con la segreteria comunale la regolarità dei tempi tecnici per la convocazione del Consiglio.
4) considerata la possibilità di convocazione, le telefonate fatte dalla segreteria comunale ai Capigruppo avevano il solo scopo di anticipare, quale forma di sensibilità e correttezza istituzionale, l’arrivo della comunicazione scritta di convocazione del Consiglio comunale aperto che sarebbe seguita nelle ore successive.
La scelta di non convocare più la seduta del Consiglio è semplicemente il frutto di alcune legittime perplessità postemi sui tempi e i termini della convocazione successivamente alla comunicazione telefonica da parte della segreteria comunale. Perplessità che, tra l’altro, sono state pubblicamente ribadite su queste stesse pagine dal capogruppo dell’Ulivo e dello Sdi-Mre-Udeur.
In considerazione della delicatezza del tema in esame, della necessità di affrontare una discussione che riguarda una questione fondamentale quale quella della gestione dei rifiuti, della qualità e del costo del servizio in un clima sereno e costruttivo e, responsabilmente convinto di accogliere, quanto più possibile, le indicazioni e le osservazioni dei consiglieri comunali tutti – conclude Pizzichini – ho ritenuto, date le perplessità riscontrate, che non vi fossero più le condizioni per convocare il Consiglio in data 24 ottobre”.







