Il Parlamento europeo ha adottato, in prima lettura e con risicate maggioranze, norme che limitato l'uso dei diserbanti

Per la prima volta viene regolato l’uso concreto dei pesticidi. Tra le misure più rilevanti, adottate dal Parlamento europeo in prima lettura (ce ne dovrà essere un’altra) la proibizione delle polverizzazioni utilizzate nella viticoltura sia pure con deroghe (se non esistono alternative o quando il pesticida abbia ottenuto una autorizzazione specifica).
Vietati i pesticidi senza eccezione nei parchi e giardini pubblici, cortili di ricreazione, nelle zone attorno agli ospedali.
Non è stata accolta l’idea più radicale di proibirne l’uso in una zona di dieci metri attorno a tutti i corsi d’acqua così come la fissazione di un calendario per quantificate di riduzione dell’utilizzo (meno 25% in cinque anni, meno 50% in dieci).
Nel voto delle norme in prima lettura molti emendamenti sono passati con risicate maggioranza in alcuni casi anche inferiori a dieci voti. Ciò significa che il percorso della seconda lettura, quando si voterà a maggioranza qualificata, sarà accidentato. I ministri ne discuteranno a fine anno.
Secondo gli eurodeputati più impegnati sul fronte ambientale, vi sarebbero state forti pressioni delle lobby. “L’atteggiamento di voto del centrodestra – ha tuonato il socialista danese Dan Jorgenson – è stato assolutamente scandaloso. Sono rimasto scioccato dal fatto che abbia fatto passare gli interessi dell’industria agro-chimica davanti alla salute delle persone e all’ambiente”.
Secondo la relatrice, l’abbandono dei pesticidi potrebbe causare la penuria di cibo in tutto il mondo.

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