Lettera-intervento dell'autore del ricorso contro le delibere dell'Amministrazione comunale con le quali è stata modificata la mobilità nel centro storico del capoluogo: l'obiettivo è ora l'eliminazione del ticket nei giorni festivi

Leggo “Tam Tam” sin dalla sua prima uscita e ho sempre avuto molto rispetto e stima per la testata, anche perché ho spesso riscontrato atteggiamenti critici e privi di colorazioni di parte.
E’ proprio per questo che scrivo: sul numero di ottobre, a pagina 4, è apparso un articolo sulle nuove disposizioni che regolamentano la sosta nei parcheggi a pagamento a Marsciano. Il problema è che ci sono delle inesattezze che segnalo nella speranza che venga dato il giusto riscontro.
Dalla lettura sembra che l’Amministrazione comunale sia una sorta di associazione di benefattori prodigati a tutelare l’interesse dei cittadini. La realtà non è questa. Veniamo al punto:
1) Viene detto che dal 1 novembre le tariffe applicate cambieranno, “.. dopo la fase sperimentale avviata nei mesi scorsi”; tali tariffe sono state decise ed approvate con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 86 del 19/06/2007 e relativo regolamento di attuazione. In nessuna pagina del documento appare la parola “sperimentazione”, né vengono individuati periodi a tale fine. Le modifiche, in aumento delle tariffe e riduzione della pausa pranzo dalle 12,30 alle 15 a quella dalle 12.30 alle 14.00, vengono invece approvate e basta.
2) Parimenti viene esteso l’obbligo del pagamento anche ai giorni festivi, prima esclusi da tale onere. La marcia indietro effettuata dall’Amministrazione non è pertanto conseguenza dell’analisi degli esiti di una “sperimentazione”, inesistente e non prevista, ma dettata sia dal malcontento dei residenti e degli operatori commerciali, nonché da un ricorso in opposizione alla suddetta delibera depositato in data 22/09/2007.
Nella risposta a tale ricorso, l’Amministrazione dichiara che, sia sulla base del ricorso che tenendo conto di altre lamentele, si è deciso di modificare la normativa prevista dalla iniziale delibera del giugno 2007. Tra l’altro ci si dimentica di dire sia che le tariffe non sono state ridotte ma ricondotte ai valori iniziali, così come la durata della pausa pranzo per i residenti, che non è stata allungata ma ripristinata. A richiesta posso fornire a prova di quanto dichiarato la relativa documentazione, anche perché il sottoscritto è l’autore del ricorso.
In ultima analisi, non si può poi trascurare la concessione ad una cooperativa sociale della gestione dei parcheggi con l’istituzione dei cosiddetti “Ausiliari del Traffico”, tra l’altro zelantissimi ed occupatissimi ad elevare contravvenzioni in tempi da “record”, non fosse altro perché una parte degli introiti delle contravvenzioni ritorna poi alla società di gestione, sotto forma di contributo ad integrazione per il raggiungimento della cifra alla base dell’aggiudicazione della concessione: un meccanismo “machiavellico”, ma che in pratica vuol dire che per ogni contravvenzione incassata (36 euro), una parte torna in tasca a chi le multe le scrive. Alla faccia del cosiddetto conflitto di interessi di “berlusconiana” memoria, ma che a quanto pare esiste solo per lui.

P.S. – Per adesso vi anticipo che anche se il ricorso è stato per così dire accolto, anche perchè condiviso, l’obiettivo si potrà considerare raggiunto solo quando si arriverà all’abolizione del ticket per i giorni festivi: è vero che la tariffa è di solo 1 euro per tutto il giorno, ma la multa rimane di 36, e non si può pensare che un residente per evitarla, debba alzarsi presto anche la domenica per spostare la vettura o fare il biglietto.

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