Con i primi di dicembre, è iniziato anche dal punto di vista meteorologico l’inverno.
Le previsioni si sprecano. Per Andrea Giuliacci del centro Epson Meteo sarà molto diverso da quello dello scorso anno: decisamente meno ”caldo” e anche un po’ meno siccitoso al Nord, ma con tanti sbalzi di temperatura da mettere a rischio salute e colture e la neve la vedremo, in Umbria, solo da lontano.
Il 2006, infatti, è passato alla storia come il più mite degli ultimi 50 anni e fra i meno piovosi, con un deficit idrico del 35% e la conseguente mancanza di più di un terzo delle piogge normalmente attese.
Secondo uno studio realizzato dal meteorologo, la presenza del fenomeno ”La Nina”, ovvero un anomalo raffreddamento della superficie marina del Pacifico Tropicale, e la particolare fase della QBO (Quasi-Biennal zonal wind Oscillation), una periodica inversione della direzione di provenienza dei venti stratosferici ai Tropici, ”influenzeranno in misura importante la prossima stagione fredda”.
Per la prossima stagione invernale – secondo Giuliacci – si prevede l’alternanza di periodi miti, con temperature sensibilmente al di sopra delle medie stagionali, e altri molto freddi, con il gelo che interesserà in particolare il Nord e il versante adriatico della Penisola. Il passaggio da un periodo mite ad uno gelido avverrà talvolta in modo brusco e repentino.
Nel complesso sarà quindi un inverno più freddo di quello dell’anno scorso, ma comunque più mite di quelli cui eravamo abituati negli anni ’70 e ’80. La pioggia interesserà soprattutto le regioni del versante adriatico e il Sud mentre, come spesso è accaduto negli ultimi anni, ci saranno meno precipitazioni del normale al Nordovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia) e, benchè in misura minore, anche nelle regioni centrali tirreniche (Toscana, Umbria e Lazio). La neve cadrà in più occasioni, anche abbondante, sul versante adriatico dell’Appennino Centrale.









