Con oltre 106 mila adesioni l'Umbria ha dato un forte contributo alla raccolta nazionale di adesioni alla campagna contro gli organismi geneticamente modificati, che ha ottenuto 3,6 milioni di firme in Italia

Sono 3.604.448 i voti complessivamente raccolti nel corso della Consultazione nazionale su OGM e modello di sviluppo agroalimentare dell’Italia promossa dalla coalizione italiaeuropa-liberi da ogm. Ai 3.086.524 voti espressi dai cittadini nei due mesi che vanno dal 15 settembre al 10 novembre, si aggiungono i 517.924 voti espressi nel prolungamento dell’iniziativa, portata avanti dalla Coalizione fino al 9 dicembre.
Con 106.462 voti raccolti l’Umbria ha avuto una performance di tutto rispetto, superiore ai 98.261 della Sicilia; 88.728 dell’ Abruzzo; 75.583 del Molise; 69.252 del Friuli; 68.099 del Trentino Alto Adige; 47.881 della Sardegna; 47.057 della Basilicata.
Nelle altre regioni dell’Italia centrale sono stati raccolti i seguenti voti: 185.953 Marche; 184.044 Toscana; 429.244 Lazio
“E’ un risultato straordinario che legittima pienamente la scelta di uno sviluppo agroalimentare dell’Italia fatto di persone, territori, sostenibilità e quindi libero da OGM”, commenta la Coalizione in un comunicato.
“Un risultato che segna il percorso di un nuovo modo di “stare insieme”, di fare davvero “sistema” che ha consentito alle 32 Organizzazioni promotrici di condividere con il Paese l’urgenza di un modello di sviluppo competitivo, perché prodotto dalla coincidenza di interessi finalmente comuni: quelli sociali, dell’ambiente, del consumo e dell’impresa.”
All’interno di un dato nazionale molto positivo, spiccano i risultati delle regioni a forte vocazione agricola, con in testa l’Emilia Romagna con oltre 633.000 voti raccolti; molto significativo anche il secondo posto della Lombardia con 437.000 voti. Quanto futuro le coltivazioni biologiche abbiano davanti a loro lo si può capire dai risultati della Svezia.
Un forte sviluppo del consumo di biologico si è verificato nel paese nordico. Un esempio è la cittadina di Malmö in cui sono ben 35.000 i pasti serviti al giorno di natura esclusivamente biologica, anche all’interno delle scuole; nei ristoranti, è invece del 40% l’aumento del consumo di prodotti biologici a differenza del solo 4% del 2005.

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