Primi provvedimenti concreti per la lotta alla corruzione nella Pubblica Amministrazione: nel mirino finiscono anche i regali sopra i 300 euro

“Giro di vite” sui cosiddetti doni di rappresentanza, in concomitanza con l’affinarsi degli strumenti per la lotta contro la corruzione, almeno quella che vede protagonisti esponenti pubblici.
Il primo provvedimento, di natura più simbolica che sostanziale prevede che, a partire dal 1 gennaio 2008, tutti gli oggetti che costituiscono doni di rappresentanza escluse le onorificienza, possono essere accettati e trattenuti dal premier e dai ministri solo se il loro valore espresso in denaro non sia superiore a 300 euro.
In caso contrario i regali restano a disposizione dell’amministrazione che li devolverà per finalità umanitarie, caritatevoli e di assistenza.
È prevista una deroga, ‘a carico delle tasche dei ministri’ che dovranno sborsare la differenza tra il valore stimato del bene e i 300 euro se vorranno trannenere i regali.

La lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione ha da oggi uno strumento in più.
Un accordo tra l’Alto commissario anticorruzione e l’agenzia delle Entrate permetterà al primo organismo di poter accedere ai dati dell’Anagrafe tributaria e utilizzarli per garantire una più efficace individuazione e ricostruzione di fenomeni illeciti all’interno della PA.
L’Amministrazione fiscale mette a disposizione della struttura anticorruzione le informazioni anagrafiche e i dati relativi alle posizioni patrimoniali e reddituali sia delle persone fisiche che di quelle giuridiche.
In particolare, l’ufficio dell’Alto commissario potrà accedere alle sezioni dedicate ai dati anagrafici, reddituali, relativi ai rimborsi, agli atti di registro, ai rapporti con altri soggetti, agli accertamenti, ai versamenti, ai ruoli.

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