L'associazione onlus dedita alla protezione civile ha messo all'ordine del giorno della sua prossima assemblea lo scioglimento del sodalizio per contrasti con il Comune

“La Rosa dell’Umbria” di Collazzone chiude i battenti. O almeno è quanto figura all’ordine del giorno della prossima assemblea ordinaria convocata dalla presidente dell’associazione onlus Pamela Insalaco per il prossimo 18 gennaio (alle ore 8 in prima convocazione) e per il 19 gennaio (alle 21 in seconda convocazione).
La riunione, che si svolgerà nella sede di Via dell’Artigianato, nella zona industriale di Collepepe, si preannuncia di quelle calde. Dopo l’approvazione del rendiconto 2007, infatti, sono previste le dimissioni del presidente e di tutto il Consiglio direttivo e, a seguire, la “proposta di scioglimento dell’associazione a causa del negato rinnovo del contratto di comodato del terreno, sede ‘Roberto Santi’, da parte del Consiglio comunale di Collazzone”.
La vicenda non è nuova. Già a gennaio dell’anno scorso (cfr. “Le spine della Rosa”, TamTam gennaio 2007) l’associazione di protezione civile aveva prima minacciato e poi revocato una clamorosa protesta nei confronti del sindaco Borioli, reo di non aver fornito garanzie circa il rinnovo del comodato d’uso del terreno dove il sodalizio ha la propria sede operativa.
Nell’occasione fu l’Anpas (l’associazione nazionale della pubblica assistenza) ad intervenire per mediare in extremis la contrapposizione, riconducibile all’epoca non solo ad un problema di sede ma alla volontà dell’Amministrazione comunale di raccordare l’attività dell’associazione guidata dalla Insalaco con un altro gruppo di volontari.
Nata nel 2000, “La Rosa dell’Umbria” conta su diversi soci-volontari,
si è dotata di un nucleo cinofilo ed ha svolto in questi anni attività e servizi in occasione di manifestazioni ed eventi, rispondendo anche alle chiamate di intervento della Regione e della Prefettura in quanto iscritta al dipartimento della protezione civile e parte della Colonna mobile umbra.

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