In questi giorni, come se non fossero già sufficienti i tanti problemi che attraversano il paese, per iniziativa della gerarchia cattolica e di Giuliano Ferrara, si è aperto di fatto un tentativo di ‘moratoria’, ossia di azzeramento della legge 194, una legge che non ha introdotto l’aborto nel nostro paese ma ha sconfitto l’aborto clandestino.
Essa si fonda nell’obiettivo della tutela della salute psicofisica della donna e sull’attività informativa di sostegno dei Consultori a favore della donna.
I fatti ci dimostrano che la legge ha risposto bene agli obbiettivi che si poneva: è scomparso l’aborto clandestino e con esso le morti e i danni alla salute delle donne che spesso causava.
Inoltre la relazione annuale nell’attuazione della 194 presentata dal Ministro della Sanità dimostra che dal 1982 ad oggi le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite del 45%, nonostante i numerosi casi a carico delle donne immigrate.
I Socialisti non sono contrari a priori ad una riflessione sull’applicazione della 194, anzi auspichiamo una verifica riguardo al funzionamento dei Consultori, spesso dotati di risorse insufficienti e un rafforzamento del loro ruolo con il prossimo Piano Sanitario Regionale, anche per far fronte ai problemi di salute degli immigrati.
Vogliamo anche un sostegno socio–economico per le donne costrette alla soluzione dell’aborto da situazioni di grande disagio economico e familiare. Siamo fortemente contrari e ci opporremmo in ogni modo ad una manomissione della legge che ci riporti indietro alla clandestinità, ed alla discriminazione sociale.
In altri paesi occidentali è utilizzata la pillola ru-486 è un farmaco abortivo: ha il grande vantaggio di impedire l’ospedalizzazione della donna ed il conseguente intervento chirurgico. Più indolore, quindi, e causa di minori traumi e minori costi per il Servizio Sanitario. Eppure in Italia non è, e probabilmente non sarà mai, distribuito.
Torneremo infatti alla situazione per cui le donne più abbienti si rivolgono alle cliniche private o andranno all’estero e quelle senza mezzi dovranno affidarsi all’aborto clandestino con tutti i rischi per la propria incolumità.
Accadrebbe quello che sta avvenendo con la fecondazione assistita, a causa delle limitazioni normative imposte dai cattolici, chi ha i soldi è in grado di procedere alla fecondazione in altri paesi europei, con possibilità di successo e chi non li ha è discriminato.
Lo stato laico e la legge debbono dare garanzie a tutti e non privilegiare le classi più abbienti.
La cosa che ci da più fastidio è l’ipocrisia di molti leader politici che, in nome di un simbolo a difesa dei valori cattolici, bloccano la legge sulle unioni di fatto, basta poi verificare i propri comportamenti nella propria vita privata……. PIU STRUMENTALIZZAZIONE DI COSI !!!
Su questa partita registriamo il silenzio assoluto del Partito Democratico, non poteva che essere così l’abbandono dei temi laici è sempre più evidente.
Noi Socialisti riconosciamo il ruolo sociale che svolge la chiesa, ma siamo sempre fortemente convinti che solo uno stato laico può garantire uguali diritti a tutti i cittadini, di qualunque ceto sociale ed economico o fede religiosa appartengano.








