Non è chiaro il motivo dello scambio di gestione con Trenitalia nella tratta Terni-Rieti-L'Aquila: lo scopo potrebbe essere quello di accaparrarsi il mercato di studenti e pendolari che all'azienda nazionale dei trasporti va stretto

Poco meno di due mesi fa, il 27 novembre 2007, l’assessore regionale ai trasporti dell’Umbria, Giuseppe Mascio, dichiarava non essere a conoscenza di incontri ufficiali tra FCU e Trenitalia tendenti alla concretizzazione dell’ipotesi di subentro dell’azienda umbra nelle tratte ferroviarie Terni-Rieti-L’Aquila. Una smentita fatta apposta per essere percepita come tale dal “popolino” e in modo completamente inverso dagli “addetti ai lavori”.
Nessun incontro ufficiale, ma sotto sotto se ne parlava eccome. Tant’è che nonostante le festività adesso si scopre, sempre per merito di Mascio, che “ci sono stati alcuni incontri con l’assessore ai trasporti del Lazio e i dirigenti nazionali di Trenitalia. L’eventuale subappalto da Trenitalia alla Ferrovia centrale umbra – ha affermato l’assessore – dovrebbe riguardare soltanto alcuni treni, in modo da mantenere un presidio di Trenitalia a Terni. Vigileremo affinché non avvenga la sostituzione dei treni con servizi di autobus. Se riuscissimo ad avere questo subappalto, la Fcu riuscirebbe a coprire Terni, Rieti, L’Aquila e San Sepolcro, fornendo un servizio importante per studenti fuorisede e pendolari“.

Il consigliere dell’opposizione di centrodestra Alfredo De Sio si è detto non soddisfatto della risposta ottenuta: “Non nutrendo un patriottismo ferroviario ‘regionale’ credo che la tratta Terni-L’Aquila sarebbe meglio gestita da Trenitalia“.
Il Consigliere di An, nella interrogazione dopo la indiscrezione che sarebbe stato dettagliato un piano per il passaggio della gestione della tratta Terni-l’Aquila alla FCU, aveva fatto presente “che a conferma di tale ipotesi sembra si registrino strani movimenti di assunzioni di personale in vista di una possibile gestione di linee ferroviarie extraregionali nonché possibili mobilità di dirigenti da trenitalia a FCU”.
Per l’interrogante tale operazione, ora confermata, sembrerebbe avvenire in assenza del piano d’impresa di FCU fondamentale per comprendere gli eventuali vantaggi economici da parte di un azienda che, con difficoltà evidenti, non riesce neppure a far quadrare i conti per i servizi attualmente resi sulle proprie reti”.
Secondo De Sio “tale ipotesi potrebbe comportare una contrazione di circa 40 posti di lavoro presso la stazione di Temi, con probabile ricollocazione degli stessi in altre sedi”.

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