Mancherà poco che il direttore generale Walter Orlandi dell’azienda ospedaliera di Perugia dovrà organizzare una “cena di riparazione” a favore dei dipendenti del Santa Maria della Misericordia coinvolti in nell’indagine sui presunti casi di assenteismo all’ospedale di Perugia.
La Cassazione infatti ha ritenuto che non si sia in presenza di reato di falso in atto pubblico. Ha invece rinviato al tribunale del riesame la parte del provvedimento nel quale si ipotizza la truffa.
Al di là dei motivi tecnico-giuridici, salta evidente come la speranza degli stessi dirigenti ospedalieri che fosse la magistratura a svolgere una azione di supplenza in un controllo che l’ospedale non riesce a fare viene gravemente menomata, in quanto gran parte della “infrazione” rientra nell’ambito “disciplinare”, allontanandosi da quello penale, almeno da quello perseguibile d’ufficio.
Infatti la Cassazione ha ribadito che il rapporto di lavoro con l’Azienda sanitaria si configura come di natura privatistica, quindi niente di pubblico, neppure nelle falsità commesse coi cartellini di presenza.
Nel luglio scorso i carabinieri del Nas avevano eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e due in carcere nei confronti di medici, capi sala, infermieri e tecnici di laboratorio accusati di essersi assentati dal posto di lavoro.
- Redazione
- 17 Gennaio 2008








