Come ampiamente previsto, la Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Spaccino, in cella dal 29 maggio scorso con l’accusa di avere ucciso a Compignano di Marsciano la moglie Barbara Cicioni, madre di due loro bambini ed incinta all’ottavo mese.
Al momento non è stata ancora fissata l’udienza davanti al Gup Paolo Micheli, ma si ritiene che potrebbe svolgersi entro la fine di marzo.
Spaccino, che è attualmente rinchiuso nel carcere di Terni, ha sempre continuato a respingere l’accusa di omicidio volontario aggravato formulata nei suoi confronti. I suoi legali, i quali ritengono che “dalle carte depositate dalla Procura non emerge alcun elemento di riscontro all’ipotesi accusatoria», hanno lamentato il fatto che nelle indagini condotte dal sostituto procuratore Antonella Duchini siano state abbandonate del tutto le ipotesi alternative”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti ad ammazzare brutalmente Barbara Cicioni sarebbe stato il marito al termine di una delle tanti liti che caratterizzavano la vita della coppia.
Spaccino avrebbe percosso e soffocato la donna, provocandone la morte con una compressione del nodo del seno, con conseguente bradicardia-arresto circolatorio.
Spaccino avrebbe poi tentato di simulare un furto in casa per sviare i sospetti.
- Redazione
- 18 Gennaio 2008








