Quando si prende l’influenza la prima domanda che sorge spontanea è: chi me l’ha attaccata?
Uno dei sospettati è ciò che nel mondo moderno muove tutto e per questo si muove vorticosamente. Infatti, il virus dell’influenza può sopravvivere su una banconota fino a 17 giorni.
Lo rivela uno studio condotto in Svizzera da un gruppo di ricercatori degli ospedali universitari ginevrini, guidati dal responsabile del Centro nazionale influenza.
La resistenza del virus influenzale sulle banconote dipende da diverse condizioni: gli esperimenti effettuati hanno dimostrato che il fattore determinante è la concentrazione dell’agente patogeno, ma a giocare un ruolo importante sulla durata di vita del virus sono anche una certa dose di umidità, unitamente a una temperatura inferiore ai 10 gradi e alla presenza di muco.
Nella ricerca, commissionata da una banca ginevrina curiosa di sapere quanti e quali rischi corresse il suo personale, “è stata constatata la stabilità del virus su supporti inerti, non la sua trasmissibilità. Per determinare quale percentuale del virus possa passare dalle banconote alle dita, quale porzione sia poi messa in contatto con le mucose delle vie respiratorie superiori e, infine, quale dose sia necessaria per contagiare una persona, occorrerà un’ulteriore ricerca”.
Ma c’è da dubitare che una qualsiasi banca voglia indagare troppo sulla “pericolosità” della sua merce.
Sulla possibilità che supporti inerti, come le banconote, ma anche le maniglie delle porte, si dimostrino ‘untrici’ di influenza, gli scienziati sono divisi.
Durante i periodi di epidemia influenzale, infatti, i germi si trasmettono soprattutto attraverso le particelle sospese nell’aria o veicolate dai sistemi di ventilazione, senza dimenticare i contatti interpersonali.






