A Todi l’opposizione di centrosinistra, ed in particolare il Partito Democratico, con il nuovo anno è tornato a marcare stretto, ad uomo e non più a zona, il sindaco Antonino Ruggiano, chiedendogli conto sia delle iniziative intraprese che di quelle dove il PD registra dimenticanze o ritardi.
Il terreno di battaglia scelto è stavolta quello degli enti di assistenza e beneficenza, enti che dalla campagna elettorale in avanti non hanno in realtà mai messo di essere motivo di duro scontro e che ora tornano ad esserlo per questioni legate al mancato insediamento del nuovo Consiglio dell’Etab “La Consolazione”.
“Dopo aver chiesto a gran voce, in maniera roboante, intimidatoria, spesso maleducata le dimissioni dei CdA dell’Etab “La Consolazione” e della Veralli Cortesi – afferma il Partito Democratico – perché i vincitori dovevano entrare in pieno possesso degli enti, ora dopo un mese dalla decadenza naturale del Consiglio dell’Etab, si è saputo che forse sono state fatte le nomine. Non è stato fatto alcun comunicato ufficiale, il Consiglio comunale non è stato informato, l’ente non solo è senza un Piano d’Indirizzo Programmatico, ma è anche senza il Consiglio di Amministrazione e quindi senza una guida politica. E’ questo il metodo -commentano dal PD – che intendevano attuare per amministrare in maniera trasparente ed efficiente gli enti di assistenza tuderti? Raggiunto lo scopo… il più è fatto!”.
Il Partito Democratico non attacca soltanto per il “ritardo” ma si addentra, ricorrendo ad un’ironia velenosa, anche nel merito delle scelte effettuate. “Naturalmente – prosegue la nota – anche le nomine, se sono quelle ventilate dai mass media, sono state fatte per la prima volta in maniera diversa da come le facevano i “sinistri”, non ce n’è nemmeno uno iscritto ad un solo partito del centrodestra locale, sono tutti tecnici ed apartitici, con larghissima esperienza alle spalle e sicuramente faranno solo gli interessi degli enti e mai e poi mai quelli di qualche altro che con l’ente possa aver a che fare. D’altra parte – conclude sempre con sarcasmo il comunicato – già nell’amministrazione del Comune si vede che certi metodi partigiani e “marchettari” sono stati banditi definitivamente dal modo di gestire la cosa pubblica”.
E’ giusto il caso di ricordare che le nomine di cui si parla sono note, al momento, soltanto a seguito di anticipazioni giornalistiche risalenti ormai alla prima metà di gennaio, quando lo stesso sindaco aveva dato per imminente la firma degli atti formali.
Voci di corridoio fanno risalire il ritardo nell’ufficializzazione al fatto che uno dei potenziali nominati è partito nel frattempo per una lunga vacanza verso un Paese esotico e non sarebbe stato pertanto possibile provvedere a notificargli di persona il provvedimento e a raccogliere nei tempi stabiliti dalla legge la sua formale accettazione dell’incarico.








