E' iniziata l'opera di rimozione degli apparati illuminati dei Giardinetti, oggetto di un lungo scontro estetico-politico; nel frattempo potrebbero essere subito smontati i lampioni installati "impallando" la Consolazione
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E’ iniziata stamattina la rimozione dei lampioni presso i Giardini pubblici di Todi. Lo smantellamento è iniziato con lo smontaggio di tutti gli apparati illuminanti, oggetto per la loro “modernità” di un dibattito che al momento della loro installazione era di natura estetica, ma che successivamente ha assunto una connotazione anche politica.
La sostituzione dell’illuminazione dei Giardinetti, infatti, figurava nel programma elettorale del centrodestra che, una volta conquistata l’Amministrazione della città, lo ha inserito fra le proprie priorità per dare probabilmente un segnale emblematico della svolta che si era consumata. Motivazioni queste alle quali, dal punto di vista tecnico-amministrativo, si sono aggiunte considerazioni relative al rispetto della legge sull’inquinamento luminoso.

Come noto, dell’acquisto dei nuovi lampioni (del costo di circa 1.000 euro l’uno) si sono fatte carico altrettante aziende tuderti, così da non far pesare l’intervento sul bilancio comunale, con il rischio di incorrere nelle attenzione della Corte dei Conti, organo al quale l’opposizione di centrosinitra avrebbe comunque inoltrato delle segnalazioni in merito.
Sempre per evitare danni erariali, l’Amministrazione ha annunciato a suo tempo che i lampioni oggetto di sostituzione saranno recuperati e installati in un luogo architettonicamente più confacente. Da qui la necessità di procedere al recupero non solo del corpo illuminante ma anche del suo supporto interrato nella sua integrità, operazione un po’ più complicata e per la quale è entrato in funzione stamattina un mini-escavatore.

Contro questa opera di rimozione – più unica che rara a livello locale (e sicuramente oggetto di un ulteriore dibattito di cui in redazione già registriamo i prodomi) – sembra sia intervenuto nelle scorse settimane, scrivendo direttamente al sindaco Ruggiano, anche l’architetto Fabrizio Toppetti, che progettò l’intervento e che lo vedrebbe in tal modo snaturato nella sua concezione complessiva.

In attesa di vedere la nuova illuminazione pubblica dei Giardinetti e i relativi sviluppi, torniamo a parlare (vedi lettere e interventi)  del problema dei lampioni installati lungo il marciapiede in prossimità della Consolazione, con due-tre pali che impallano la visuale del tempio per chi viene da Porta Fratta, snaturando uno scorcio che è stato immortalato in passato anche in una cartolina turistica che inquadrava la chiesa bramantesca sullo sfondo con in primo piano le ultimi propaggini delle mura urbiche.
Si è trattato probabilmente di un errore progettuale (sarebbe bastato prevedere luci “a pozzetto”) a cui sembra si porrà subito riparo. Da notizie ufficiose, infatti, ci risulta che l’architetto Raffaele Davanzo della Soprintendenza sia intervenuto stamattina, raccordandosi telefonicamente con l’assessore Antonio Serafini, per individuare soluzioni alternative.

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