In fondo al sacco di Bacco Natale era rimasto un dono per gli umbri che viene ora alla luce in un periodo in cui tutti fanno già i conti con le spese di gennaio 2014.
Dal primo gennaio 2014 costerà meno fare il pieno di carburante in Umbria, con un risparmio di 2,5 centesimi per ogni litro di benzina.
La Regione Umbria ha infatti abolito l’applicazione dell’imposta regionale sulla benzina introdotta nel 2011 per finanziare la ricostruzione nelle zone del marscianese (comuni di Marsciano, Collazzone, Deruta, Fratta Todina) colpite dal terremoto del 2009.
Il prelievo, inizialmente fissato in 4 centesimi di euro al litro per il 2012 e successivamente ridotto per il 2013 a 2,5 centesimi di euro per litro, è stato ora totalmente annullato.
Sono stati dunque rispettati gli impegni assunti dalla Giunta regionale e indicati nel provvedimento con cui è stata introdotta l’imposta secondo una modalità contenuta nel cosiddetto “Milleproroghe” per i territori in stato di emergenza a seguito di calamità naturale e adottata anche in altre Regioni.
L’atto di solidarietà, richiesto a tutta la comunità regionale, ha consentito di avviare velocemente in Umbria i primi interventi di ricostruzione nelle aree colpite dal sisma.
Il gettito dell’imposta, pari a 6,7 milioni di euro nel 2012 e circa 4 milioni nel 2013, è stato destinato ad interventi rivolti in particolare al rientro nelle abitazioni private e alla ripresa delle attività produttive.
Tra i primi a gioire la Confcommercio della provincia di Perugia: “In un clima così pesante – commenta – anche il più piccolo segnale positivo può incidere sulle aspettative delle famiglie. Se si tocca poi il tasto dolente del caro-carburanti, l’effetto potrebbe essere ancora più significativo”.
“Con quello che pesano tasse e accise sul prezzo della benzina, i nostri imprenditori sono più che abituati a svolgere un ruolo da esattori per conto degli enti pubblici”, sottolinea Confcommercio. “In un momento come questo, anche la diminuzione 25 millesimi al litro può suonare come un incentivo alla ripresa per noi e per i consumatori”.
C’è da sperare che questa diminuzione non venga “mangiata” da un ulteriore aumento dei prezzi dei carburanti che tuttavia resta nell’aria












