La Provincia di Terni vuole annettersi una parte di quella di Perugia. L’insistenza con cui viene richiesto un riequilibrio territoriale tra le due province, senza che vi siano concrete aspirazioni di “emigrazione”da parte di comunità perugine, assomiglia tanto alla volontà di un atto autoritario di cui non si vede il bisogno.
D’altronde lo ha detto lo stesso presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, che “c’è necessità in Umbria di lavorare… , tenendo conto delle caratteristiche del territorio, della storia, dell’economia e degli assetti sociali, favorendo il rafforzamento dell’Umbria nel suo complesso ed evitando rincorse di territori verso confronti autonomi con le regioni limitrofe”.
Cavicchioli ha così risposto ad un’interrogazione presentata dal gruppo del Pd ed illustrata dal consigliere Pierluigi Spinelli, che ha chiesto chiarimenti, in modo particolare, sull’esistenza o meno di Comuni che abbiano attivato un percorso politico-amministrativo in tal senso, facendo riferimento ad un documento approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale in cui si auspicava “l’allargamento dei confini amministrativi al territorio spoletino ed il riequilibrio tra le due province umbre”.
“Abbiamo lanciato l’idea supportati da tutte le realtà associative locali e da contatti informali con le istituzioni interessate – ha detto al riguardo Cavicchioli – sollecitando atti formali per il raggiungimento di questo obiettivo”.
“Abbiamo riscontrato interesse e volontà di discussione – ha aggiunto il presidente della Provincia – ma atti formali allo stato non esistono. Ritengo opportuno continuare su questa linea – ha concluso – auspicando che la Regione Umbria assuma un ruolo attivo, tenendo conto dei principi contenuti nelle normative nazionali”.
- Redazione
- 17 Febbraio 2008










