Secondo Unioncamere e Prometeia, l’Umbria dovrebbe essere una delle regioni Italiane più pronte ad invertire la tendenza economica negativa.
Questa, se si avvererà nel 2014, sembra essere una novità perché l’Umbria finora era una regione lenta a subire gli effetti delle crisi ma anche lenta a rispondere.
A modificare l’attitudine umbra alla ripresa dovrebbe essere stata la maggior propensione all’internazionalizzazione delle imprese con quindi una maggiore e più pronta possibilità di agganciare la ripresa che si manifesta nei paesi esteri
Nel 2014 la caduta dell’attività economica in corso da due anni dovrebbe arrestarsi in tutte le regioni italiane, ma per alcune non ci sarà alcun rimbalzo immediato: Molise e Calabria, in primo luogo, ma anche di Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna saranno caratterizzate da una crescita del PIL quasi impercettibile.
Al contrario, si prevede un aumento del Pil superiore a quello nazionale in Lombardia (1,2%), Emilia-Romagna (1%), Piemonte (0,9%), Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Umbria (0,8%); Tali regioni sono anche quelle che dovrebbero maggiormente beneficiare della ripresa di esportazioni e investimenti.
Ma sul versante dell’occupazione cali o crescite limitate per cui è ragionevole attendersi, in tutte le regioni, un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione.
Nel 2014 il tasso di disoccupazione, che in Italia si attesterà sul 12,4%, dovrebbe arrivare al 20,2% nel Mezzogiorno, all’11,3% nel Centro, all’8,8% nel Nord Ovest e al 7,7% nel Nord Est











