A fronte dell’ennesimo attacco al neonato Partito Democratico, sport che ormai sta per diventare disciplina olimpica tanto è praticato e diffuso, personalmente da Democratico rispondo che:
noi si, veramente, sentiamo fortemente il rischio di poter deludere chi, con noi, condivide il nostro progetto e tutti i giorni in questi ultimi lunghi mesi si è fatto carico di portare avanti un’idea estremamente difficile ed onerosa da realizzare, quasi un’utopia, soprattutto per noi che avevamo alle spalle una sconfitta elettorale. Ma il rischio che temiamo di correre è quello legato al fatto di non riuscire a dare a sufficienza tutto l’impegno che è necessario. Malgrado ciò abbiamo lavorato ed abbiamo dato tutto quello che potevamo per poter realizzare anche a Todi il sogno di un Partito nuovo, Democratico, vero, non di cartone o celluloide, dove si sono ritrovate 1.200 persone, con percentuali molto al di sopra di quelle di tutta l’Umbria, sia il 14 ottobre, sia il 27 gennaio scorso. A queste persone sempre pensiamo e dedichiamo i nostri sforzi quotidianamente.
Il rinnovamento: tema molto delicato, ma a cui ha dato una grande risposta, in maniera incontrovertibile, tutta quella massa di cittadini che, spontaneamente e pagando, hanno creduto in questo nuovo progetto ed hanno per questo espresso un voto di assenso e non solo. Infatti molti di questi, per la prima volta hanno trovato il modo ed il luogo per poter esprimere concretamente il loro impegno diretto, mettendosi in gioco, autocandidandosi prima per i Circoli locali, autocandidandosi per l’Assemblea Comunale e per finire per l’Assemblea Provinciale. Tutte queste decine e decine di persone hanno messo la loro faccia e si sono misurati, tanti per la prima volta, su di un terreno per molti sconosciuto, ma che ha dato a tantissimi di loro, la stragrande maggioranza diremmo, la possibilità di partecipare in prima persona a quella che è e sarà la nuova classe dirigente a livello locale e provinciale del Partito Democratico.
Premesso che Romina Perni è persona stimata e rispettata da tutti, in primis da noi, in merito a presunte operazioni di delegittimazione, possiamo dire due cose: per quanto riguarda la candidatura a Presidente del Consiglio Comunale, la proposta non è partita dal gruppo dell’Ulivo, anche se l’ha votata, ma da un’altra forza politica del centrosinistra e per la precisione da Rifondazione Comunista. Nessuno aveva all’interno dell’Ulivo pensato a questa candidatura per il semplice fatto che sapevamo tutti che non sarebbe passata per la già esplicitata posizione di alcuni consiglieri comunali, per cui abbiamo ritenuto opportuno agire come abbiamo agito, per il semplice fatto che più dei nostri voti non potevamo garantire, come poi è avvenuto, malgrado il sostegno e l’impegno dell’Ulivo e di Rifondazione.
Per quanto riguarda invece l’elezione del Coordinatore dell’Assemblea Comunale del PD tuderte, chiariamo che tutti, potevano auto candidarsi e tre persone lo hanno fatto liberamente. Queste tre persone si sono sottoposte democraticamente al giudizio, attraverso il voto segreto, dell’assemblea riunita (60 su 66). Carlo Rossini con il 68% e Romina Perni con il 30% sono stati i più votati. Lo scandalo quale sarebbe? Chi sa o è a conoscenza di casi in cui il voto è stato estorto o condizionato, se ne è a conoscenza lo dica e lo provi o taccia per sempre. A noi non risulta tutto questo, anzi, siamo convinti di avere, per l’ennesima volta, scritto una gran bella pagina di democrazia politica nella nostra città, cosa che auspicheremmo avvenisse in tutti i partiti, mentre, a quanto abbiamo letto anche in queste pagine di giornale, non sempre accade o è accaduto.
Il nuovo ed il vecchio all’interno di un partito chi lo decide? Chi è autorizzato a dare giudizi e voti di novità? Il PD di Todi è e vuole essere un partito aperto al contributo di tutti coloro che, in buona fede, hanno a cuore il presente ed il futuro di questa città. Presente e futuro che c’è e potrà esserci grazie al fatto che per tanti anni, nel passato, decine e decine di persone hanno lavorato, si sono sacrificate, hanno speso, per realizzare tutto quello che questa città oggi rappresenta agli occhi del mondo intero. Possiamo disquisire quanto vogliamo sui particolari, ma se oggi Todi è centro di attenzione nazionale ed internazionale, e questo lo si dovrebbe riconoscere, dando fondo, se ne abbiamo la possibilità, a quell’onestà mentale che tutti dovremmo avere, tutto ciò lo si dovrà a qualcuno oppure pensiamo veramente che le cose accadano per caso? Se riusciamo per un attimo a non odiare il nostro avversario politico e a giudicarlo con la necessaria serenità, forse allora sentiremmo meno il desiderio dei roghi o delle ghigliottine in piazza. Onestamente crediamo che pensare di usare certi metodi non sia né onesto né morale e, se vogliamo, utile a tutti ed in particolare alla città.
Noi non vogliamo e non ci permettiamo di giudicare chi in questa città possa permettersi di camminare a “testa alta”, potremmo anche noi averne una idea, ma siamo coscienti del fatto che per essere buon giudici è necessario avere tutti gli elementi e conoscere tutto sulla storia di quelli che giudichiamo. Consci di tutto ciò ci asteniamo dal diventare promotori di processi sommari che molto spesso hanno poco a che fare con la vera giustizia. Però di una cosa comunque siamo certi: che Carlo Rossini, votato in maniera segreta e libera dai delegati dei Circoli del PD tuderte ed eletto venerdi scorso Coordinatore del PD a Todi, può essere sicuramente fra coloro che possono camminare a testa alta in questa città, in quanto per la prima volta a 34 anni si è affacciato sul proscenio della vita politica tuderte e, a quanto dicono i numeri, ha avuto modo di mettersi alla prova, sempre democraticamente, prima ponendosi al vaglio di tutti gli elettori tuderti, risultando eletto e fra i più votati come consigliere comunale, poi presentandosi a tutti i sostenitori del PD di Todi e ricevendo uguale fiducia anche da loro. Scandaloso? Noi pensiamo proprio il contrario, perché tutto ciò è avvenuto alla luce del sole, democraticamente, liberamente! Non sappiamo e non conosciamo altre strade per affermare le nostre convinzioni e la nostra coerenza. All’indomani della nostra sconfitta, tutti noi ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi in testa di iniziare di nuovo a lavorare per un progetto, per una meta politica: riconquistare il governo di questa città, senza inciuci senza mezzucci di bassa lega. Noi ci siamo ripromessi di lavorare con più lena e più forza di prima, a differenza di alcuni che hanno cercato subito di fare da sponda, tra l’altro non voluta, non appena si è avuto la certezza della vittoria della destra. Questo abbiamo iniziato a fare e questo faremo fino a quando le nostre forze ce lo permetteranno.









