La continua caduta di certezze sull’indagine per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, aggravata da una continua fuga di notizie, ha comportato una prevedibile reazione del Pubblico Ministero di Perugia, Mignini.
Le indiscrezioni prima, e la conferma poi, che il medico legale Luca Lalli non ha alcuna certezza: né in ordine all’ora della morte della studentessa inglese, né sul fatto che ci sia o no stato un rapporto sessuale nei momenti antecedenti la morte e persino quando sia intervenuta la morte e quante ore dopo l’assunzione dell’ultimo pasto, hanno evidentemente fatto saltare la pazienza del giudice.
Che questo sia accaduto lo ha implicitamente confermato il procuratore della Repubblica di Perugia Nicola Miriano che ha commentato la notizia, riportata da alcuni organi d’informazione, che il pubblico ministero titolare dell’indagine sull’omicidio di Meredith Kercher ha revocato al medico legale Luca Lalli l’incarico di consulente nell’incidente probatorio davanti al gip relativo alle cause della morte della studentessa inglese.
“A giudizio del dottor Giuliano Mignini – ha detto Miriano – si sono verificate situazioni che hanno giustificato la sua reazione”. Miriano non è voluto entrare nel merito della decisione. Nessun commento sulla vicenda da parte del pubblico ministero e del medico legale.
Mercoledì scorso Lalli ha consegnato a Mignini la relazione finale sull’autopsia svolta sulla studentessa. Dal pm era stato inoltre incaricato di svolgere il ruolo di consulente, insieme ad altri due esperti, nell’incidente probatorio disposto dal gip. Incarico che però gli è stato ora revocato.
La decisione di Mignini sarebbe stata causata dall’accertamento che quanto riportato da alcuni mezzi d’informazione, nei giorni scorsi, corrispondeva effettivamente a quello che poi è stato il contenuto della relazione finale del consulente.








