Il succo del tubero, una volta molto coltivato in Umbria per la produzione dello zucchero, potrebbe costituire una possibile cura naturale per l'ipertensione

Forse tra un po’ rivedremo anche in Umbria le distese di campi di barbabietola che sono andati perduti con la crisi dell’industria dello zucchero.
La riscoperta potrebbe ben inserirsi nel filone della “medicina naturale”, oggetto tra poco più di un mese di un importante convegno a Todi, perchè bere mezzo litro di succo di barbabietole al giorno sembra risultare utile a diminuire in modo significativo la pressione alta. Potrebbe essere una rivoluzione nella cura degli ipertesi, specie se il sapore della spremuta fosse accettabile.
Lo sostiene uno studio del Barts and The London School of Medicine e della Peninsula Medical School pubblicato su Journal Hypertension.
La pressione alta causa all’incirca il 50% delle malattie coronariche e quasi il 75% degli infarti. Va detto inoltre che oltre il 25% della popolazione adulta nel mondo soffre di ipertensione
E’ stato sperimentato che è sufficiente meno di un’ora, subito dopo aver bevuto il succo di barbabietola, per riscontrare una significativa riduzione della pressione sanguigna; una riduzione che inoltre dopo tre-quattro ore migliora ancora di più e che continua per oltre un giorno. Un effetto dunque prolungato nel tempo.
Gli scienziati sono comunque prudenti e tengono a spiegare che non è ancora certo quale sia tra i vegetali quello più efficace come antiossidante o per abbassare la pressione del sangue. I risultati ottenuti finora dalle barbabietole sono incoraggianti ma la sperimentazione dovrà essere seguita da ulteriori approfondite ricerche.

condividi su: