Una dichiarazione del sindaco di Castiglione del Lago porta alla luce un mondo di voci e sospetti "preesistenti" all'operazione "Naos" che risuonavano in più parti della regione

L’operazione “Naos”, dalla quale è emerso come l’Umbria non sia estranea ad infiltrazioni di natura camorristica, sta producendo da giorni reazioni e dichiarazioni da parte del mondo politico, volte da una parte a plaudire il lavoro delle forze dell’ordine e, dall’altra, a sottolineare le tante sfaccettature e gli altri pericoli insiti in un simile fenomeno.
Prese di posizione in tal senso si sono registrate a Marsciano, toccata dall’arresto dell’ingegner Cicioni, ma anche in altre realtà, come a Castiglione del Lago, dove il sindaco Walter Carloia ha sviluppato delle considerazioni di carattere generale che dovrebbero far riflettere.

“Da tempo – ha dichiarato il sindaco della municipalità lacustre – assistiamo nel nostro comune ed in quelli limitrofi, a fenomeni di sviluppo dell’edilizia abitativa che, dal punto di vista dell’economia classica, non riusciamo a spiegarci. Ci sono ditte che costruiscono nonostante che il mercato sia statico. Come a voler accantonare case, appartamenti per chissà quali acquirenti. L’ingegnere Cicioni (uno dei 57 arrestati nell’inchiesta su camorra e ‘ndragheta, considerato il braccio destro del boss Giuseppe Benincasa, ndr) ha lavorato per diverso tempo in questo territorio nel campo dell’edilizia”.
Poi il sindaco ha aggiunto: “Questo genere di malavita, ha bisogno delle istituzioni come dell’aria per respirare. Senza di esse è impossibile per la grande criminalità fare grandi affari nel campo dell’edilizia, nel commercio e nei servizi. Il mio appello è perché in tutte le liste ci siano candidati al di sopra di ogni sospetto”. 
Le nostre popolazioni – sottolinea Carloia –  le nostre aziende, sono piuttosto ingenue. Aver vissuto fino ad oggi in una realtà tutto sommato protetta dove tutti si conoscevano, non ha permesso loro di sviluppare un’intera gamma di anticorpi in grado di difenderla dall’aggressione di questi pericolosi virus. Il pericolo grande ora è che prevalga la paura e con essa l’omertà. Sarebbe la fine dell’isola felice”.

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