Al fine di constatare nelle mense scolastiche le corrette pratiche di distribuzione delle vivande, la temperatura del cibo e la sua qualità, interventi non programmati di Usl e genitori.
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Una delle critiche più ricorrenti e fondate che si rivolgono alle pubbliche amministrazioni è quella di stare troppo nel palazzo e di frequentare poco il territorio ed i servizi impiegati.
C’è però qualche amministrazione che costituisce eccezione.
A Marsciano l’Assessore alle Politiche scolastiche Luigi Anniboletti, ha deciso di chiedere all’UslUmbria 1, a partire dalla fine dello scorso anno, l’effettuazione di visite a sorpresa nei refettori delle scuole durante la distribuzione del cibo al fine di constatare le corrette pratiche di distribuzione delle vivande, la temperatura del cibo e la sua qualità.

Controlli che vengono gestiti dalla Usl in completa autonomia, senza che ne sia quindi preventivamente informato il Comitato Mensa del quale fanno parte il Comune di Marsciano, rappresentanti degli insegnanti e degli operatori della scuola e una rappresentanza dei genitori di ogni plesso dove c’è il refettorio.

“Tutto ciò – afferma con soddisfazione l’Assessore Anniboletti – è frutto del grande lavoro che in questi anni è stato fatto dall’Amministrazione per riorganizzare innanzitutto il Comitato Mensa, ottimizzandone il funzionamento e facendolo diventare, con il suo direttivo, uno strumento capace di orientare il servizio in modo condiviso verso importanti traguardi di qualità. Mi sento quindi di ringraziare tutti i soggetti che fanno parte del Comitato e che hanno dimostrato grande impegno, capacità propositiva e collaborativa, a partire dalla sua presidente Laura Volpi”.       

Sono diverse le azioni che in questi anni sono state attivate per ottimizzare il servizio della mensa scolastica.
Una di queste è stata l’autovalutazione, con la compilazione di una scheda dove indicare i vari livelli di gradimento, chiesta a insegnanti e operatori della scuola che fruiscono, insieme agli studenti, del servizio mensa. Una iniziativa che fornisce dati importanti e costanti nel tempo per valutare e correggere subito qualunque tipo di disservizio e capire, magari, quanto i diversi tempi di trasporto tra i vari plessi possano o meno influire sul gradimento del cibo.
Altro aspetto che è stato introdotto è la possibilità per i genitori del Comitato Mensa che ne facessero richiesta di procedere a degli assaggi una tantum, e non programmati, dei prodotti serviti, anche in questo caso senza che né l’Amministrazione né, tantomeno, la Cir, ovvero l’azienda che prepara i pasti, siano a conoscenza della data e del plesso in cui avviene l’assaggio.

“Si è quindi trattato – conclude l’Assessore – di mettere in campo tutta una serie di soluzioni e controlli da parte dei soggetti più direttamente interessati con l’obiettivo di fornire da un lato certezze condivise sulla qualità del servizio offerto e, dall’altro, meccanismi capaci di intervenire immediatamente su eventuali problemi.
Va in questa direzione anche il costante monitoraggio del menù che viene servito al fine di cambiare quei cibi che non vengono consumati o che lo sono con più difficoltà.
Il tutto, naturalmente, con la qualificata supervisione del nutrizionista della Usl al quale spetta l’approvazione ultima dei menù proposti sulla base del loro equilibrato apporto nutrizionale”.

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