Il Consiglio Regionale dell'Umbria ha approvato a maggioranza la mozione dei consiglieri Locchi (Pd) e Buconi (Psi) sull'aggiornamento del Piano, la chiusura del ciclo dei rifiuti e l'adeguamento degli impianti alla produzione di combustibile solido secondario (css).
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Tutto come previsto, con un ampio ricorso a termini non impegnativi anche se l’obiettivo finale sembra ormai condiviso da molti, i quali tuttavia non hanno rinunciato alla polemica partitica.
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza la mozione dei consiglieri Locchi (Pd) e Buconi (Psi) sull’aggiornamento del Piano, la chiusura del ciclo dei rifiuti e l’adeguamento degli impianti alla produzione di combustibile solido secondario (css).
L’atto ha riportato 24 voti positivi (Pd, FI, Psi, Zaffini-De Sio Fd’I, Ncd), 5 contrari (Idv, Comunista umbro, Lega nord, Prc) e 1 astenuto, Lignani Marchesani (Fd’I).
Sono state invece respinte invece le mozioni firmate dal consigliere Oliviero Dottorini (Idv): 1 sì, 8 no (Ncd, FI e Zaffini/De Sio-Fd’I) e 21 astenuti (Pd, Psi, Comunista umbro, Lega, Brutti-Idv, Lignani Marchesani (Fd’I). E da Damiano Stufara (Prc) e Paolo Brutti (Idv): 4 sì (Comunista umbro, Lega, Prc, Brutti–Idv), 25 no (Pd, Psi, Ncd, FI, Dottorini-Idv, Zaffini/De Sio-Fd’I) e 1 astenuto (Lignani Marchesani-Fd’I).

La mozione approvata impegna la Giunta regionale a presentare un adeguamento dell’attuale Piano regionale dei rifiuti entro il prossimo mese di  giugno, prevedendo la soluzione più idonea ad assicurare la chiusura del ciclo.
Si invita poi la Giunta regionale a prendere in considerazione la possibilità di adeguare uno o più impianti esistenti di selezione e trattamento per l’eventuale produzione di Css (combustibile solido secondario) e si sottolinea la necessità che nelle scelte si tenga conto anche dell’esito del percorso partecipativo già avviato con i sindaci dell’Umbria.

Nel corso della seduta Raffaele Nevi ( Forza Italia) ha affermato “Siamo convinti che la strada giusta sia quella di rivedere il piano regionale dei rifiuti aprendo al possibile utilizzo del combustibile da rifiuti. Il Css è il modo ambientalmente più idoneo ed economicamente più sostenibile.  Certo, come sottolineato dal collega Dottorini, permangono dei dubbi.” .. “Quello che chiediamo all’assessore Rometti è un approfondimento dal lato economico.
Se, come molti dicono, la soluzione prospettata riduce i costi di smaltimento allora questo sarebbe un bene anche per le tasche dei nostri cittadini.”

Orfeo Goracci ( Comunista umbro) ha ricordato che “ A Gubbio, che è la realtà che io conosco meglio, ci sono due cementifici. In una realtà che già soffre per la produzione di cemento che distrugge i monti, non si può aggiungere anche solo la lontana ipotesi che nei cementifici si possa bruciare il Css”.

Per Gianluca Cirignoni (Lega Nord),” se proprio si deve chiudere il ciclo con la termovalorizzazione, non si faccia nei cementifici, non ci sono garanzie per la salute dei cittadini. La mozione della maggioranza avalla la possibilità di bruciare css nei cementifici, e magari il css verrà da fuori, così dovremo anche pagarlo, oltre al danno per la salute.”.

Per Paolo Brutti (Idv)” gli Ati sono prigionieri delle imprese che lavorano sui rifiuti, c’è una vera cattura degli amministratori da parte delle imprese. Nessuno le può costringere a seguire scelte politiche, sono loro che le fanno. Noi accettiamo subalterni la situazione”.

Da Massimo Mantovani (Ncd) l’affermazione che” La sicurezza degli impianti dipende dai controlli”.

Andrea Lignani Marchesani (Fd’I) ha auspicato che “vengano vagliate con attenzione le misure necessarie per la chiusura del ciclo, attraverso impianti da ripagare con una gestione virtuosa che intervenga soprattutto sull’abbattimento delle tariffe. Bisogna capire se ci sono soluzioni percorribili dal punto di vista scientifico.”
Per Silvano Rometti (assessore ambiente): “Il piano rifiuti sta conseguendo degli obiettivi, facendo maturare uno scenario diverso da quello presente quando il piano stesso venne redatto.
La Giunta valuta quindi possibile il superamento della costruzione di un impianto di termovalorizzazione. Ma non possiamo rinunciare alla chiusura del ciclo, il vero punto di stallo. Per fare questo non possiamo accontentarci di fare affermazioni ed indicare obiettivi futuri come quello dei ‘rifiuti zero’…”. Abbiamo l’esigenza di superare le discariche ma le soluzioni non sono infinite. Da qui a giugno approfondiremo il tema dei costi e di quale accordi fare anche fuori regione, dato che c’è una impiantistica per il recupero energetico sovradimensionata. C’è un confronto aperto tra i 4 Ati proprio per affrontare questi argomenti. Dobbiamo assumere una posizione aperta, che tiene conto dei nuovi scenari e dei cambiamenti normativi, che dia alla Giunta la possibilità di chiudere il ciclo non scartando a priori il recupero energetico. Non c’è alcuna subalternità verso nessuno e quindi respingo con forza le affermazioni, fuori luogo, del consigliere Brutti”.

Per Damiano Stufara (Prc-Fds): “ Sarebbe bene tirare fuori lo studio redatto da Oikos per l’Ati 4, nel quale si valuta la necessità di ricorso alla discarica nelle due ipotesi (con e senza produzione di css). Si nota nello studio che la necessità di ricorso alla discarica è pressoché analoga, facendo cadere una delle motivazioni addotte a sostegno del combustibile da rifiuti. Dietro cui ci sono evidentemente altri interessi. Seguire dunque il principio di cautela e la gerarchia di azioni indicate dall’Unione e dal Parlamento europei”.

Per Oliviero DottoriniI (Idv): “Si stanno confrontando due dogmatismi: quello di chi brucerebbe tutto, a prescindere, magari dietro la pressione delle grandi aziende. E quello di chi, altrettanto dogmaticamente, non valuta che il css potrebbe arrivare anche da altre regioni, mettendo a rischio le azioni virtuose fatte in Umbria con la raccolta differenziata. Un confronto tra due dogmatismi che non tengono conto della realtà dei fatti.”

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