A Todi il Contratto di quartiere di Ponterio, con la gara per la costruzione dell’argine sul Tevere e quella per le opere infrastrutturali e di viabilità, rischia di finire male. Questo è almeno quanto lasciano intravedere due distinte interrogazioni, tra loro collegate, presentate dai consiglieri del Partito Democratico e firmate anche da Fabrizio Alvi (Repubblicani europei, ma ormai sempre più vicino ad entrare nel PD).
A leggerle tutte e a fondo – per questo i due documenti sono disponibili in allegato – le due interrogazioni appaiono come delle vere e proprie mine anticarro sulla strada dell’Amministrazione Ruggiano: “mine” confezionate con cura e recapitate a qualche settimana di distanza dall’apertura delle buste e dalle polemiche che subito ne seguirono.
Riguardo ai lavori per la messa in sicurezza idraulica dell’area di Ponterio, dell’importo di 850 mila euro, l’opposizione chiede innanzitutto come sia stato possibile approvare il progetto dell’opera e pubblicare il bando di gara mancando la copertura finanziaria assicurata dal contributo regionale (333 mila euro). A seguire l’interrogazione lascia intravedere delle possibili irregolarità nello svolgimento delle procedure, visto che chiede “di conoscere se al termine della seduta del 18 dicembre 2007 la Commissione di gara, dopo aver aperto i plichi contenenti le offerte economiche, ha proceduto all’intera verbalizzazione”, di chiarire la motivazione per il quale “il primo verbale di gara riporta l’intestazione 18.12.2007 ore 9.30, mentre le firme del presidente di commissione e degli altri membri sono riportate in data 28.01.2008” e se corrisponde a verità che “la conclusione del verbale di gara è stata effettuata nel mese di gennaio 2008, quando l’Ingegner Fabrizio Sisti non era più dipendente del Comune di Todi”.
Dopo aver sollecitato, non solo dal sindaco Ruggiano e dall’assessore Serafini, ma anche dal segretario generale e dai responsabili del servizio opere pubbliche e di quello amministrativo-legale, rassicurazioni circa la conformità di simili procedure con le leggi e i regolamenti vigenti, il centrosinistra si preoccupa del fatto che ad oggi non si è ancora proceduto all’aggiudicazione dei lavori, presupposto indispensabile per l’avvio del Contratto di quartiere, alla ditta aggiudicatrice dell’appalto, chiedendo lumi sulle “motivazioni di questo ritardo di oltre due mesi dal primo verbale di gara”.
Ancora più gravi e pesanti sono le “annotazioni” contenute nella seconda articolatissima e dettagliatissima interrogazione, quella riferita al bando per la realizzazione delle opere infrastrutturali dello stesso Contratto di quartiere di Ponterio.
Oltre a contestare, come già fatto all’epoca dell’indizione della gara, la procedura adottata (cioè il collegamento fra l’appalto dei lavori e l’alienazione di un fondo rustico di proprietà dell’ente), il centrosinistra segnala quelle che a proprio avviso vi sarebbero delle “anomalie”, anomalie dalle quali discenderebbero dei dubbi sulla reale convenienza per il Comune dell’offerta congiunta, sia per il misero ribasso ottenuto (-1,31%) che per il fatto che per l’acquisto del fondo rustico è pervenuta una sola offerta.
Nell’interpellanza si arriva a ipotizzare un “evidente danno erariale” per l’ente stimato tra i 180 mila e i 250 mila euro, lamentando anche il fatto che “non si è proceduto all’apertura delle altre 11 buste pervenute per la sola esecuzione dei lavori, di fatto impedendo una effettiva indagine di mercato tra più offerte economiche in violazione dei principi generali di libera concorrenza, economicità, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza”.
Considerata “l’irrisoria offerta di ribasso”, il PD arriva a “consigliare” la strada da seguire “al fine di tutelare contabilmente e finanziariamente l’ente”.
Come già per l’altro appalto, l’interrogazione pone pure in questo caso dei problemi in merito alle procedure per la redazione del verbale di gara, rimasto “aperto” per circa un mese dal momento dell’apertura delle buste, e firmato dall’Ingegner Sisti quando non aveva più alcun ruolo all’interno del Comune.
Ingegner Sisti (“defenestrato” alla fine del 2007) che viene tirato ballo anche per due sue note inviate all’Amministrazione, dove in una verrebbe evidenziata “una sostanziale differenza di contenuti tra i verbali predisposti” mentre l’altra conterrebbe elementi rilevanti ai fini “della tutela dell’erario comunale”.
Da ultimo, probabilmente più per sfizio che per aggiungere altri carichi ad un atto di accusa oltremodo pesante, i consiglieri del PD segnalano la presenza degli assessori Bertini e Serafini all’apertura delle buste, senza che ciò sia stato annotato del verbale, e chiedono anche di sapere “se il Sig. Giuseppe Introppico, la cui impresa si è aggiudicata i lavori del Contratto di Quartiere, aveva già richiesto in precedenza l’acquisto di fondi rustici di proprietà del Comune di Todi”.
La portata dell’attacco, che come un ordigno ad orologeria va a riscaldare il clima del Consiglio comunale convocato per venerdì, è tale che difficilmente potrà cadere nel vuoto che contraddistingue le polemiche politiche fini a se stesse.
Quali potranno essere le conseguenze, in termini di risposte dell’Amministrazione Ruggiano, di reazioni da parte del centrodestra, di intervento da parte degli organi di controllo, non è dato immaginare, ma quel che si può realisticamente temere è che la vicenda finisca per rallentare se non arenare il Contratto di quartiere.








