Il Centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare della Usl n. 2, ospitato presso il Palazzo Francisci di Todi, ha fatto scuola e da traino per il trattamento di una malattia in crescita.
La Regione Umbria è stata individuata come capofila del progetto nazionale di intervento preventivo e assistenziale che, per la prima volta in Italia, viene messo a punto per fronteggiare l’emergenza sociale dell’anoressia, della bulimia e degli altri disturbi del comportamento alimentare che investono un numero crescente di italiani, con una preoccupante diffusione tra le ragazze e i ragazzi più giovani.
Il progetto denominato “Le buone pratiche di cura e la prevenzione sociale dei disturbi del comportamento alimentare”, usufruirà di uno stanziamento di circa 1 milione di euro e verrà presentato ufficialmente lunedì 3 marzo a Roma, nel corso di un incontro nella sede del ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive.
L’iniziativa, di durata biennale, prenderà il via ad aprile ed è stato elaborato sulla base dell’accordo di collaborazione siglato nel dicembre scorso tra i Ministeri per le Politiche giovanili e della Salute e la Direzione regionale Sanità e servizi sociali della Regione Umbria.
L’obiettivo è, innanzitutto, quello di favorire un cambiamento degli stili di vita attraverso iniziative di informazione e comunicazione, rivolte in particolare ai giovani, sull’importanza di uno stile di vita attivo.
Si punta, inoltre – spiegano dalla Direzione regionale Sanità – al rafforzamento della funzione educativa e sociale dello sport e alla realizzazione di una mappa dettagliata dei servizi pubblici per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.
Il progetto si propone, allo stesso tempo, di misurare la diffusione del disturbo, le caratteristiche dei pazienti e delineare le buone pratiche nel loro trattamento, con la definizione di uno specifico protocollo basato su evidenze scientifiche.
La Regione Umbria è stata scelta come capofila del progetto poiché è stata la prima in Italia ad aver realizzato, nell’ambito del servizio pubblico, il modello organizzativo integrato previsto dalle linee guida in materia emanate nel 1998 e che è costituito da quattro livelli di intervento (ambulatorio, day hospital, ricovero in ospedale, trattamento riabilitativo in struttura extra-ospedaliera).
Il suo ruolo è quello di supervisione e coordinamento. In particolare, la Regione Umbria coordinerà per l’area assistenziale cinque centri operativi incaricati di incrementare gli interventi (tra cui il Centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Todi) e otto centri operativi per l’area prevenzione.
Con l’iniziativa si vuol favorire la condivisione di conoscenze ed esperienze a livello regionale, nazionale ed europeo per la diffusione delle buone prassi e costituire, a livello regionale, una rete integrata di referenti del settore sanitario e dello sport per sviluppare una programmazione congiunta.
Il progetto è articolato in vari ambiti di intervento sul territorio nazionale (monitoraggio delle “buone pratiche”, azioni di prevenzione nella scuola, nei media, attraverso lo sport e il ruolo dell’industria alimentare), che verranno illustrati durante l’incontro di lunedì 3 marzo.
Alla presentazione interveranno rappresentanti dei Ministeri per le Politiche giovanili e della Salute, della Regione Umbria e di servizi pubblici e associazioni da tempo attive nella lotta contro i disturbi del comportamento alimentare. Le conclusioni saranno affidate ai Ministri della Salute, Livia Turco, e delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri.











