Giornata, fino alle 19, tranquilla nel territorio di Massa Martana, dove solo gli strumenti hanno registrato una leggera scossa di terremoto alle 15.13 di magnitudo 1.3.
Di rilevante per i curiosi c’è che l’ipocentro è salito ancora, solo 4,4km la profondità, e che l’epicentro è salito sul Monte Martano fino a quota 800mt.
La situazione non è stata granchè cambiata dall’altra leggera scossa che si avuta alle 19.17 di magnitudo 1.4 stavolta alla profondità di 9 km, ma nei pressi della località Cimacolle di Massa Martana
Alle 21.48 l’epicentro si è spostato verso San Gemini, nei pressi dell’uscita nord dalla E45, magnitudo 1,3 alla profondità di 8,6 km.
La serie sismica, sempre lievissima, è proseguita nella notte tra giovedì e venerdì con altre due scosse.
Otto minuti dopo la mezzanotte la magnitudo è stata di 1.5 alla profondità di 8,9 km.
Stessa magnitudo alle 1.04 alla profondità di 7,4 km.
Gli epicentri sono stati: per la prima scossa sulle pendici dei Monti Martani mentre per la seconda in prossimità del voc. Capertame tra Cimacolle ed il centro di Massa Martana.
Tre ulteriori scosse sono state registrate nella zona di San Gemini.
Magnitudo 1.3 alle 21.48 di giovedì, magnitudo 1.7 alle 00.13, magnitudo 1.5 alle 02.44.
Profondità dell’ipocentro tra 7,1 e 8,6 km nella zona di voc Montione per la scossa più intensa, mentre l’ultima in comune di Terni nei pressi di Campomaggiore – via della Lince.
La prima scossa invece ha avuto l’epicentro nei pressi della galleria di Colle Capretto sulla superstrada E45.
Nuova scossa di magnitudo 1.3 in zona Montione alle 12.18
Intanto dai ricercatori dell’Ingv è arrivata una precisazione:
Ogni terremoto, anche il più piccolo, scarica energia.
Ma è sbagliato pensare che una serie, anche lunga, di piccoli terremoti possa scongiurare l’arrivo di uno più forte.
Infatti, l’energia rilasciata da un terremoto di magnitudo 3 (ad esempio) è circa trentamila volte più piccola di quella di un sisma di magnitudo 6. Appare chiaro quindi che durante o dopo uno sciame sismico anche importante, come quello che si verifica in Umbria da molti mesi, o come quello che si è verificato al Pollino di recente, o come in uno delle decine di sciami sismici avvenuti in Italia in questi anni, le condizioni per un eventuale forte terremoto non sono mutate.”
Ovviamente la presenza di uno sciame sismico non è neppure indicativo di una probabilità di una forte scossa.
Insomma la scienza è ancora la buio










