L'Umbria si è confermata una terra di conquista dei catapultati da Roma che hanno portato ad esclusioni eccellenti; poche le candidature da Marsciano (Granocchia) e Todi (Alvi, Buconi, Ursini ed Epifani, che però minaccia di ritirarsi)

Lunedì sera verranno depositate tutte le liste per le elezioni nazionali del 13 e 14 aprile, ma i nomi dei prescelti (e quindi quelli degli esclusi eccellenti) sono ormai noti. Com’è noto e confermato che l’Umbria si è confermata terra di conquista per candidature calate dall’alto e che i gruppi dirigenti locali dei partiti hanno dovuto accettare.
E’ successo, tanto per fare un caso, nel PD con la rumorosa esclusione del big Alberto Stramaccioni, che si è visto soffiare il posto sicuro dal prodiano Sandro Gozi; ma è successo anche nel PDL, dove non si è riusciti a trovare una collocazione per l’ex sindaco di Assisi Giorgio Bartolini e neppure per il consigliere regionale Ada Urbani, a favore del paracadutamento dell’ex generale Roberto Speciale.
In una simile situazione, e con una legge elettorale repellente che non consente di esprimere alcuna preferenza, ha davvero poco senso dal punto di vista politico continuare a cercare i candidati espressione del territorio, ma il dovere di cronaca impone comunque una segnalazione.

Alcuni nomi li avevamo già anticipati dieci giorni fa. Sono quelli di Giuliano Granocchia di Marsciano, attuale assessore provinciale all’istruzione, formazione e lavoro, che correrà per Rifondazione comunista nella Sinistra-Arcobaleno, ma anche di Federica Ursini, giovane ragazza di Todi, dipendente comunale e fresca esponente dell’Italia dei Valori.
A fronte di queste due “previsioni” azzeccate si registrano altrettante sorprese dell’ultima ora. Una è quella che porta il nome di Massimo Buconi, tuderte, ex sindaco ed ora assessore provinciale, dato ormai per certo come uno dei portabandiera in Umbria del Partito socialista di Boselli. L’altra ha invece la faccia di Gianluca Alvi, candidato al Senato nella lista “La Destra-Fiamma Tricolore”, capeggiata dall’onorevole Romagnoli.

Confermata “a metà” invece la segnalazione che vedeva per protagonista Mario Epifani: il consigliere comunale e leader di Fiamma Tricolore figurerebbe sul secondo gradino, dietro al consigliere regionale Aldo Traccheggiani, nella lista per la Camera presentata da “La Destra”. Su 16 posti (9 alla Camera e 7 al Senato), alla Fiamma ne sarebbero stati assegnati però soltanto due e tanto è bastato ad Epifani per minacciare di mandare tutto a monte con il ritiro della sua candidatura, facendone una questione di dignità e di rispetto per il peso che Fiamma ha nella regione.
Il dissenso è tale che dal blog di Epifani, che registra i suoi umori politici quotidiani, è scomparso improvvisamente il simbolo elettorale de “La Destra-Fiamma Tricolore”, logo che da settimane campeggiava in primo piano sul sito…

Alla Corte d’appello di Perugia, dove vanno depositate le liste dei candidati per le prossime elezioni politiche, al termine della prima giornata a disposizione per questo adempimento (come detto c’è tempo tutto lunedì dalle ore 8 alle 20) sono state presentate otto liste per la Camera e sette per il Senato: Eccole:

CAMERA (l’ordine è quello di presentazione):
1) UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI (capolista Aldo Sartori);
2) PER LA MORATORIA (capolista Giuliano Ferrara);
3) SINISTRA CRITICA (capolista Flavia D’ Angeli);
4) SINISTRA ARCOBALENO (capolista Maria Luisa Bocci);
5) DESTRA FIAMMA TRICOLORE (capolista Daniela Santanchè);
6) PER IL BENE COMUNE (capolista Stefano Montanari);
7) PLI (capolista Gianluigi Ridolfi);
8) PDL (capolista Silvio Berlusconi). 

SENATO
1) UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI (capolista Giovanni Maria Gubbiotti);
2) SINISTRA CRITICA (capolista Franco Turigliatto);
3) SINISTRA ARCOBALENO (capolista Paolo Brutti);
4) DESTRA FIAMMA TRICOLORE (capolista Luca Romagnoli);
5) PER IL BENE COMUNE (capolista Fernando Rossi);
6) PLI (capolista Claudio Gentile); 7) PDL (capolista Franco Asciutti).

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