In provincia di Terni nel 2007 c’è stato un aumento delle presenze turistiche del 2% e degli arrivi del 1,3% ma ad Orvieto si lamentano gli albergatori. Due facce quindi dello stesso problema.
Nell’intera provincia sono cresciuti i turisti italiani (1,9%) e, soprattutto, quelli stranieri (2,3%), con un aumento della loro permanenza media. Hanno soggiornato negli alberghi tradizionali (+1,3% di presenze e +0,5% di arrivi) e soprattutto nelle strutture extralberghiere (+3,2% di presenze e + 3,6% di arrivi) preferite in maggioranza da visitatori stranieri.
Per quanto riguarda i comprensori il dato migliore lo fa registrare quello Ternano, con un più 5,3% per gli arrivi e più 5,2% per le presenze.
Nell’Orvietano cresce vistosamente la ricettività alternativa con un 7% in più di presenze e un 7,7% in più di arrivi. Flette leggermente il dato generale sugli arrivi (-1%), ma aumentano presenze (+4,2%) e gli arrivi (+0,5%) dei turisti stranieri.
Per quanto riguarda l’Amerino registrato nell’anno appena trascorso un calo dopo un biennio (2005-2006) di continua e forte crescita che aveva fatto registrare in alcuni casi dei veri e propri boom turistici.
Quello che è in crisi ad Orvieto è il turismo alberghiero, o almeno questa è l’impressione degli albergatori, alla luce dei dati ufficiali sui flussi turistici dei primi 9 mesi 2007 (diffusi in questi giorni dalla Regione) e di quelli ufficiosi sui primi due del 2008, dai quali emergerebbe il quadro di un settore ormai agonizzante.
Da gennaio a settembre 2007, l’alberghiero, ad Orvieto, ha perso il 5,7%. A non arrivare più sono soprattutto gli italiani (-8,3% nelle presenze e -5,4% negli arrivi): una perdita di 8.000 presenze su base annua. Ma i dati ufficiosi del 2008 in possesso evidenziano un’ulteriore diminuzione del -7-8% nei mesi di gennaio e febbraio 2008.
Molti alberghi pertanto prolungano il periodo di chiusura, riducono il personale nei periodi bassa stagione ed evitano sempre più di assumere nei periodici alta stagione.









