Via Cavour è il tratto di strada che da Massa Martana sale ai Monti Martani: si tratta di una strada provinciale ma, nel tratto del centro abitato, la sua manutenzione rientra nella competenza del Comune di Massa Martana. Da tempo gli abitanti della zona hanno segnalato agli enti competenti sia la pericolosità di questo tratto di strada che il suo stato di abbandono.
Pericolosità data dal fatto che la strada, pur trovandosi in una zona densamente abitata, non ha ancora, contrariamente a quanto previsto, un marciapiede: motivo per il quale i numerosi abitanti sono costretti a camminare occupando la carreggiata. Per di più le auto che procedono lungo di essa viaggiano mediamente a velocità troppo elevata: ciò è stato ripetutamente segnalato a tutti gli enti preposti alla sicurezza ma, per tutta risposta si è, dapprima, apposto un limite di velocità di trenta chilometri orari che, successivamente, è stato alzato riportandolo a cinquanta chilometri l’ora allorquando con efficace provvedimento si è avuta la geniale pensata di installare due colonnine per il rilevamento della velocità che altro non sono che una scatole vuote senza alcun valore deterrente come ben sa chi vi sfreccia davanti tutti i giorni.
Che la strada non rientri nei pensieri dell’amministrazione comunale lo conferma poi il fatto che essa non vi compie alcun atto di ordinaria manutenzione: dal taglio dell’erba lungo i cordoli della strada alla pulizia delle cunette per consentire un regolare deflusso delle acque piovane, alla potatura degli alberi che sovrastano la carreggiata oltre che a pendere pericolosamente su di essa. L’amministrazione non provvede direttamente a tutto ciò né si premura di sollecitare eventualmente la Provincia proprietaria della strada.
Si pensava che almeno a ridosso delle elezioni, come siamo ormai penosamente abituati, si provvedesse, oltre che ad inaugurazioni varie, anche ad una sistemazione di questo tratto di strada, ma evidentemente di via Cavour, in via Mazzini, sede del Comune di Massa Martana, si sono proprio dimenticati del tutto.
- Giovanni Antonelli
- 21 Maggio 2014









