Gli obiettivi sono: tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti; ​promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo; ​concorrere al rilancio dello sviluppo
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Il territorio che comprende un Comune della media valle del Tevere umbro ed altri comuni limitrofi ad essa ed a Todi è uno dei due che la Regione Umbria ha scelto di inserire tra quelle che rientreranno nella “Strategia nazionale per le aree interne.

Insieme a San Venanzo rietrano nel progetto:  Città della Pieve, Monteleone di Orvieto, Montegabbione, Parrano, Ficulle, Fabro, Allerona, Castel Viscardo, Castel Giorgio, Orvieto, Porano, Baschi, Montecchio, Guardea, Alviano, Lugnano in Teverina, Attigliano, Giove, Penna in Teverina.

“Ciò che vogliamo realizzare è un progetto di sviluppo locale delle aree interne dell’Umbria e lontane dai poli urbani principali, che non hanno adeguati servizi essenziali in settori primari come istruzione, sanità, infrastrutture e trasporti”.
E’ quanto affermato dalla rappresentante della presidenza della Regione Umbria, introducendo i lavori dell’incontro tra rappresentanti della Giunta regionale e la delegazione del governo italiano composta da rappresentanti del Dipartimento delle Politiche di sviluppo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri della Salute, Infrastrutture, Università e ricerca e Beni culturali, guidata da Fabrizio Barca, Dirigente generale al Ministero dell’Economia e delle Finanze,  in Umbria per incontrare gli amministratori locali, l’imprenditoria locale e le realtà produttive storicamente rappresentative del contesto economico locale

Per l’Umbria è stato scelto anche il territorio dell’Appennino (comprendente i comuni di Pietralunga, Montone, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Sigillo, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Nocera Umbra) 
“In questi territori – ha spiegato la rappresentante della Regione – sarà possibile, per la prima volta, realizzare specifici progetti di sviluppo locale a valere sulle risorse della nuova programmazione dei fondi comunitari per il prossimo settennato, che per la prima volta prevede la possibilità di definire una strategia nazionale per le aree interne”.
 

“L’individuazione delle Aree Interne del Paese – ha spiegato il direttore Barca – parte da una lettura policentrica del territorio Italiano, cioè un territorio caratterizzato da una rete di comuni o aggregazioni di comuni (centri di offerta di servizi) attorno ai quali gravitano aree caratterizzate da diversi livelli di perifericità spaziale.
L’idea portante è quella che identifica in prima istanza la natura di Area Interna nella ”lontananza” dai servizi essenziali. Da notare che Area Interna, in questa concezione, non è necessariamente sinonimo di “area debole”.
Solo attraverso l’esame delle caratteristiche e della dinamica della struttura demografica e socio-economica delle aree individuate si potrà avere una lettura completa dei diversi percorsi di sviluppo territoriale.

Gli obiettivi che il progetto nazionale Aree interne intende perseguire anche per ciò che riguarda i territori umbri interessati, possono essere riassunti nei seguenti: tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti; ​promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo; ​concorrere al rilancio dello sviluppo. 
 Ciò può tradursi in nuove e diffuse opportunità di sviluppo. Anzi, solo se si aprono nuove opportunità di sviluppo la popolazione troverà attraente e conveniente vivere in questi territori, in modo permanente o per una parte della propria vita, e potrà quindi assicurare manutenzione e promozione della diversità. Per sviluppo si intende qui, ovviamente, sia crescita, sia inclusione sociale.
 
“La missione di oggi rappresenta, dunque,  il momento concreto di avvio delle attività a partire da un’estesa riflessione sulle politiche di sviluppo locale, al fine di focalizzare l’attenzione sulle scelte strategiche future rispetto alle quali innestare progetti di crescita per queste aree ed ha sostanzialmente lo scopo di far emergere i bisogni, le aspettative e gli obiettivi di massima dei territori interessati, nonché – ha concluso Fabrizio Barca – di leggere il territorio rispetto ad una griglia di indicatori nei settori della sanità, istruzione e mobilità, per definire, in lavoro congiunto tra Governo e Regione, alla concreta “strategia di sviluppo” che qui sarà realizzata”.

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