Le vicende legate all’accoglienza di migranti provenienti dall’Africa centro occidentale mettono in risalto una informazione molto scarsa sul fenomeno e il tentativo delle forze del centro-destra di Todi e Massa Martana di approfittare del momento di forte disagio sociale e grave crisi economica per fare leva sulla naturale paura e diffidenza dell’uomo rispetto a qualcosa che non si conosce, alimentando ad arte confusione e disinformazione.

 Nonostante sia noto a tutti che il flusso straordinario di cittadini stranieri in arrivo sulle coste italiane sia dovuto ai profondi mutamenti politici che hanno interessato negli ultimi anni i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, generando guerre e instabilità politica, qualcuno cerca furbescamente di fare di tutta l’erba un fascio.

 Si cerca continuamente di dimostrare l’equivalenza “migrante=soggetto pericoloso” tentando l’improbabile equiparazione dei richiedenti protezione internazionale (richiedenti asilo) ai clandestini, a loro parere sicuramente inclini alla violenza e al non rispetto della legge.

 Gli immigrati irregolari vengono rimpatriati regolarmente. Il richiedente asilo è un uomo o una donna tutt’altro che clandestino, ben conosciuto dalle autorità italiane (o internazionali), che scappa da situazioni di grave disagio e che, “(…) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d’origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese(…)”. La definizione appena enunciata è tratta dall’art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951, recepita nell’ordinamento italiano dalla legge n.722 del 1954.

 Sono queste le persone di cui si sta parlando molto in questi giorni, uomini e donne che, disperati, arrivano in Italia o in Europa e accettano di entrare in un programma di accoglienza che dura fino a che le autorità competenti non decidono sulla legittimità o meno della domanda di protezione. I programmi sono gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno che, attraverso le prefetture, disloca sul territorio gruppi di persone di numero esiguo che vengono seguiti direttamente dai cosiddetti “enti gestori”. Questi, oltre alla distribuzione di vitto e alloggio, provvedono in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento.

 Per questi motivi riteniamo le affermazioni di Forza Italia – Alleanza Nazionale di Massa Martana presuntuose e superficiali in quanto, facendo finta di ignorare la realtà dei fatti, sentenziano su come dovrebbero essere condotti dei programmi di accoglienza asserendo che i richiedenti asilo vengano “parcheggiati” e abbandonati a se stessi in strutture non idonee.

Allo stesso modo appaiono fuori luogo le pretestuose domande nell’interrogazione dei consiglieri di Forza Italia a Todi che tentano, tra l’altro, di mettere in competizione e sullo stesso piano cittadini in attesa di una casa popolare con i richiedenti protezione internazionale che molto spesso usufruiscono di alloggi in base a convenzioni specifiche tra privati e “enti gestori”.
Si tratta di farsi carico di una vicenda umanitaria, si tratta di tolleranza, di dignità, di rispetto delle differenze, di opportunità di scambi culturali, in poche parole si tratta di civiltà, una civiltà che va praticata e non professata solo a parole.

 

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