Tra sabato e lunedì i due schieramenti metteranno a punto le rispettive strategie in vista dell'esame del bilancio preventivo: c'è da decidere la data (prima o dopo le elezioni) e di trovare la "quadratura del cerchio"
giuntaruggiano

Quello che si avvicina sarà un fine-inizio settimana cruciale per l’Amministrazione Ruggiano, visto che tra sabato e lunedì si definiranno probabilmente i tempi e le strategie che dovranno portare alla convocazione del Consiglio comunale per l’esame del bilancio preventivo 2008, appuntamento che si annuncia come la “madre di tutti gli scontri” fra il centrodestra e il centrosinistra di Todi, trattandosi di un atto che, nel caso di mancata approvazione, produce le dimissioni del sindaco e il conseguente commissariamento del Comune.

I due schieramenti tengono entrambi le “carte coperte” su tutto, a partire dalla data preferita per lo svolgimento della seduta che potrebbe tenersi immediatamene a ridosso delle elezioni Politiche o subito dopo, anche a seconda di quanto emergerà fra sabato e lunedì dalle rispettive valutazioni.

Sabato dovrebbe tenersi una riunione di tutto il centrodestra al completo per sviscerare la situazione nei suoi vari risvolti: c’è la questione della maggioranza da trovare in aula (aspetto sul quale viene ostentata una certa tranquillità) ma c’è ancor prima, almeno sembrerebbe, anche il problema di raggiungere una piena condivisione interna sul documento contabile predisposto dal sindaco e dagli uffici.

Il centrosinistra dovrebbe invece riunirsi nella giornata di lunedì.
Anche in questo caso c’è da decidere la strategia da adottare, trovando una linea comune tra Pd, Sdi-Re, Rifondazione e Idv.
Il silenzio che è seguito al deposito bilancio, ancor più assordante rispetto alla rutilante presentazione di interrogazioni e interpellanze delle settimane scorse, fa pensare che l’opposizione voglia arrivare in Consiglio senza preannunciare le proprie mosse e cercando anzi di capire la reale “solidità” dell’avversario.
L’orientamento prevalente sembrerebbe comunque quello di presentare una massiccia serie di emendamenti alla proposta di bilancio tale da configurarsi come una vera e propria riscrittura dello stesso.
 
In pratica si ripresenterebbe uno schema simile a quello vissuta nei mesi scorsi in occasione dell’approvazione delle variazioni del bilancio 2007, con il centrosinistra che propose una “rilettura” della manovra di aggiustamento dei conti che fu rigettata con sdegno dal centrodestra.
Allora la linea Ruggiano passò grazie al voto favorevole di Mauro Giorgi (all’epoca in rotta con il Pd e non ancora nell’Italia dei valori e che ora ha comunque fatto sapere di non essere disposto a fare ulteriormente da “stampella”) e del presidente del Consiglio, il socialista Floriano Pizzichini. Come finirà stavolta?

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